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Le 10 cose che mi ha insegnato Matera 2019

di Giuseppe Cicchetti

Oggi, 17 Ottobre 2014 si decide quale tra le 6 città finaliste sarà nominata Capitale Europea della Cultura. Matera è ancora in corsa, e addirittura è data come favorita in alcune classifiche parziali. Le emozioni e le sensazioni di queste ultime ore saranno irripetibili perché, comunque vada, sabato 18 Ottobre Matera non sarà più la stessa di prima. Vincitrice o perdente che sia, Matera guarderà al futuro pensando a questi ultimi anni come a un periodo intenso di riflessione e di azione in vista di un (non troppo lontano) futuro. E’ per questo che consiglio a ogni materano, a ogni lucano di ritagliarsi qualche minuto della propria giornata per pensare al futuro della città e della propria regione, alle proprie aspettative, perché soltanto in queste ore, forse, riuscirà a farlo a “mente fresca”. Intanto io vi propongo un elenco di 10 cose (soltanto alcune delle cose) che negli ultimi anni ho imparato dall’interno e dall’esterno dell’ambizioso progetto di Matera 2019. Spero possano essere proprio queste un primo spunto di riflessione.

1. Non basta essere di Matera, non basta amare follemente la propria città per essere la persona più adatta a farla crescere.
Abbiamo bisogno di uomini e donne non materani, non lucani, non italiani per riuscire a apprezzare ancora di più il nostro patrimonio culturale, per comprendere la nostra grandezza. Come avrebbe mai potuto un materano, ad esempio, fare riferimento alla propria città come a una capitale mondiale dell’ospitalità, quando per noi lucani l’accoglienza è la normalità. Se non scopriamo e non sperimentiamo le nostre unicità, l’eccezionalità di ciò che ci rende speciali, non potremo mai apprezzare noi stessi abbastanza. E l’apertura con l’esterno, le porte aperte a nuovi cittadini, la volontà di fidarsi di chi potrebbe conoscere la nostra terra non abbastanza quanto noi stessi ha risvolti positivi sullo sviluppo sociale, turistico, culturale, anche dal punto di vista economico e imprenditoriale. Chi, se non un “forestiero”, può portare qualcosa di nuovo e innovativo tra i cittadini abituali di un certo luogo?

2. Il fatto che i giovani non devono allontanarsi dalla Basilicata è una cazzata.
Dobbiamo farlo: dobbiamo andare via se ne abbiamo la possibilità e considerare questo un regalo che facciamo a noi stessi, oltre che un piccolo sacrificio. Perché lontani da casa dobbiamo incontrare il mondo, studiare qualcosa di diverso, vivere da soli, imparare nuove lingue, conoscere nuove persone, innamorarci di nuovi posti, sentire la mancanza di casa e capire veramente se dovrà essere qui il nostro futuro e così tornare magari un giorno molto migliori, più entusiasti e motivati di quando siamo partiti. Sicuramente meno frustrati: perché anche da lontano sapremo di poter contribuire alla crescita della nostra terra, se veramente lo vorremo.

3. L’entusiasmo dei più giovani è il futuro.
Certo, non può prescindere dall’esperienza, dai consigli e dai valori di chi ormai non ha più l’età o la forza di esserlo. Ma è con l’apertura mentale dei più giovani, con la loro propensione all’innovazione che ci si prepara per un avvenire migliore. E soprattutto con la loro libertà: la libertà di seguire i propri sogni, di mandare a fanculo chi pretende di aver già pensato per loro un futuro diverso da quello che essi stessi stanno sognando e che magari hanno già cominciato a costruire. La libertà di guardare negli occhi qualcuno con qualche capello bianco di troppo, ascoltare la sua opinione e poi, dandogli del tu, del lei, del voi, esprimere la propria opinione, proponendogli il proprio punto di vista e motivandolo. Se questi due uomini continueranno a confrontarsi con rispetto, educazione, onestà, sincerità e con la voglia di dialogare senza alcuna barriera: allora in quel momento, in quella conversazione qualcuno starà ponendo le fondamenta di un futuro migliore.

4. Non si può restare soli.
Oggi, un gruppo di persone che lavora isolato, che organizza iniziative, che scrive, che pensa e che progetta da solo si sta precludendo troppe opportunità. “Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee” (G.B. Shaw). Ma due idee non bastano, sappiamolo. Ci sono state tante occasioni, su piattaforme di discussione reali o virtuali, per collaborare, per conoscere nuove persone che magari avevano i nostri stessi obiettivi, per unire progetti, per poter contare su qualcun altro, per accorgersi che fare qualcosa insieme è sicuramente meglio.

5. Il web è un nuovo punto di partenza.
Sapersi muovere tra social network, piattaforme, community, blog e cloud come utenti attivi (soprattutto) e passivi – quello che potremmo riassumere con ‘conoscere i nuovi alfabeti digitali’ – è come saper leggere e scrivere, fare di conto, conoscere una seconda lingua. E se il CoderDojo è una speranza, la wikicrazia è una sfida.

6. L’importanza di raccontarsi.
Perché il web ci aiuta anche a uscire dall’isolamento attraverso lo storytelling. A volte fare qualcosa di buono, essere soddisfatti di un progetto portato a buon fine potrebbe non essere abbastanza. Nasciamo come uomini che trovano nella condivisione e nello scambio un motivo di vita, un pretesto per instaurare nuovi legami per conoscere e apprendere, confrontarsi e crescere. Raccontare significa riempire i dibattiti pubblici di positività e di propositività, porre le basi per future sinergie, innescare la miccia di un meccanismo che attraverso esempi e esperimenti mantiene viva la società, la colora e la rende più stimolante.

7. Non chiedere il permesso.
Se sono nate Profumo di Svolta a Matera, Vox Populi a Grassano e altre realtà più o meno diverse (come anche l’appena nata e già super attiva sul web Matera Inside), vuol dire che in ogni centro abitato della Basilicata può nascere un gruppo di ragazzi che prova a fare qualcosa di buono per la propria (più o meno grande) realtà. La comunità beneficerà di questa realtà direttamente o indirettamente e forse il destino dei centri abitati della Basilicata non sarà quello inesorabile toccato a Craco Vecchia. Dobbiamo comprendere che amare la propria terra è tutto tranne che starsene con le mani in mano, perché da qualche parte del mondo qualcuno starà lavorando, progettando, costruendo per la terra che ama.

8. Le basi.
Cultura prima di essere letteratura, poesia, arte, architettura (ecc…) è igiene, rispetto per l’ambiente, accoglienza, rispetto per il nostro passato, per le persone con cui viviamo ogni giorno. E’ vita, dialogo, confronto educato. Perché in una città ci sarà sempre chi si lamenta (senza fare nulla), chi critica (senza farsi un esame di coscienza), chi offende (pretendendo di essere rispettato), chi penserà che il frutto del suo lavoro valga di più di quello di altri, che i fondi pubblici sono spesi bene soltanto se sono spesi direttamente per me. Il segreto non è far parte di questa ala della società e non è pensare a cosa la società può fare per me, ma a cosa posso fare io per la società (JFK).

9. “La differenza tra il dire e il fare è il fare” (cit.)
Perché nel fare qualcosa di buono, qualcuno sarà pronto a seguirti, spezzando pregiudizi, campanilismi, frustrazioni e trovando nuove motivazioni.

10. Pensare al futuro.
Avere sempre una visione a lungo termine, anche se quello che sto facendo ha bisogno di me adesso. Agire nel presente con un obiettivo più o meno definito nel futuro, che sia esso individuale o collettivo. Questo ci spingerà sempre più a tenerci aggiornati, restare al passo con i tempi, guidare l’innovazione. Ed essere consapevoli di impegnarsi, a volte, per quello che potrebbe essere soltanto un pretesto. Diventare Capitale Europea della Cultura sarà un traguardo, un titolo, un motivo per festeggiare. O forse non lo sarà, soltanto tra poche ore lo sapremo. Adesso invece sappiamo soltanto che è stato un pretesto per conoscere meglio se stessi, riscoprire le proprie origini, pensare al futuro con fiducia e con delle nuove consapevolezze.

Giuseppe Cicchetti

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fonti foto: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=684748554954587&set=a.184321954997252.41032.100002583465294

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