Archivio dell'autore: Domenico Deniso

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Grassano. L’amministrazione e i conti che non tornano

di Domenico Deniso

Sono momenti di fermento a Grassano (MT). Infatti, nei giorni scorsi, dopo la vittoria di Bill De Blasio, in corsa per la carica di sindaco di New York, la stampa nazionale ed internazionale ha concentrato la sua attenzione sul piccolo paese della provincia di Matera, che ha dato i natali alla nonna del Sindaco, poi emigrata negli States, come tanti all’epoca.
Politicamente parlando è stata una mossa astuta da parte dell’amministrazione comunale di Grassano quella di cercare da subito un partenariato politico-culturale con la nuova amministrazione della Grande Mela. Sono stati, infatti, inviati in dono al nuovo Sindaco di New York dei documenti riguardanti la sua famiglia di origine e la storia del paesino che la nonna abbandonò, oltre ad un invito a visitare quelle terre e a soggiornarvici, per poter godere dell’ospitalità dei conterranei e ricongiungersi con i lontani parenti, rimasti sul posto. De Blasio dal canto suo, proprio nel discorso di insediamento, ha già promesso di ritornare nei luoghi da cui emigrò tanti anni fa la sua famiglia e la comunità di Grassano attende impaziente l’arrivo del “Paisà”.

Ora che i riflettori su questo piccolo paese della provincia di Matera si vanno via via spegnendo, sarebbe giusto riaccenderli su un’altra vicenda, questa volta di ordine economico, che tanto ha fatto parlare dell’amministrazione negli scorsi mesi e che riguarda le coperture nel bilancio di fine anno 2013, nello specifico alla voce “indennità di funzione per gli amministratori”

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Al bar da Valentino. Pensieri pisani

di Domenico Deniso

Mentre sui giornali si rincorrono sempre i soliti titoli, e lo scenario politico italiano è un calderone che sta per esplodere. Mentre la politica continua ad allontanarsi dalla vita reale delle persone, quella quotidiana che si respira fra la gente comune, prosegue la mia vita da studente universitario. Oggi era una bellissima domenica. Soleggiata, calda, di quelle che non riesci a stare a casa e se lo fai, a fine giornata ti sembra di aver sprecato un giorno così bello. Come spesso accade ultimamente, l’ultima tappa del solito tour corso-gelato-corso-casa, è al bar sotto casa, per un rapido saluto a Valentino, un filippino che ormai dal lontano 94 risiede in Italia e da agosto si è lanciato nell’impresa di gestire questo baretto.

Entrando, non ti sembra il classico bar pisano, tipico delle città turistiche e dei centri storici sempre più affollati di turisti con l’arrivo della bella stagione. Sembra piuttosto di entrare in uno di quei bar di paese, dove ci sono sempre le solite 10 facce note, dove tutti si conoscono e sembra quasi una grande famiglia. Non sono tutte facce raccomandabilissime, anzi, ma devo ammettere che sono interessanti, affascinanti. Ognuno di loro ha una storia alle spalle diversa da quella degli altri, molti non toccano determinati argomenti, non vogliono parlare del passato e tanti restano muti per ore, passeggiando su e giù tra la porta d’ingresso e il bancone, così quasi per ammazzare il tempo. Si parla sempre del più e del meno, di sport, delle novità della città, si scherza. Insomma, chiacchiere da bar!

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