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Per fare un passo in avanti. Il Centro per le Arti Urbane

In questi anni il nostro status di studenti fuori sede si è modificato: alcuni di noi hanno portato a termine gli studi, altri stanno continuando il loro percorso di formazione in Università e centri di ricerca in Italia, in Europa e nel resto del mondo. Siamo i protagonisti di un fondamentale processo di evoluzione socio-culturale: abbiamo la possibilità di viaggiare, studiare, conoscere, ma desideriamo che in questa variegata rosa di opportunità ce ne sia anche un’altra. Si tratta di un’utopia del presente che potrà diventare una realtà nel futuro. Sono tre anni che ci confrontiamo e cresciamo, ci impegniamo concretamente per il nostro territorio anche quando – quasi sempre – siamo distanti, perché la lontananza non annebbia le nostre speranze.

Lungi dalla retorica dei cervelli in fuga o dall’elenco delle carenza del territorio, manteniamo uno spirito propositivo.
Siamo ben consci che Capitale Europea della Cultura non significhi “lavoro assicurato” e che il titolo acquisito non ci iscriva automaticamente in una lista di collocamento speciale, basata solo sulla natalità in un determinato Comune. E’, infatti, necessario da parte di tutti un apporto decisivo, pragmatico, perché i ponti sono stati creati, ma spetta a noi contribuire al loro sviluppo concreto.

Stiamo vivendo il mondo e stiamo crescendo, attraverso le esperienze più disparate, come cittadini del mondo. Siamo convinti che forse le occasioni da cogliere in quanto giovani generazioni non debbano essere legate all’aprire nuove strutture ricettive: è n’aspirazione che non ci appartiene, non è il modo in cui possiamo nutrire il nostro territorio, facendo fruttare quello che continuiamo ad imparare ogni giorno. Pertanto siamo a lungo posti due sole, ma fondamentali,  domande:

Cosa ci mancava, quando eravamo a Matera da liceali?
Cosa ci mancherà, quando torneremo?

Ne abbiamo parlato a lungo, ci siamo confrontati e scontrati in base alle esperienze che stiamo vivendo e agli uomini che stiamo diventando; da tempo custodiamo questa proposta sulla quale siamo sempre più compatti e convinti. E’ una proposta e come tale manca di riferimenti economici ma siamo pienamente convinti che sia realizzabile e sostenibile (anche attraverso l’appoggio di partner privati e istituzionali, come nel caso di alcuni progetti realizzati altrove di cui parleremo più avanti). Qualora ci fosse un reale interesse ad approfondire la faccenda da parte del soggetto pubblico, noi siamo pronti per metterci al lavoro e dimostrare quanto detto poco sopra.

Quasi due anni fa abbiamo pubblicato una proposta per realizzare a Matera un’aula studio pubblica e gratuita, pensata per gli studenti, ma fruibile da parte di tutti i cittadini.
Oggi vogliamo provare ad andare oltre: sognare non costa nulla e la proposta – per quanto ci riguarda – non è adagiata sulle nuvole. Per semplicità, chiameremo questo spazio “Centro per le Arti Urbane” (CAU): un punto di riferimento, in primo luogo, per la comunità studentesca materana, ma che proponga una programmazione artistica di livello che coinvolga tutte le fasce della cittadinanza. L’obiettivo è costruire un centro nel quale sia possibile provare a sperimentare le diverse attività che, ad oggi, non trovano sfogo in città; uno spazio in cui organizzare mostre, performance ed eventi di qualunque tipo, mantenendo alti standard qualitativi attraverso la leale collaborazione con le istituzioni culturali locali ed europee. Un centro polifunzionale che preveda corsi formativi e attività, oltre che uno spazio di produzione.

All’interno del CAU ci sarebbe una zona riservata ai concerti da adeguare al tipo di musica e all’affluenza prevista, sale prove attrezzate, un’aula studio, una rampa da skate, un laboratorio di stampa e incisione, uno spazio relax e una zona esposizione: tutto all’interno di un contenitore progettato con passione in ogni piccolo particolare, aperto a tutti e amministrato con trasparenza. Abbiamo pensato da tempo al luogo ideale per questo progetto: l’ ex Centrale del Latte di Matera.

Abbiamo cercato di focalizzare le idee per essere più concreti:

  1. Il recupero della fabbrica restituirebbe uno spazio abbandonato a favore della città, che potrebbe diventare uno spunto ideale anche per altri centri urbani;
  2. Il nostro progetto si situerebbe nel cuore di uno dei rioni più attivi della città, anche dal punto di vista musicale;
  3. La posizione è ottimale, perché manterrebbe un rapporto quotidiano con lo scuole, partner fondamentali del progetto;

Centrale - scuole

  1. Nei pressi si trova un parcheggio multipiano:

Centrale - Parcheggio

E’ ormai vastissima la letteratura relativa ai recuperi di edifici industriali da adibire a centri culturali: i benefici sono indubbi, a patto che la gestione sia chiara e vada oltre un provincialismo culturale che respinge gli influssi e le contaminazioni dall’esterno. La Centrale, infatti, ambisce a diventare uno spazio aperto, che attragga artisti di passaggio durante i loro tour nel Sud Italia o che appositamente decidano di esibirsi a Matera. La Centrale accoglierebbe eventi vari e non casuali, cosicché anche i più giovani – che tutt’ora non hanno adeguati spazi dove esibirsi e confrontarsi con il pubblico – possano portare in scena le loro abilità musicali ed artistiche. Molto spesso c’è del talento che non trova l’ambiente adatto per emergere. Noi vorremmo contribuire a realizzare questa reciproca crescita culturale.

Delle recenti esperienze, per alcuni aspetti simili a quella che è la nostra idea per la Centrale del Latte, si può citare il progetto Santeria Social Club, riferimento per la vita culturale milanese. Esso è nato proprio grazie alla vittoria di un bando del Comune per l’assegnazione e la riqualificazione di una vecchia concessionaria. In tema di Capitali Europee della Cultura, il New Horizons Cinema è un “Art House Cinema” e uno dei simboli del progetto di Wrocław, ECoC per il 2016. Oltre ad avere una regolare programmazione, ospita proiezioni di lavori sperimentali e classici, ha programmi di educazione cinematografica per studenti di tutte le età, ospita mostre e concerti, ed è un luogo che rientra nelle abitudini quotidiane della popolazione giovanile della città. 

Sappiamo quanto separi città come Milano e Wrocław dalla nostra realtà: certamente la densità demografica, che rende sostenibile nel medio-lungo termine un progetto così ambizioso; una maggiore vicinanza ai grandi centri di produzione artistica, che rende possibile accorciare sensibilmente i tempi e i costi.

Siamo, però, convinti che un lavoro serio e di ampio respiro possa permettere di superare queste difficoltà, consegnando alla città un cuore pulsante di creatività e vitalità, che incuriosisca e diventi quel puntino che, ad oggi, manca nelle mappe dei tour musicali e teatrali. Con sincera modestia e impegno serio vorremmo diventare un punto di riferimento, un incentivo concreto per investire su un possibile orizzonte del nostro futuro, perché siamo giovani, perché siamo materani, perché crediamo fortemente nella vera essenza della cultura.

Mauro Acito

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Contro la dittatura dei muri grigi

Viviamo in una città che ha delle caratteristiche architettoniche talmente peculiari da renderla unica al mondo.
Viviamo, allo stesso tempo, in una città che ha delle caratteristiche architettoniche talmente comuni da renderla uguale a tutte le altre.

provveditorato

Un’evidenza di questa immortale e comune dialettica tra Matera, come luogo specifico e unico nel suo genere, e il “non luogo”, uguale a se stesso ovunque esso sia, si può trovare nelle anonime facciate cieche e grigie che affliggono la nostra città. Sono luoghi verticali, non direttamente abitali ma vissuti quotidianamente.
Sono case, interi palazzi, scuole, edifici pubblici e Continua a leggere

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A spasso nel futuro. Matera e altre 10 novità

(Dopo le 10 novità dell’estate materana…)

Mettiamo che sono partito per un numero indefinito di anni…
Finalmente posso tornare a casa! Il posto in cui ho passato l’ultimo periodo della mia vita era davvero lontano: un luogo in cui, prima di tutto, la gente non aveva internet e in giro non si vedevano smartphone ma, i più tecnologici, giocavano a snake su cellulari finlandesi. Il più coraggioso aveva bounce, ma non sapeva il trucco per l’immortalità.

Novità 1: – La navetta o il treno dall’aeroporto? –

Sull’aereo una turista mi ha detto che, una volta atterrata, non sa se prendere la navetta (allora io le ho detto di uscire dall’aeroporto, andare a destra e chiedere ai vari autisti: non ho mai capito come trovare la navetta al primo colpo, figuratevi dopo un’assenza cosi lunga!) o il treno diretto che collega, in 42 minuti, Bari-Palese a Matera centrale. Pare che funzioni bene…
Io rimango fedele alla navetta, almeno per questo viaggio: temevo che l’autista potesse essere solo; in fin dei conti il treno sembra più comodo… I prezzi non sono aumentati (che bella cosa!) e non sono l’unico che ha scelto le 4 ruote. Visto che voglio ricominciare a sentirmi materano, dopo molto tempo passato sperando di tornare a vivere e lavorare nella mia città, tartasso di domande l’autista. Ne ricavo che le novità sono molte più di quanto mi aspettassi (e che l’autista ha meno tempo di quanto ricordassi per dirmi tutto: non ci sono più lavori e la strada è tutta a 4 corsie)…

Novità 2: – I 3 treni! –

La prima cosa che mi ha detto l’autista, date le mie insistenti domande sul treno, è che, se davvero non avessi saputo nulla di quello che fosse successo, avrei avuto molto da rallegrarmi: i treni sarebbero stati ormai 3! Stando al suo racconto, qualche anno prima era stata definitivamente abbandonata l’idea della ferrovia collegata alla rete nazionale, ma era stata incredibilmente potenziata la rete già esistente: si arriva, ora, a Palese in 42 minuti esatti, a Bari in 50 minuti, a Napoli in meno di 3 ore. «Napoli?» “Eh si, hanno fatto sta cosa a mostro proprio: sono pochi anni ma funziona davvero bene!”.

Novità 3: – L’ex ferrovia –

Vergognandomi di chiedere ancora all’autista, chiedo al mio vicino cosa ci fosse al posto della ferrovia mai entrata in uso: “Belìn, che bella cosa han fatto: puoi andare in bici fin li, ci sono molti spazi verdi per fare pic-nic o giocare a frisbee, campi da beach volley! Il tutto è gestito davvero bene, con pochi costi per il Comune: poi con la pista ciclabile arrivi li davvero in poco tempo e senza rischi! Al ritorno è più dura perché devi farti una bella salita ma se non ti va puoi salire sulle navette con la bici! Per noi che studiamo qui, è perfetto per un po’ di svago!”.

Novità 4: – L’università! –

La domanda «Quindi non sei di qui?» me la risparmia, perché riprende “Io sono ligure, abito in centro con due ragazzi, uno di Lecce e uno di Urbino. Abbiamo trovato casa insieme grazie ad un semplice servizio che mette in contatto studenti che cercano coinquilini!”. La mia faccia perplessa mi evita anche la seconda domanda “Siamo davvero tanti a usufruirne, chi non trova casa va in collegio o si appoggia al campus: li si che avete fatto un bel lavoro, complimenti! Certo, avessimo un’aula studio in più..” Qui colgo la palla al balzo «E’ vero! Qualche anno fa provammo a tirare su la prima, ma incontrammo difficoltà e poi…» Lui ride “una in più ho detto! Ce ne sono 4, ma sono tutte sempre piene: c’è anche il wifi gratis! I posti dove stare, quelli non mancano mai!”.

Novità 5: – Se ci sono gli universitari… –

A questo punto interviene una signora, mi dice di abitare in una zona di locali e che, lei come tutto il suo condominio, benedice questo movimento “Ogni sera ci sono eventi anche per noi, i locali fanno a gara per intrattenerli e organizzano anche bei concerti! All’inizio è bastato mettersi un po’ d’accordo e venirsi incontro: alla fine benefici per tutti. Poi con alcune belle iniziative e buona volontà, non c’è nemmeno molto da pulire la mattina dopo! Come l’idea dei bicchieri riutilizzabili…”.

Novità 6: – “Se lo riporti, sono soldi!” –

«I bicchieri riutilizzabili?». “Non li hai mai visti? Praticamente ogni locale ha realizzato i suoi bicchieri personalizzati in plastica dura: quando prendi da bere, paghi un euro in più per il bicchiere; se lo riporti ti ridanno l’euro, altrimenti sei libero di tenerlo! Con una sola iniziativa, tieni pulito e non sprechi più plastica con quegli orrendi bicchieri monouso!

Novità 7: – Investimenti nella ricerca –

Lo studente ligure, che ormai ha capito che sono frastornato, riprende “Noi siamo venuti qui a studiare perché abbiamo poi un sacco di possibilità per stage e tirocini in aziende in tutta la regione: in Basilicata hanno capito prima degli altri che è con l’investimento sugli studenti e sulla ricerca che si va avanti! E i risultati sono evidenti”.

Novità 8: – Il museo della scienza e la balena recuperata! –

Sul mio sedile c’è un fascicolo informativo e inizio a sfogliarlo: in copertina c’è una foto dello scheletro della balena trovata a San Giuliano al centro di un cortile! Non l’avevo mai visto e li sembra davvero immenso e spettacolare. La signora mi vede sorpreso: “E’ il museo della scienza: è piccolino, ma davvero grazioso e poi hanno potuto mettere la balena…altro che quel dinosauro brutto nel museo di New York! Poi con 10 chili di spazzatura ci entriamo gratis!”

Novità 9: – La città pulita –

Naturalmente anche questa mi è nuova e la signora lo capisce subito “Se davvero non sai nulla, poco fa è partito un progetto pilota per incentivare alla raccolta differenziata: con un sistema semplice, ogni 10 chili di riciclata che si fanno, si ricevono dei buoni spendibili in cultura in città: musei, cinema, librerie! E’ fastidioso all’inizio, ma i vantaggi sono troppi! Comunque puoi leggere tutto sul sito del comune, è davvero intuitivo!

Novità 10: – Qui per il festival! –

Stavamo entrando in città quando l’autista, incuriosita mi ha chiesto “Ma se manchi da tanto e non sapevi di queste novità, perché sei tornato?” Questa risposta la sapevo «E’ da un po’ che con quelli di Profumo di Svolta stavamo pensando di organizzare un festival a tutto tondo: a quanto pare, stiamo per iniziare…»

Mauro Acito

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Forse soltanto un sogno quello di Mauro, ma siamo felicissimi di condividerlo con voi proprio oggi a un anno dalla nascita di www.profumodisvolta.it, proprio oggi che cominciamo un nuovo percorso coordinando il gruppo di lavoro “Giovani e Opportunità” per la definizione del Piano Strategico della Città di Matera.

(foto in evidenza di Mariangela – da facebook)
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I rigori si possono anche sbagliare. Il fallimento del campus Einaudi a Torino

di Mauro Acito

Quest’anno ci hanno regalato il nuovo campus universitario, realizzato sotto “l’impostazione architettonica generale” dello studio Foster & Partners di Londra.

Il 22 settembre lo hanno inaugurato in pompa magna, con lo stesso sottobosco che descrive Caparezza all’inaugurazione dello spazio-porto. Io non ero presente, ma i miei amici mi hanno detto di averlo visto aperto e splendente come non mai. Come non mai, perchè da quel giorno, dopo l’apparente inaugurazione, hanno ricominciato a lavorare e non si capisce bene per quanto andranno avanti.

Buona parte del campus è già agibile e parte delle lezioni le svolgiamo gia dai primi di ottobre li, nelle nuove aule che, purtroppo, progettate negli anni ’90 (quando il numero di iscritti all’Università di Torino era molto minore), sono piccole e quindi non possono accogliere i corsi con piu di 120-130 iscritti, a dispetto dei proclami sugli “8000 studenti ospitati contemporaneamente”.

A quanto abbiamo capito, una riconversione del progetto sarebbe stata troppo costosa.

L’enorme struttura (si parla di 45mila mq di superficie) offre realisticamente una 15ina di aule per le lezioni (sui vari siti parlano di un numero variabile tra le 40 e le 70 aule: sarà che siamo distratti ma non le abbiamo viste), una grande biblioteca (lontana dal concetto di spazio silenzioso dove studiare), uffici, uffici e ancora uffici. E un orrendo cafè. E moltissime stanze che ospitano solo bagni e, quando va male, nulla (non sono stanze vuote, a cui si deve dare una destinazione, sono rimasugli di aree risultate dal “taglio” delle altre zone).

Il mio concetto di campus universitario partiva da un’idea che a questo punto reputo forse stupida: la socializzazione. Il campus, pensavo, dovrebbe servire a Continua a leggere