Archivio dell'autore: Michele Incampo

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Trasporti in Basilicata. Un’isola che (non) c’è

Un’isola affascinante che non si sa come raggiungere: così vedo la mia Basilicata, da trovare un po’ come canta Bennato, dopo la seconda stella a destra. Il vero dilemma è proprio questo, ovvero risolvere il problema dell’isolamento della Basilicata: per cielo o per terra? Dove investire maggiormente le nostre risorse umane ed economiche? Abbiamo parlato di questa tematica delicata anche  con il Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, durante #festivalmente – il festival delle idee innovative – lo scorso 30 Dicembre a Grassano. Proprio questo paese nel materano ci ricorda l’illustre Carlo Levi che denunciò l’isolamento della Basilicata nella sua opera “Cristo si è davvero fermato a Eboli”, in cui scrive che la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania.

È evidente che le infrastrutture siano un punto debole per l’economia regionale, tenendo conto che il 62% delle aziende lucane ritiene che il ritardo infrastrutturale penalizzi l’economia locale in modo determinante (Rapporto Confcommercio 2015). L’APT Basilicata, invece, ci tiene a sottolineare che se consideriamo la popolazione residente in Basilicata – poco più di 578mila abitanti stimati fino al 31 dicembre 2013 (ISTAT) – per la prima volta ad ogni residente corrisponde un viaggiatore. Va ricordato che la medesima fonte definisce il turismo come l’insieme delle attività e dei servizi riguardanti le persone che si spostano al di fuori del loro “ambiente abituale” per trascorrere un periodo di tempo a fini ricreativi o per lavoro. Bisognerebbe capire con quale mezzo siano arrivati questi. Dopo 50 anni dal celebre libro, la Basilicata si scontra ancora con l’annosa questione dei trasporti. Perché se una parte d’Italia riesce a viaggiare ad alta velocità, un’altra nel cuore del centro Sud vive situazioni al limite del paradossale. Continua a leggere

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Nuovo giro, nuova corsa ragazzi!

Pronti, partenza, via…
Si ricomincia: punto e a capo.
Riprendiamo la penna in mano e prepariamoci a scrivere un nuovo capitolo del libro più bello di tutti: il libro della nostra vita.

Il calore denso dell’estate è ormai una chimera; i tavolini all’aperto, il mix del dj, la “cottarella” estiva sono solo dei dolci e squisiti ricordi da assaporare nei pochissimi momenti di tranquillità; tutto sembra essere ripartito a pieno ritmo, o quasi.

Siamo già proiettati per le vacanze natalizie, ma siamo pronti per iniziare questo nuovo anno. L’estate arriva quando siamo stanchi e stressati, porta con se sogni e desideri, si chiude con un sorriso, anche se malinconico, e ci restituisce la carica e l’energia giusta per ripartire. Questo è il periodo che segna l’inizio di un nuovo percorso: per alcuni, già ambientati nella “giungla” universitaria, bisognerà riprendere i ritmi frenetici, le corse contro il tempo; per altri sarà l’anno da “matricola”, quella timida, insicura e inesperta, quella che alla prima difficoltà si vede traballare come un castello di carte da gioco; per altri ancora sarà l’ultimo anno da liceale, il più bello, il più agognato, il più atteso.

Una cosa, però, abbiamo in comune: siamo tutti giovani pieni di entusiasmo, affetto e vitalità. Siamo giovani intraprendenti, insomma.

Si riparte, tornano i buoni propositi per l’autunno. Alcuni tornano più carichi, altri meno,. Chi con un pizzico di amarezza più degli altri. Chi con la voglia di sorprendere. Con idee fresche, quella speranza che non deve mai mancare, l’amore e la passione che spesso è il nostro unico motore, ma soprattutto con il dubbio. Si, il dubbio. Perché è proprio il dubbio e l’incertezza ci contraddistingue nel nostro essere giovani. Eterni indecisi su cosa fare, se farlo e come farlo, insomma la nostra unica certezza è il dubbio. Il dubbio sovrano.

Ripensare a come sono state le vacanze, ricordare ogni attimo che ci ha emozionato, le persone che abbiamo incontrato, quello che abbiamo soltanto pensato, ma non abbiamo mai detto.

Iniziamo cosi questo nuovo anno, iniziamo con il sorriso perché dopo qualsiasi delusione, si va sempre avanti. Con il sorriso. Perché così si vive la vita: i sorrisi sono contagiosi, e sono come dei veri amici, valgono più di tante parole. Se avete conosciuto l’amore, allora vivete semplicemente di quello che vi sta dando senza chiedervi cosa ne sarà in futuro. Siamo giovani, siamo ragazzi, siamo pieni di vita. Siamo, a mio parere, delle matite che si stanno preparando a scrivere ancora un altro capitolo della loro vita.
Perché matite?

Matite perché siamo capaci di fare tante cose.
Matite perché saremo temperati con dolore da un momento all’altro, ma questo farà di noi una matita migliore. Ci aiuterà a crescere.
Matite perché siamo sempre in grado di correggere gli sbagli che abbiamo commesso e crescere grazie a questi.
Matite perché la nostra parte migliore è dentro di noi.
Matite perché in qualsiasi situazione ci troveremo, dovremo continuare a scrivere.

La vita è una sfida perenne. Con i suoi dolori e le sue prove, a volte ci atterra nella polvere, altre ci porta sull’Olimpo. Ma sempre – si, sempre – ci dà l’opportunità di rialzarci e di ricominciare.

“Ho sbagliato più di 9000 tiri nella mia carriera. Ho perso quasi 300 partite. 26 volte, mi hanno dato la fiducia per fare il tiro vincente dell’ultimo secondo e ho sbagliato. Ho fallito più e più e più volte nella mia vita. È per questo che ho avuto successo.”

Michael Jordan

Buon rientro a tutti.

Michele Incampo

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Fuorisede all’università. Tutti pronti?

Tutto quello che segue è sperimentato per esperienza diretta….

Maturandi, maturati, il vostro primo vero esame si è concluso e ora iniziano i veri problemi, le esperienze che vi fortificheranno…

”Grazie, per noi può bastare”. Su! Via da quella sedia ora inizia la vita!

Il primo anno di università può essere traumatico e molte persone non resistono e si arrendono. Molte matricole non sono pronte ad abbandonare il loro nido e la loro compagnia di amici, fratelli e genitori. Un nuovo ambiente può essere difficile.

All’università siamo tutti sulla stessa barca, siamo tutti fratelli, soprattutto NOI fuorisedeContinua a leggere

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La Basilicata? E cos’è?

E poi ti chiedono: Da dove vieni? Dalla Basilicata. Basilicata! Ah si, allora ciao Basilico!

No io sono lucano! Lucano? E dov’è la Lucania? È al sud, è un angolo di mondo racchiuso fra tre terre, al centro tra la Calabra, la Campania e la Puglia. Ed è una bellezza.
Io vengo dalla Lucania, sono lucano perché la mia regione non viene mai nominata durante il meteo, ma noto che c’è sempre il sole.

Sei lucano… Ah si in Basilicata dove c’è la Fiat. Si, ma “fortunatamente” lucano.
Per tante ragioni:
Sei lucano se quando dici vengo dalla Basilicata: “Ah allora sei basilichese?” e tu “NO LUCANO”.
Sei lucano se per mancanza di personaggi famosi gli autografi si chiedono ai giornalisti del tg3.
Sei lucano se viaggi sulla Salerno-Reggio Calabria e la sulla Basentana, vantandoti di avere anche l’antica Via Appia.

Devi sapere che nelle tavole lucane trovi piatti con i colori della terra, senza pesticidi e veleni. Quando torni a casa senti sempre la mamma ripetere “Mangia che devi crescere”. Se vengo dalla Basilicata, tranquillo che non ti porto mica il Basilico, ma il salame “paesano”… roba genuina.

Sei lucano se ti senti “brigante” nello spirito, perchè le recite a scuola non erano il classico presepe vivente o cappuccetto rosso ma Crocco, Serravalle e Ninco Nanco e nessuno di noi voleva fare il “Borbone”.
Sei lucano? Allora dai la prossima volta portaci l’amaro!
Sei lucano se sai cosa vuol dire il pane di Matera, se Continua a leggere