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I rigori si possono anche sbagliare. Il fallimento del campus Einaudi a Torino

di Mauro Acito

Quest’anno ci hanno regalato il nuovo campus universitario, realizzato sotto “l’impostazione architettonica generale” dello studio Foster & Partners di Londra.

Il 22 settembre lo hanno inaugurato in pompa magna, con lo stesso sottobosco che descrive Caparezza all’inaugurazione dello spazio-porto. Io non ero presente, ma i miei amici mi hanno detto di averlo visto aperto e splendente come non mai. Come non mai, perchè da quel giorno, dopo l’apparente inaugurazione, hanno ricominciato a lavorare e non si capisce bene per quanto andranno avanti.

Buona parte del campus è già agibile e parte delle lezioni le svolgiamo gia dai primi di ottobre li, nelle nuove aule che, purtroppo, progettate negli anni ’90 (quando il numero di iscritti all’Università di Torino era molto minore), sono piccole e quindi non possono accogliere i corsi con piu di 120-130 iscritti, a dispetto dei proclami sugli “8000 studenti ospitati contemporaneamente”.

A quanto abbiamo capito, una riconversione del progetto sarebbe stata troppo costosa.

L’enorme struttura (si parla di 45mila mq di superficie) offre realisticamente una 15ina di aule per le lezioni (sui vari siti parlano di un numero variabile tra le 40 e le 70 aule: sarà che siamo distratti ma non le abbiamo viste), una grande biblioteca (lontana dal concetto di spazio silenzioso dove studiare), uffici, uffici e ancora uffici. E un orrendo cafè. E moltissime stanze che ospitano solo bagni e, quando va male, nulla (non sono stanze vuote, a cui si deve dare una destinazione, sono rimasugli di aree risultate dal “taglio” delle altre zone).

Il mio concetto di campus universitario partiva da un’idea che a questo punto reputo forse stupida: la socializzazione. Il campus, pensavo, dovrebbe servire a far incontrare gli studenti tra una lezione e l’altra, parlare, scambiare idee, trovare spazi in cui studiare, ridurre la distanza tra i professori e gli studenti. Magari sono cresciuto con una idea sbagliata, ma immaginavo anche un bel prato!

Dopo qualche mese di assurdi divieti (come il divieto di “fumare negli spazi aperti comuni”: divieto condivisibile ma poco credibile nel momento in cui vengono installati dei posa cenere), abbiamo ottenuto, quasi fosse una gentile concessione, delle panchine nell’atrio del blocco aule che, ed è evidente guardandole, non erano previste dal progetto iniziale. Il grande cortile interno è molto diverso dai rendering che sono stati presentati: il prato (che cresce con una velocità sbalorditiva, ndr) non è a livello di camminamento, è quasi un ornamento gettato li senza essere stato pensato, senza che ci fosse la volontà di farvi mai sdraiare qualcuno su quell’ispida erba.

Ma, ripeto, partivo io da un’idea sbagliata di campus.

Qui, com’è giusto, si entra, si va a lezione e poi si torna a casa. Cosi si dovrebbe studiare, basta con ste menate dei lavori di gruppo e dello scambio di opinioni rilassato.

Nasci, Studia, Crepa. E nel tragitto, non parlare con nessuno.

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Di soldi ne sono stati spesi, su questo campus (135 milioni di euro, secondo i dati ufficiali). L’archistar è stata coinvolta o almeno il suo nome è stato speso. Le “grandi” istituzioni sono state presenti. Eppure il rigore è stato clamorosamente ciccato.

Mauro Acito

PS: non sono un nichilista, non sputo nel piatto in cui mangio, non contesto le istituzioni e il loro operato per il solo fatto che siano tali ma, detto con sincerità, quando penso ad un campus, penso a questo: mentre lo visitavo, mi veniva voglia di studiare ingegneria solo per poter frequentare quel posto!

6 pensieri su “I rigori si possono anche sbagliare. Il fallimento del campus Einaudi a Torino

  1. Matteo

    E ora? Dopo un anno è operativo? Studio ingegneria ma pensavo di andare a farci un salto per cambiare un po’ aula studio ma… Volevo sapere se c’è ne fossero!

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    1. Mauro Acito Autore articolo

      Ciao Matteo! Come hai giustamente notato, l’articolo è stato scritto un anno fa, contemporaneamente all’inaugurazione dello scorso anno accademico. Posso dirti con assoluta franchezza che quello che ho scritto non è più del tutto vero: il campus è entrato a regime e le cose stanno migliorando! La biblioteca ha modificato gli orari (ora chiude alle 19.30, fino a pochi mesi non era cosi) e due aule studio sono state aperte (una di queste è “ad alta voce”, per i lavori di gruppo). Mancano ancora gli spazi comuni dove poter passare del tempo senza sentirsi “appoggiati” ma penso che anche quelli, con il tempo arriveranno. Secondo me è un ottimo spazio dove studiare: arieggiato, luminoso e poco oppressivo. Non lo definirei ancora un Campus, perchè manca degli spazi di socialità! Vieni a studiare, vale la pena! (Mauro)

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      1. Fabrizio

        Ciao io studio al campus da quest anno, e devo dire che il posto mi piace, ma anche io ho avuto l’idea che il posto aveva delle potenzialità non sfruttate, delle incongruenze, o anche delle semplici assurdità a volte poco comprensibili.
        Secondo voi con spazi di socialità cosa si potrebbe proporre?

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  2. bruno

    io vorrei trasferirmi a torino per il campus, ma il fatto che non ci siano spazi di socialita’ mi preoccupa un po’. tu cosa studi? hai consigli da darmi sulla condizione attuale del campus?

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    1. Mauro Acito Autore articolo

      Ciao Bruno! Ti trasferiresti qui solo per il campus? Io mi sto per laureare in triennale in Scienze internazionali, dello sviluppo e della cooperazione ( ). Per quanto riguarda gli spazi comuni, è sbagliato dire che non ci siano: il cortile è molto grande e, a poco a poco, stanno cadendo dei divieti come quello di fumare o di calpestare l’erba. Di spazi ce ne sono molti, mancano degli elementi (panchine, tavoli, cestini, sedie ecc.) dove poter passare del tempo senza aver fretta di dover tornare in aula o in biblioteca a studiare. Consiglio molto il campus come luogo di studio (la biblioteca è tra le più fornite del Piemonte) e penso che alcune di queste problematiche possano essere risolte! Resta il fatto che questo sia un posto di passaggio (casa-lezione-casa) o di studio! Se hai bisogno di consigli per il mio corso o per qualunque altra cosa, scrivimi su fb! (Mauro)

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