Archivio della categoria: Attività e proposte

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Per una nuova Legge Regionale sul Diritto allo Studio

E’ uno dei temi di cui ci occupiamo da tempo, perché la Basilicata ha una Legge Regionale sul Diritto allo Studio che risale al 1979 e necessità di essere aggiornata e portata allo stesso livello di tante altre regioni italiane.

Insieme a Osservatore Lucano e ai gruppi promotori delle attività di Festivamente e di Vox Populi a Grassano, abbiamo provato a creare momenti di confronto con le istituzioni. A partire dall’incontro pubblico con il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (30 dicembre 2015), e dal successivo dialogo sugli aspetti tecnici con il Dirigente Generale del Dipartimento Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca (15 gennaio 2016).

Qui di seguito l’ultima versione del documento contenente le nostre proposte, in parte uguali a quelle del 2011 e in parte nuove e aggiornate (a cura di Anna Rita Maino e Giulio Traietta).

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Per fare un passo in avanti. Il Centro per le Arti Urbane

In questi anni il nostro status di studenti fuori sede si è modificato: alcuni di noi hanno portato a termine gli studi, altri stanno continuando il loro percorso di formazione in Università e centri di ricerca in Italia, in Europa e nel resto del mondo. Siamo i protagonisti di un fondamentale processo di evoluzione socio-culturale: abbiamo la possibilità di viaggiare, studiare, conoscere, ma desideriamo che in questa variegata rosa di opportunità ce ne sia anche un’altra. Si tratta di un’utopia del presente che potrà diventare una realtà nel futuro. Sono tre anni che ci confrontiamo e cresciamo, ci impegniamo concretamente per il nostro territorio anche quando – quasi sempre – siamo distanti, perché la lontananza non annebbia le nostre speranze.

Lungi dalla retorica dei cervelli in fuga o dall’elenco delle carenza del territorio, manteniamo uno spirito propositivo.
Siamo ben consci che Capitale Europea della Cultura non significhi “lavoro assicurato” e che il titolo acquisito non ci iscriva automaticamente in una lista di collocamento speciale, basata solo sulla natalità in un determinato Comune. E’, infatti, necessario da parte di tutti un apporto decisivo, pragmatico, perché i ponti sono stati creati, ma spetta a noi contribuire al loro sviluppo concreto.

Stiamo vivendo il mondo e stiamo crescendo, attraverso le esperienze più disparate, come cittadini del mondo. Siamo convinti che forse le occasioni da cogliere in quanto giovani generazioni non debbano essere legate all’aprire nuove strutture ricettive: è n’aspirazione che non ci appartiene, non è il modo in cui possiamo nutrire il nostro territorio, facendo fruttare quello che continuiamo ad imparare ogni giorno. Pertanto siamo a lungo posti due sole, ma fondamentali,  domande:

Cosa ci mancava, quando eravamo a Matera da liceali?
Cosa ci mancherà, quando torneremo?

Ne abbiamo parlato a lungo, ci siamo confrontati e scontrati in base alle esperienze che stiamo vivendo e agli uomini che stiamo diventando; da tempo custodiamo questa proposta sulla quale siamo sempre più compatti e convinti. E’ una proposta e come tale manca di riferimenti economici ma siamo pienamente convinti che sia realizzabile e sostenibile (anche attraverso l’appoggio di partner privati e istituzionali, come nel caso di alcuni progetti realizzati altrove di cui parleremo più avanti). Qualora ci fosse un reale interesse ad approfondire la faccenda da parte del soggetto pubblico, noi siamo pronti per metterci al lavoro e dimostrare quanto detto poco sopra.

Quasi due anni fa abbiamo pubblicato una proposta per realizzare a Matera un’aula studio pubblica e gratuita, pensata per gli studenti, ma fruibile da parte di tutti i cittadini.
Oggi vogliamo provare ad andare oltre: sognare non costa nulla e la proposta – per quanto ci riguarda – non è adagiata sulle nuvole. Per semplicità, chiameremo questo spazio “Centro per le Arti Urbane” (CAU): un punto di riferimento, in primo luogo, per la comunità studentesca materana, ma che proponga una programmazione artistica di livello che coinvolga tutte le fasce della cittadinanza. L’obiettivo è costruire un centro nel quale sia possibile provare a sperimentare le diverse attività che, ad oggi, non trovano sfogo in città; uno spazio in cui organizzare mostre, performance ed eventi di qualunque tipo, mantenendo alti standard qualitativi attraverso la leale collaborazione con le istituzioni culturali locali ed europee. Un centro polifunzionale che preveda corsi formativi e attività, oltre che uno spazio di produzione.

All’interno del CAU ci sarebbe una zona riservata ai concerti da adeguare al tipo di musica e all’affluenza prevista, sale prove attrezzate, un’aula studio, una rampa da skate, un laboratorio di stampa e incisione, uno spazio relax e una zona esposizione: tutto all’interno di un contenitore progettato con passione in ogni piccolo particolare, aperto a tutti e amministrato con trasparenza. Abbiamo pensato da tempo al luogo ideale per questo progetto: l’ ex Centrale del Latte di Matera.

Abbiamo cercato di focalizzare le idee per essere più concreti:

  1. Il recupero della fabbrica restituirebbe uno spazio abbandonato a favore della città, che potrebbe diventare uno spunto ideale anche per altri centri urbani;
  2. Il nostro progetto si situerebbe nel cuore di uno dei rioni più attivi della città, anche dal punto di vista musicale;
  3. La posizione è ottimale, perché manterrebbe un rapporto quotidiano con lo scuole, partner fondamentali del progetto;

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  1. Nei pressi si trova un parcheggio multipiano:

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E’ ormai vastissima la letteratura relativa ai recuperi di edifici industriali da adibire a centri culturali: i benefici sono indubbi, a patto che la gestione sia chiara e vada oltre un provincialismo culturale che respinge gli influssi e le contaminazioni dall’esterno. La Centrale, infatti, ambisce a diventare uno spazio aperto, che attragga artisti di passaggio durante i loro tour nel Sud Italia o che appositamente decidano di esibirsi a Matera. La Centrale accoglierebbe eventi vari e non casuali, cosicché anche i più giovani – che tutt’ora non hanno adeguati spazi dove esibirsi e confrontarsi con il pubblico – possano portare in scena le loro abilità musicali ed artistiche. Molto spesso c’è del talento che non trova l’ambiente adatto per emergere. Noi vorremmo contribuire a realizzare questa reciproca crescita culturale.

Delle recenti esperienze, per alcuni aspetti simili a quella che è la nostra idea per la Centrale del Latte, si può citare il progetto Santeria Social Club, riferimento per la vita culturale milanese. Esso è nato proprio grazie alla vittoria di un bando del Comune per l’assegnazione e la riqualificazione di una vecchia concessionaria. In tema di Capitali Europee della Cultura, il New Horizons Cinema è un “Art House Cinema” e uno dei simboli del progetto di Wrocław, ECoC per il 2016. Oltre ad avere una regolare programmazione, ospita proiezioni di lavori sperimentali e classici, ha programmi di educazione cinematografica per studenti di tutte le età, ospita mostre e concerti, ed è un luogo che rientra nelle abitudini quotidiane della popolazione giovanile della città. 

Sappiamo quanto separi città come Milano e Wrocław dalla nostra realtà: certamente la densità demografica, che rende sostenibile nel medio-lungo termine un progetto così ambizioso; una maggiore vicinanza ai grandi centri di produzione artistica, che rende possibile accorciare sensibilmente i tempi e i costi.

Siamo, però, convinti che un lavoro serio e di ampio respiro possa permettere di superare queste difficoltà, consegnando alla città un cuore pulsante di creatività e vitalità, che incuriosisca e diventi quel puntino che, ad oggi, manca nelle mappe dei tour musicali e teatrali. Con sincera modestia e impegno serio vorremmo diventare un punto di riferimento, un incentivo concreto per investire su un possibile orizzonte del nostro futuro, perché siamo giovani, perché siamo materani, perché crediamo fortemente nella vera essenza della cultura.

Mauro Acito

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Per una Biblioteca Provinciale a misura di Europa

Quasi due anni fa pubblicavamo alcuni articoli (link1link2) sul tema degli spazi della cultura a Matera e chi di noi ha fatto il rappresentante degli studenti alle scuole superiori, da ancora più tempo, si interessa alla questione degli orari della Biblioteca Provinciale “T. Stigliani” tra raccolte firme e incontri con le istituzioni.

Il tempo è passato e Matera è stata proclamata Capitale Europea della Cultura 2019. L’ebbrezza generale che la nostra città ha vissuto dopo il 17 Ottobre è stata forse una delle più belle nella sua lunga storia e mentre la Fondazione Matera-Basicata 2019 ingrana la marcia e la città si prepara a intraprendere (o continuare) il suo cammino verso il 2019, siamo consapevoli che le generazioni più giovani possono continuare a contribuire (e forse farlo in maniera sempre più efficace) alla vita della nostra città, immaginandone e impegnandosi a costruirne una migliore.

Il tema degli spazi della cultura continua a appassionarci Continua a leggere

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Esperimenti Culturali | #ourCapital

I nostri migliori anni sono appena cominciati e stiamo cercando di renderli degni del vigore e dell’entusiasmo tipici della giovinezza. D’altra parte, la fortuna aiuta gli audaci e così, dopo il primo festival “L’ora degli studenti”, organizzato l’anno scorso da noi ragazzi di Profumo di Svolta, abbiamo deciso di condividere con la cittadinanza un’ulteriore occasione di dialogo libero e di condivisione. 

Infatti domani 22 dicembre presenteremo l’ANTEPRIMA del festival #ourCapital “Cultura è partecipazione” che si svolgerà dal 27 al 30 dicembre a Matera. Cogliamo l’occasione per riabbracciare la nostra città durante le vacanze di Natale e per percepire questo nuovo clima che si respira a seguito della nomina a Capitale Europea della Cultura.

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Il programma completo dell’evento è sul nostro sito e tutti i dettagli sono sugli eventi facebook dedicati a #ourCapital.
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La gioventù è l’eterna speranza dell’umanità, perciò cerchiamo di rendere la generazione di cui facciamo parte meritevole della fiducia che deve ricevere per il progresso collettivo. Per questa ragione abbiamo progettato il prossimo festival, nonostante viviamo in diverse città d’Italia e d’Europa, siamo stati mossi dalla voglia di condividere queste giornate di festa nella nostra città, insieme, ancora una volta. Abbiamo deciso di tentare, perché il coraggio é contagioso, come l’indifferenza e la passività. Continua a leggere

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#ourCapital – pronti per tornare a Matera?

Dove ci eravamo lasciati? Ah ecco, un anno fa vi abbiamo tenuto compagnia nel periodo delle feste natalizie con “L’ora degli Studenti”, un piccolo festival organizzato insieme a tanti altri amici.

Senza troppe pretese ci riproviamo anche quest’anno!
E dalle tante città d’Italia e d’Europa dove ci troviamo abbiamo messo insieme le nostre forze, coinvolto altri partner che come noi hanno voglia di impegnarsi e proporre qualcosa per rendere più vivo e attivo il nostro territorio. Ci piace l’idea di passare insieme un periodo importante come quello natalizio, quando tanti giovani materani che vivono lontano tornano a casa per le feste, per incontrarci e conoscerci meglio tra gruppi e associazioni, per riflettere sul nostro territorio e sul nostro futuro, per confrontarci, per approfondire tanti temi e conoscere meglio Matera. E per divertirci, naturalmente.

E’ così che nasce il festival #ourCapital – Cultura è partecipazione.

Un anno fa Matera era candidata a diventare la Capitale Europea della Cultura del 2019 e noi provavamo a dare il nostro contributo parlando di cittadinanza attiva, accoglienza e integrazione, rispetto dell’ambiente, destinazione degli spazi pubblici e di una città più aperta ai giovani.

Oggi qualcosa è cambiato. Matera ha vinto, ma sempre bisogno di noi. Ha bisogno della creatività, dell’energia e della vitalità dei materani (e non solo): in particolare di quelli più giovani. Perché il futuro si scrive insieme (come ci suggeriva il primo dossier di candidatura), partendo dalle cose apparentemente più piccole e semplici, ma provando a fare sempre un passo in avanti.

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Il programma completo degli eventi è disponibile qui sul sito. Mentre tutti i dettagli e gli aggiornamenti in diretta li trovate su Facebook: sulla pagina ufficiale dell’evento.

Sono tanti i partner che contribuiscono alla realizzazione del festival, ma vogliamo ringraziarne uno in particolare: l’Hemingway’s Bistrot che ospiterà la maggior parte dei nostri eventi e ci accompagnerà in questo nuovo esperimento!

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Tutti pronti per #BIBLIOCOLOR!

Profumo di Svolta torna a farsi sentire con una nuova iniziativa: questa volta nel palazzo dell’Annunziata, che ospita la Biblioteca Provinciale di Matera. “BIBLIOCOLOR” (così abbiamo immediatamente ribattezzato il nostro progetto) è nato da un confronto e da una bella idea con chi la struttura la frequenta spesso. L’intento è quello di ripulire parte dei banchi che sono stati imbrattati con bianchetti e colori indelebili. E’ infatti possibile trovare sui tavoli della biblioteca frasi e disegni di qualsiasi genere, e tutto ciò non si addice per niente al luogo.

E’ un’iniziativa in continuità con “Graffiamoli Via” durante il quale, nello scorso settembre, decine di ragazzi hanno ripulito insignificanti scritte e scarabocchi dalle zone dalle zone più belle dell’antico Rione Sassi. Questa volta, però, l’obiettivo è più ambizioso: non ci limitiamo a ripulire i banchi dalle scritte, ma vogliamo ricolorarli! Così è nata l’idea di una collaborazione con gli studenti del Liceo Artistico “C. Levi” di Matera. I ragazzi, tutti volontari, svolgeranno questa attività nelle giornate di lunedì 9 e martedì 10 giugno e sprigioneranno la loro fantasia dipingendo alcune parti dei tavoli della Biblioteca. Profumo di Svolta metterà a loro disposizione i materiali necessari e dopo aver ripulito i tavoli, i giovani artisti potranno dare libero sfogo alla loro creatività.

L’idea è stata accolta con grande interesse e disponibilità da parte dei dirigenti di entrambe le strutture (la dottoressa Angela Vizziello, direttrice della Biblioteca Provinciale, e Patrizia Di Franco, Dirigente Scolastico del Liceo Artistico “C. Levi”), Si sono mostrati da subito tutti disponibili per il nostro progetto. La nostra unica preoccupazione era rappresentata dal disagio che si poteva creare in quei giorni ai frequentatori della biblioteca, ma dato il periodo dell’anno, con il suono dell’ultima campanella che ormai vicino, si è deciso di procedere ugualmente senza interrompere il servizio, ad ogni modo. E’ vero, magari il disagio maggiore sarà per gli universitari che dovranno spostarsi in altre zone della struttura, ma siamo certi che al loro ritorno l’ambiente dove potranno studiare sarà molto più bello e magari anche stimolante. Sicuramente la riqualificazione dei banchi ripagherà completamente il sacrificio.

In più, vogliamo lanciare un messaggio alla comunità materana. Dobbiamo comprendere la sostanziale differenza tra arte e vandalismo.

Nella speranza che questo messaggio possa essere recepito dai ragazzi che, invece, si “impegnano” ad imbrattare qualsiasi cosa che gli si presenta davanti. A Settembre la biblioteca tornerà ad essere frequentata anche dagli studenti delle superiori e sarà loro dovere, dovere di tutti noi naturalmente, preservare quanto di buono potrà essere fatto da ragazzi come loro, che lunedì 9 e martedì 10 giugno rimboccheranno le maniche e affileranno i pennelli.

Luca Acito

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Un anno fa… “Matera. Cultura e partecipazione: una proposta a bruciapelo”

di Franco Palazzi – 9.7.2013

Nel tentativo di stimolare ulteriormente il dibattito già in corso sulla promozione della cultura a Matera – in vista della candidatura a Capitale Europea e non solo – in questo articolo provo a sviluppare un approccio dinamico al concetto in questione, accostando “cultura” e “partecipazione”. Propongo quindi un possibile modo per favorire contemporaneamente, nella città dei Sassi, il soddisfacimento dei bisogni culturali e di quelli di carattere più concreto della cittadinanza, utilizzando la cassetta degli attrezzi della democrazia partecipativa; in particolare, considero l’eventualità di adottare il bilancio partecipato, un processo che coinvolge in modo determinante i cittadini nell’ allocazione di parte delle finanze pubbliche locali.

In una bella lettera di qualche giorno fa al direttore di SassiLive.it, l’amico Giuseppe Cicchetti tracciava un quadro preoccupato delle abitudini culturali dei lucani, rilevando che tendenzialmente molti di loro non leggono, non si informano, non frequentano cinema e musei, sperimentano sulla propria pelle l’anacronismo di un sistema in cui l’offerta culturale non è economicamente trainante e l’istruzione pubblica naviga ormai nelle secche della rassegnazione a livelli calanti di risultati e servizi. Un lettore, forse pessimista ma sicuramente attento, gli obiettava, citando Maslow, che prima di potersi dedicare al soddisfacimento di bisogni immateriali – come possono essere, appunto, la lettura o in generale la partecipazione a mostre, proiezioni ed eventi di natura simile – bisogna aver messo a tacere quelli di carattere più concreto – legati ad una dignitosa sopravvivenza economica. L’idea, di per sé, non è nuova – in varie forme si trova già in Feuerbach e in tutta la letteratura socialista, della quale è di fatto uno dei postulati di fondo; allo stesso concetto ha fatto riferimento Ronald Inglehart per spiegare l’ondata di partecipazione giovanile di fine anni Sessanta, che per la prima volta aveva per oggetto principale non rivendicazioni di carattere squisitamente material-reddituale, ma “valori postmaterialisti” come l’autorealizzazione nella sfera privata, l’espansione della libertà di opinione, della democrazia partecipativa e dell’autogoverno nella sfera pubblica. Quello che mi preme è indicare, a partire da una simile constatazione, piuttosto che ulteriori motivi di sconforto, una strada – faticosa – per, come si suole dire, prendere due piccioni con una fava.  Continua a leggere

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Piccoli risultati. L’obiettivo è sempre lo stesso

Quanto vale impegnarsi per un obiettivo concreto?

Riflettere e discutere: confrontarsi e percepire quali sono le vere esigenze dei più giovani, anche quelle meno evidenti che, però, possono realmente contribuire allo sviluppo di una comunità. Anche soltanto offrire un’opportunità, per quanto misera questa possa essere (o magari sembrare).

Chi segue Profumo di Svolta sa quanto questa imprevedibile banda di matti attribuisca valore agli spazi della cultura, ai quei luoghi con cui una città dovrebbe aprirsi alla comunità che la abita: per favorire le esperienze di condivisione, o almeno per non limitarle. Un anno, fa dopo aver espresso “Un desiderio per Matera”, profumodisvolta.it pubblicava “Studiamo insieme? Ok, dove? Gli spazi della cultura a Matera” e si interrogava sul valore di trovare una dimensione sociale per gli studenti, perché essi possano vivere meglio la città e sentirla propria, offrire ai più giovani degli spazi dove coltivare i propri interessi attraverso anche una cultura sociale e conviviale.

Ci siamo attivati e interrogati quali potessero essere le strade migliori per valorizzare i tanti spazi “dimenticati” di cui la nostra dispone. Nel periodo natalizio il nostro festival “L’Ora degli Studenti” ridava vita agli Ipogei di piazza San Francesco e in questi giorni siamo felici di presentarvi un nuovo esperimento. Modesto, ma allo stesso tempo molto ambizioso.

Casa Cava è uno dei luoghi più suggestivi della città di Matera: moderna e atipica nel suo aspetto, accogliente, scavata nel tufo e immersa nel Sasso Barisano, a pochi passi da piazza San Giovanni. Ha una vocazione naturale per diventare un centro culturale e Riccardo D’Ercole con la Consulta Provinciale degli Studenti si è impegnato moltissimo negli ultimi mesi, coordinandosi con l’associazione di volontariato Joven, perché l’idea di uno spazio pubblico, accogliente, aperto ai giovani nel cuore dei Sassi potesse diventare realtà. Il progetto MoodZone e le iniziative di #caviamocultura (che vi consigliamo di approfondire) hanno animato e continueranno nei prossimi mesi a animare Casa Cava e all’interno di questo splendido contenitore culturale ci siamo impegnati fino in fondo perché potesse essere allestita un’area completamente a dimensione di giovane che potrà “banalmente” essere utilizzata per studiare insieme e prepararsi a ospitare esperienze di condivisione costruttiva tutte da co-progettare.

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Si parla spesso dell’importanza di fare rete e oggi senza il fondamentale supporto e contributo concreto di Joven, di Imma D’Angelo, Luciano Antezza, Luca Giuffrida; senza la lucidità del Consorzio che gestisce Casa Cava diretto da Gigi Esposito; senza Riccardo che ha tirato la Consulta degli Studenti in questo progetto innovativo, senza tutti coloro che hanno dato la propria disponibilità per sperimentarne una gestione condivisa, oggi alla domanda “Studiamo insieme?” non potremmo ancora rispondere “Si! Andiamo a Casa Cava”.

 

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L’ “aula studio” della Casa Cava ha ospitato i primi studenti negli ultimi due venerdì pomeriggio (dalle 15:00 alle 20:00), proprio quando anche la Biblioteca Provinciale è chiusa.

Sarà aperta a tutti ogni venerdì con gli stessi orari e potrete seguire tutti gli aggiornamenti sulla pagina facebook appena creata Aula Studio – Casa Cava. Noi di Profumo di Svolta saremo tutti a Matera per il periodo di Pasqua e ci coordineremo con la Consulta degli Studenti per la gestione: presto vi comunicheremo il calendario di apertura per i giorni delle prossime settimane.

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Continuate a seguirci e, se volete, contattateci per proporre iniziative e darci una mano nella gestione di questo nuovo spazio pubblico nelle mani (e speriamo presto anche le cuore) dei materani più giovani.

Impariamo la lezione:
> riflettiamo insieme sulle esigenze della realtà in cui viviamo;
> individuiamo i nostri obiettivi, rendiamoli concreti;
> guardiamoci attorno e cerchiamo chi condivide i nostri stessi desideri;
> progettiamo e costruiamo insieme un percorso;
> impegniamoci;
> impegniamoci insieme;
… e se raggiungiamo l’obiettivo:
> raccontiamolo e condividiamo la nostra esperienza;
> poi impegniamoci ancora per mantenere e migliorare;
> e dopo ancora, ricominciamo la lista da capo.

Giuseppe Cicchetti

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Miglionico: guardiamo al nostro futuro

“Sic Magna Parvis”

“Le grandi cose nascono dalle più piccole” – diceva Francis Drake – è stato questo il messaggio che due giovani rappresentanti di Profumo di Svolta, amanti della politica, hanno lanciato proprio pochi giorni fa a tutte le persone presenti al primo esperimento di cittadinanza attiva, tenutosi nell’Auditorium del Castello di Miglionico, un piccolo paese di tremila abitanti.

È difficile entrare nell’ottica di un paese se non ci hai mai vissuto.
La piccola comunità di Miglionico, come tutte le realtà ristrette, vive di semplici cose: è come una grande famiglia dove tutti ti conosco e vogliono sapere di te; se c’è un matrimonio, metà “paese” è obbligatoriamente invitato; se viene a mancare una persona, l’intera cittadinanza è a lutto; se vuoi sapere qualsiasi notizia di ogni ambito, basta sedersi ad una panchina nel centro della piazza e ascoltare; se hai un po’ di tempo, puoi passare dal fruttivendolo, scambiare due parole e gustare la frutta appena arrivata; se senti il bisogno di tornare bambino, anche solo per un momento, è sufficiente fermarsi a giocare con i bambini che hanno organizzato una partita di calcio nel parcheggio più vicino.

Il tempo nei nostri piccoli centri sembra essersi fermato; e questo lo dimostra la storia e la cultura racchiusa in ogni angolo di strada. E gli abitanti di questa piccola cittadina sono fieri del loro patrimonio. Sono consapevoli dell’opportunità che la loro terra gli offre; ma le opportunità vanno colte. Non era la prima volta che ci apprestavamo a parlare di fronte un pubblico, ma sapere che quegli uditori sono tuoi concittadini ovvero persone che incontri e saluti ogni giorno, allora tutto cambia. E’ proprio per questo motivo che quando inizi a parlare, senti una grande emozione. Anche se la forma degli eventi di cittadinanza attiva organizzata da noi “profumini” è quasi sempre la stessa: riflessioni accompagnate da testi di persone che ammiriamo, come Calamandrei, Pertini, Gramsci, sotto lo strimpellio delle corde di una chitarra elettrica e la visione di video e immagini, ma workshop aveva l’intenzione di essere qualcosa di diverso dal solito, perchè il contesto lo rendeva tale.

Il fine di questo progetto era quello di smuovere coscienze da molto addormentate. In tempi in cui i giovani hanno perso la speranza, si sentono abbandonati dalle istituzioni e si lasciano andare ai più vili e pericolosi vizi, noi volevamo far capire loro che c’è ancora qualcuno che si batte per il loro futuro, per il NOSTRO futuro.

Nel corso della serata, non solo abbiamo dipinto un quadro della realtà attuale della società, ma abbiamo posto al pubblico proposte concrete per la nostra comunità, che nascono dall’esigenza di sfruttare al meglio le risorse culturali del paese.

Non sono le proposte che sono importanti ma lo spirito alla loro base. Noi volevamo fare comprendere all’intero uditorio che la storia ci ha messo di fronte due scelte: mettere la testa sotto la sabbia e rimanere indifferenti a tutto ciò che accade a questo mondo; oppure prendere forza e capire che è finito il tempo della competizione, ma è arrivato quello della cooperazione.

Abbiamo lanciato la sfida a un’intera comunità!
La sfida è prendere coscienza dei problemi e risolverli con l’aiuto di tutti!
Volontà di solidarietà e convergenza di idee è l’antidoto alla peggiore malattia dei nostri tempi: l’APATIA.

Purtroppo abbiamo riscontrato che l’uditorio non era pieno di tanti giovani quanto quelli che speravamo ci fossero; ma non importa. Per recepire un messaggio di cambiamento così forte ci vuole più tempo; e noi continueremo! Noi non ci fermeremo qui!

“Io ritengo che la cosa più grande a questo mondo non sia tanto dove siamo, quanto in che direzione ci stiamo muovendo. Per raggiungere le porte del cielo dobbiamo a volte salpare con il vento contrario, ma dobbiamo salpare!” – (Oliver W. Holmes)

Noi giovani abbiamo preso un impegno istituzionale e morale cioè quello di essere il punto di riferimento per idee, valori e principi che al meglio costruiscano una società civile.
Noi siamo una generazione “maledetta” perché abbiamo, già da ora, il compito di ricostruire l’edificio, ormai distrutto, dello “stato comunità”.

Ma saremo anche la generazione più bella; porteremo i nostri saperi, le nostre idee e le nostre competenze al limite per costruire un futuro migliore. Un futuro che è più vicino di quello che pensiamo.

“I giovani che vanno alla ricerca di se stessi devono imparare che la propria identità, non è tanto qualcosa che si trova, piuttosto qualcosa che si crea; e sono le proprie azioni giornaliere che forgiano la personalità interna in modo più significativo di qualsiasi volume introspettivo e intellettivo” – (Sydney J. Harris)

Giulio Traietta

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