Archivio della categoria: dagli studenti

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Il mio campo estivo Libera, dove i giovani affrontano la Camorra

Da neo-diciottenne avevo una voglia matta di cimentarmi in cose nuove, su tutte il volontariato, per la mia città, il mio paese, diciamo anche il mio mondo. Mai avrei però immaginato che quel campo di Libera, che doveva essere a conclusione della mia estate, mi avrebbe regalato le emozioni più forti e fatto cambiare punto di vista così radicalmente…

C’è da dire che sono partito completamente disinformato sull’associazione e sulla tematica della legalità, o almeno avevo la presunzione di credere di essere informato. E così quel lunedì mattina sono partito completamente solo da Ferrandina (essi perché noi di Matera il treno lo dobbiamo prendere da lì), facendo un rapido scalo alla stazione di Napoli. Rapido sì, ma anche sufficiente a vivere una scena alquanto insolita dalle mie parti: un bambino attorno ai 14 anni mi si avvicina mentre stavo facendo il biglietto di ritorno e inizia a parlarmi, aspettando che tirassi fuori il mio portafogli. Purtroppo per lui ho subito capito le sue intenzioni e quando mi ha visto andarmene, mi ha detto: “Ho fame, mi dai un panino?”. Grande il rimorso che mi ha preso quando ho realizzato di non avere alcun cibo con me, per fortuna qualche monetina ha fatto comunque comodo al ragazzino, che se ne è andato senza pensarci due volte.

Continuando a riflettere su questo episodio sono approdato alla stazione di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, posto completamente abbandonato all’incuria, mancante di biglietteria, di un qualsiasi tipo di servizio. Deserto ad eccezione di alcuni immigrati, stesi sulle panchine ad aspettare il treno proveniente da Roma che era, come mi hanno raccontato, in solito ritardo di un’ora. La cosa buffa è che anche loro ridevano e si lamentavano del nostro servizio treni.

Nel pomeriggio presto arrivo sul campo. Continua a leggere

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Matera Student’s Festival – Ricordando Don Gallo e De André

Ciao a tutti studentesse e studenti,
e buon divertimento per tutto quello che questa serata ha ancora da riservarvi. Mi dispiace non essere anch’io lì, con voi.
È una serata importante e bisogna ringraziare Giovanni, Riccardo, Rossella, Dario e tutta la Consulta Provinciale degli Studenti e tutti coloro che hanno dato una mano per l’organizzazione dello Student’s Festival 2013. L’anno scorso ero lì, al posto di Giovanni, e vi assicuro che tanto tempo, impegno e passione serve ogni anno permettere tutto questo. Un bel po’ di nervi in più se poi si è sfortunati e le nuvole decidono di fare scherzi.

Non dimenticate il senso che ha una serata come questa, il senso del Festival dello Studente. Oggi più che mai, la realtà che tutti i giorni viviamo ha bisogno di noi: degli studenti, dei giovani, di chi ha la forza di sorridere, di sognare, di immaginare il proprio futuro e di impegnarsi per costruirlo. Oggi più che mai la nostra città, la nostra regione hanno bisogno di noi: siamo l’energia fresca e viva di cui la nostra terra ha bisogno. Abbiamo la forza per rendere la terra in cui viviamo una terra migliore. Coltiviamo i nostri sogni, le nostre speranze e guardiamo al nostro futuro con coraggio e con la voglia di conquistare i nostri obiettivi. Crediamo in noi stessi, crediamo nelle nostre capacità e non abbiamo paura, anche se sappiamo che il nostro futuro è incerto.

Ognuno di noi, svegliandosi la mattina, ha la fortuna (e speriamo che tutti possano continuare a averla) di andare a scuola. La scuola, di qualunque grado e settore essa sia, è un luogo unico: a scuola si impara, ci si forma, ci si diverte e si cresce, e soprattutto si cresce insieme. Una scuola migliore è lo specchio di una società migliore. E per una scuola migliore non servono soltanto degli insegnanti migliori, dei presidi o un personale migliore: c’è bisogno anche di studenti migliori. Impegniamoci a migliorare la nostra scuola, nella maniera che preferiamo.

Qualche anno fa, questa giornata si chiamava GioArt: Giornata dell’Arte e della Creatività Studentesca. Si, perché stasera e nei questi giorni del festival che sono passati, abbiamo avuto la possibilità di esprimerci, attraverso lo sport, il gioco, l’arte, la musica, la nostra creatività. Abbiamo potuto esprimerci.
Poche settimane fa è morta una persona eccezionale: don Andrea Gallo, un uomo che invito tutti a conoscere. Lui scriveva: “Cari ragazzi, non abbandonate la creatività. Senza violenza, ma magari con disobbedienza passiva”.
Ecco, siamo creativi e siamo noi stessi. Il mondo che ci circonda ha bisogno di noi, non di chi vogliono gli altri che noi siamo.
Disobbediamo, quando chiunque ci impedisce di essere noi stessi e di credere nei nostri sogni.
Studiamo finché possiamo, perché conoscere significa crescere. E perché la cultura è un’arma di difesa, l’ignoranza e l’indifferenza no.
Don Gallo diceva ancora che “bisogna farsi forza e credere nei gruppi. Questo è il punto fondamentale: la partecipazione e l’attenzione costante”.
Cerchiamo di esserci vicini, come lo siamo ora e di restare uniti nelle difficoltà, come siamo stati capaci di fare tante volte (penso alle tante manifestazioni, assemblee, iniziative): non abbiamo timore di dire la nostra, di dare il nostro contributo.

L’Italia, l’Europa ha un disperato bisogno del nostro contributo: del contributo dei giovani. Impegniamoci e diamoci da fare, perché il futuro dipenderà anche da noi: da quello che decideremo di fare, anche nel nostro piccolo, e da quello che non faremo.
Fabrizio De André diceva: “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”.
Sentitevi coinvolti sempre, come vi sentite coinvolti nel divertimento di questa serata.
Ciao a tutti.

MATERA,  1.6.2013  22.6.2013

Giuseppe Cicchetti

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I rigori si possono anche sbagliare. Il fallimento del campus Einaudi a Torino

di Mauro Acito

Quest’anno ci hanno regalato il nuovo campus universitario, realizzato sotto “l’impostazione architettonica generale” dello studio Foster & Partners di Londra.

Il 22 settembre lo hanno inaugurato in pompa magna, con lo stesso sottobosco che descrive Caparezza all’inaugurazione dello spazio-porto. Io non ero presente, ma i miei amici mi hanno detto di averlo visto aperto e splendente come non mai. Come non mai, perchè da quel giorno, dopo l’apparente inaugurazione, hanno ricominciato a lavorare e non si capisce bene per quanto andranno avanti.

Buona parte del campus è già agibile e parte delle lezioni le svolgiamo gia dai primi di ottobre li, nelle nuove aule che, purtroppo, progettate negli anni ’90 (quando il numero di iscritti all’Università di Torino era molto minore), sono piccole e quindi non possono accogliere i corsi con piu di 120-130 iscritti, a dispetto dei proclami sugli “8000 studenti ospitati contemporaneamente”.

A quanto abbiamo capito, una riconversione del progetto sarebbe stata troppo costosa.

L’enorme struttura (si parla di 45mila mq di superficie) offre realisticamente una 15ina di aule per le lezioni (sui vari siti parlano di un numero variabile tra le 40 e le 70 aule: sarà che siamo distratti ma non le abbiamo viste), una grande biblioteca (lontana dal concetto di spazio silenzioso dove studiare), uffici, uffici e ancora uffici. E un orrendo cafè. E moltissime stanze che ospitano solo bagni e, quando va male, nulla (non sono stanze vuote, a cui si deve dare una destinazione, sono rimasugli di aree risultate dal “taglio” delle altre zone).

Il mio concetto di campus universitario partiva da un’idea che a questo punto reputo forse stupida: la socializzazione. Il campus, pensavo, dovrebbe servire a Continua a leggere

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Tu studente, dedicami qualche minuto di attenzione.

Ciao caro studente che stai per chiudere i libri, dopo una stancante giornata di studio.
Buonasera a te giovane studentessa del liceo classico che ha appena finito di tradurre una versione di latino.
E ciao a te caro facebook-dipendente che domani ha un compito di matematica e non ha studiato nulla per commentare la foto della ragazza che ti piace.

Prima di fare altro, dedicami qualche minuto di attenzione!

La domanda che tutti i giovani si pongono ogni volta che quella maledetta sveglia suona alle 7:00 del mattino è: “PERCHE’? PERCHE’?”
Perché mi alzo così presto per andare in un aula fredda, bianca e noiosa?
Perchè dovrei imparare tutte le declinazioni di una lingua ormai morta?

Domande esistenziali per un giovane studente; alle quali, forse, non riceverà mai risposte.
Ma quella risposta che cerchiamo è già scritta dentro di noi.

Un grand’uomo diceva: “Stay Hungry, Stay Foolish!”. Siate affamati, siate folli. (Steve Jobs)
Ma quella voglia di Continua a leggere

Il futuro dell'acqua,una questione economica ed ambientale del paese

Intervista a Filippo Bubbico, viceministro degli Interni

Il 25 aprile, a seguito delle celebrazioni per la Festa della Liberazione, a cui hanno partecipato rappresentanti politici e istituzionali insieme alla cittadinanza (in cui è intervenuto anche Giovanni Montemurro, come rappresentante degli studenti), abbiamo intervistato il senatore Filippo Bubbico. Nominato nella commissione economica dei “saggi” da Giorgio Napolitano, ieri è diventato viceministro degli Interni.

Noi lo abbiamo intervistato riguardo i temi di scuola e istruzione pubblica e, infine, sulle criticità del Partito Democratico.

Spunti interessanti, spesso già largamente approfonditi in precedenza e su cui riteniamo ci sia urgenza di intervenire attraverso politiche concrete. Ci auguriamo che possa essere di buon auspicio per un futuro non ben definito.

(ci scusiamo per i difetti dell’audio dei primi tre minuti di registrazione…)

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25 Aprile. La voce degli studenti in piazza a Matera

Oggi, 25 Aprile 2013, ricordiamo la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. In piazza Vittorio Veneto, a Matera ci sono state le Celebrazioni solenni e Giovanni Montemurro, presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Matera, è intervenuto portando la voce della comunità studentesca materana.

Postiamo qui le sue parole, molto apprezzate dai cittadini presenti e anche dal sindaco che lo ha ringraziato parlando dopo di lui.

“Cosa avrebbe reso speciale e festosa la data del 25 Aprile, se nessuno negli ultimi 70 anni fosse stato legittimamente ossessionato dal desiderio di ricordare le stragi di un ventennio?
Il ricordo non è mai banale, purché il cittadino a cui spetta l’onore di ricordare riesca, non solo, a trasmettere l’importanza di determinati eventi storici, ma soprattutto a comprendere e interpretare i sentimenti che li hanno caratterizzati. Continua a leggere

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Profumo di Svolta e la nostra lettera ai candidati in diretta a TRM h24

Ieri, martedì 19.2.2013, Giuseppe e Roberto sono stati intervistati negli studi di TRM h24 e hanno avuto la possibilità di fare l’ennesimo appello ai candidati al parlamento in Basilicata, ma soprattutto di continuare a diffondere i temi della salvaguardia di istruzione e università in Basilicata e in Italia.

*Segnaliamo un errore nel riferimento alla testata giornalistica che ha pubblicato la lettera.

Alla nostra lettera risponde… Adriano Pedicini

In risposta alla lettera di profumodisvolta.it ai candidati al parlamento in Basilicata.
(le risposte sono pubblicate nell’ordine secondo cui sono pervenute alla redazione)

Cari ragazzi,
è inutile dirvi che è semplicemente fantastico sapere che non tutti i giovani hanno gettato la spugna, nonostante la Basilicata offra loro poche alternative alla resa incondizionata e all’autoesilio.
E’ palese che ogni vostra affermazione, ogni parte della vostra lettera, merita un proprio studio approfondito e dedicato. Faccio parte dello schieramento di centrodestra che negli ultimi anni ha fatto tanti danni in termini di scuola pubblica e sono consapevole del fatto che poco si è fatto per la diffusione del sapere. Continua a leggere

Alla nostra lettera risponde… Cosimo Forina

In risposta alla lettera di profumodisvolta.it ai candidati al parlamento in Basilicata.
(le risposte sono pubblicate nell’ordine secondo cui sono pervenute alla redazione)

Nel condividere la vostra lettera sul mio profilo FB e su quello di Intesa Popolare in cui sono candidato al Senato in Basilicata sento innanzitutto la necessità di ringraziarvi per esserci, ed essere così, liberi nelle vostre rivendicazioni senza condizionamento di schieramento. 
Portatori di richieste che richiamano alla responsabilità. Cosa non affatto scontata.
Intesa Popolare con il suo Manifesto politico: “si propone di assumere il ruolo, attraverso l’impegno sociale, i programmi e le proposte politiche, di essere schieramento aperto al dialogo, senza pregiudizi e discriminazioni, all’interno del quale ogni necessità o problematica può essere affrontata con un confronto dialettico, positivo e propositivo con la partecipazione e la collaborazione della Società Civile, del mondo del lavoro e della cultura, senza trascurare la voce delle associazioni, delle categorie professionali, dei pensionati, dei consumatori, del volontariato, delle donne e soprattutto dei giovani”. Continua a leggere