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#GraffiamoliVia! | Backstage e pensieri notturni

Quando hai vent’anni e sei studente, in estate torni quasi sempre tardi a casa e prima di dormire capita spesso di restare svegli a pensare. Forse perchè la vita dell’universitario non è poi tanto semplice, perchè purtroppo noi materani ci allontaniamo da casa per andare a studiare lontano, troppe volte pensando di avere futuro altrove. Insomma, a tutti gli studenti fuorisede (o quasi) capiterà di pensare al proprio passato e al futuro poco prima di prender sonno. A tutti o quasi il cuore sarà in disaccordo con la mente perchè, che ci piaccia o no, il cuore a Matera ci vorrebbe restare. Perché noi abbiamo calore, affetto, cultura, buon cibo, belle persone, arte, tranquillità. Abbiamo qualità che oggi sono un po’ fuori dal comune, che nella società attuale sono fuori moda, perchè oggi devi correre a testa bassa, senza guardarti accanto, senza pensare troppo. Invece Matera è una di quelle città che invita a fermarsi, a meditare, a prendere tempo, a stare sereni, in pace, spesso in silenzio e a contemplare.

Ma proprio dalla contemplazione, dal pensare ininterrottamente accade in noi giovani qualcosa di magnifico. Abbiamo lo sguardo più lungo di tanti adulti, abbiamo spesso più voglia, siamo intraprendenti e, diciamocelo senza troppi giri di parole: noi vogliamo cambiare le cose. Perchè a noi piacerebbe che i nostri figli rimanessero qui, in Basilicata. Ci piacerebbe che girassero il mondo per poi tornare a far progredire la loro terra, mentre oggi questa è quasi sempre una strada impercorribile. La politica ci scoraggia, la classe dirigente non ci piace, e l’atteggiamento dei nostri coetanei è spesso frustrante. Ma noi, da teste dure che siamo, non molliamo. Come dicevo prima, l’obiettivo è chiaro: VOGLIAMO CHE LE COSE VADANO DIVERSAMENTE. Ma sappiamo anche che nulla cambia se noi continuiamo a comportarci allo stesso modo, a fare le stesse cose, ad avere le solite brutte abitudini. Se siamo incivili la politica non ci accompagnerà a migliorare, non ce l’ha fatta fino ad ora e spesso il messaggio dei potenti viene travisato, forse perchè è giusto che sia così, che non venga recepito, perchè nei palazzi hanno sbagliato e continueranno a sbagliare. Non si sa se per incapacità o per connivenza, ma a noi questo non interessa.

Allora se rimaniamo soli cosa possiamo fare?
Siamo solo pochi ventenni, non potremo fare nulla, siamo impotenti, non siamo nelle stanze dei bottoni, non abbiamo conoscenze particolari… Tutto il contrario. Siamo ventenni, possiamo fare tanto, abbiamo voglia di fare, PER FORTUNA non siamo nelle stanze dei bottoni e non abbiamo conoscenze particolari. E’ per questo che ci siamo armati delle uniche cose che ci servivano: le nostre mani, il nostro cuore e la nostra testa, che sono ancora liberi da pregiudizi e subdoli vincoli individualistici. E’ stato per dimostrare ai cittadini che basta poco per cambiare che in due giorni abbiamo fatto qualcosa che neanche noi organizzatori credevamo potesse avere una tale eco.

Ci siamo rivolti alla politica che dicono sia assente, e abbiamo trovato appoggio, forse proprio perchè non avevamo e non abbiamo secondi fini. Il Comune ci ha fornito i mezzi, e noi ci abbiamo messo la manodopera. Alle 9.15 di giovedì eravamo già 16. In certi momenti eravamo 40. E per la maggior parte eravamo ragazzi, quelli che d’estate possono dormire, o quelli che qualcuno chiama fannulloni, quelli che un ministro ebbe il coraggio di definire “choosy”, ovvero schizzinosi. Io, piuttosto, questi giovani li vedo come la massima espressione della cittadinanza attiva. Li vedo come il primo bene da tutelare, perchè in grado di tutelare, conservare, rispettare, amare, proprio come abbiamo fatto nei due giorni di #GraffiamoliVia!. Un bene comune (i giovani) ha agito per tutelare un altro bene comune fondamentale (la cultura) rappresentata dai Sassi di Matera.

Poco importa se qualcuno ha voluto criticare la nostra iniziativa, “perchè non siete voi che dovete farlo, ma il Comune”. A chi la pensa così non mi andrebbe neanche di rispondere, ma piuttosto vorrei lanciare loro un’occasione concreta di studio e riflessione. L’associazionismo americano è spiegato bene dal sociologo Alexis De Tocqueville. Il concetto è semplice: i cittadini si riuniscono non solo per individuare dei problemi, ma anche per risolverli, per capire qual è il modo più efficiente per uscire da difficili situazioni di degrado. Ci importa se la Basilicata ha un tasso di disoccupazione giovanile alle stelle. Ci interessa se i giovani scappano da questa terra. Ci interessa tutto ciò, eccome. L’insegnamento che volevamo dare aveva proprio a che fare con tutto questo. Potranno toglierci tutto, potranno uccidere il nostro futuro. Potranno sbeffeggiarci. Noi saremo dall’altro capo della fune, con tutte le intenzioni di vincere questo tira e molla. E fino alla fine lo vinceremo, perché noi non avremo gridato “a lupo, a lupo”, ma avremo cambiato le cose, per farle andare come noi volevamo.

Scusateci se ci permettiamo di immaginare una città diversa, una regione diversa, da quelle che voi ci state lasciando, ma la notte, prima di dormire, noi pensiamo proprio a questo.
Scusateci se ci permettiamo di agire per avere una città diversa, una regione diversa, da quelle che voi ci state lasciando, ma d’estate, questi giovani svogliati e fannulloni, qualcosa la devono pur fare.

Roberto Colucci

 

 

 

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3 pensieri su “#GraffiamoliVia! | Backstage e pensieri notturni

  1. Ilaria

    Ciao Roberto!
    Sono una materana anch’ io e proprio come te adoro la mia città. Credo che ciò che fate voi ragazzi di Profumo di Svolta sia ammirevole: nel vostro sangue scorre la VITALITA’, l’arma vincente per vivere nel migliore dei modi.
    Il tuo “sfogo” arriva chiaro e diretto e non posso che darti ragione su tutto…o quasi!
    Permettimi di venirti contro sulla parte iniziale.
    All’inizio, dimmi pure se sbaglio, ho percepito l’amarezza di un materano che va via per studiare e poco dopo un ragazzo desideroso di rendere la propria città ancora più bella di quello che già sia. Allora mi chiedo: “Perché tutti andate via? Perché, forse, qui non c’è lavoro? Perché qui tutti ci chiudono le porte in faccia? Perché qui per farti “ascoltare” da qualcuno devi “urlare”?”. Be’ queste sono solo alcune delle piccolissime problematiche che dovrebbero spingere i ragazzi a rimanere e lottare, e non andar via. La nostra città ha bisogno di giovani che vivano qui, che frequentino le universitarie meridionali. E’ vero, non è facile ma scappare non è il modo migliore per sperare che le cose cambino. Io un giorno spero di diventare giornalista e fidati che questo campo è pieno di corruzione e indifferenza. Fino ad ora stando qui ho solo avuto porte in faccia, ho mandato e-mail su e-mail, ho contattato gente nella speranza di farmi fare pratica gratuitamente e la risposta non c’è mai stata. Nonostante tutto la mia terra non la lascio e proprio perché qui c’è ancora tanta gente chiusa di mentalità io voglio rimanere e cercare di cambiare qualcosa. Le fatiche saranno molte di più ma, se un giorno riuscirò nel mio intento, sarò molto più soddisfatta.
    Matera ha bisogno di ragazzi come te, come tutti voi di Profumo di Svolta, ma ne ha bisogno SEMPRE, soprattutto durante la formazione.
    Chiunque ami Matera e desideri che la gente capisca che siamo nel 2012 e che gli stereotipi si possono abbattere con un soffio deve almeno provare e credo che la salita inizi proprio nel momento in cui, terminata la scuola superiore, dobbiamo fare i conti con il nostro futuro.
    Forse un giorno scapperò anch’io, ma almeno ci avrò provato.
    Un saluto a tutti voi,
    Ilaria.

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    1. Roberto Colucci

      Ciao Ilaria,

      È un piacere leggere il tuo commento ed è un piacere sapere che, al contrario di quello che pensi ora, io e te siamo d’accordo proprio su tutto. Non sono rimasto a studiare a Matera per il solo fatto che la facoltà che frequento (scienze dell’amministrazione) non è presente all’UniBas. Sono andato a studiare a Brindisi, per rimanere vicino a Matera, per tornare i week-end e per essere a disposizione della mia città, per darmi da fare, per pensare, nel mio piccolo, a come mi piacerebbe che Matera fosse. Tuttavia la parte dell’articolo che giustamente tu sottolinei è riferita alla massa di coetanei che ho visto partire per andar via. Mi spiace dirlo, ma a tanti di essi Matera ha persino tolto la voglia di lottare. Sono andati fuori, lontano, affinché possano avere più opportunità, in futuro. E che ci piaccia o no é così, e sinceramente non me la sento di contestare la loro decisione, anzi. Guardo a noi, me, te e pochi altri, come gli “ultimi romantici”, e purtroppo non so fino a che punto riusciremo a mettere al primo posto l’interesse della collettività e solo dopo le ambizioni personali. Forse ce la faremo ancora a lungo, perché l’ambizione potrà essere quella di combattere, e a questo punto non mi rimane che sperare che questa città non venga a toglierci le armi che ci rimangono, ovvero il cuore, la testa e la passione.

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  2. Dora

    Bellissimo articolo, grazie per avere dato voce ai pensieri di moltissimi studenti materani fuorisede, io per prima!

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