25281_350362534541_3704193_n

Grassano. L’amministrazione e i conti che non tornano

di Domenico Deniso

Sono momenti di fermento a Grassano (MT). Infatti, nei giorni scorsi, dopo la vittoria di Bill De Blasio, in corsa per la carica di sindaco di New York, la stampa nazionale ed internazionale ha concentrato la sua attenzione sul piccolo paese della provincia di Matera, che ha dato i natali alla nonna del Sindaco, poi emigrata negli States, come tanti all’epoca.
Politicamente parlando è stata una mossa astuta da parte dell’amministrazione comunale di Grassano quella di cercare da subito un partenariato politico-culturale con la nuova amministrazione della Grande Mela. Sono stati, infatti, inviati in dono al nuovo Sindaco di New York dei documenti riguardanti la sua famiglia di origine e la storia del paesino che la nonna abbandonò, oltre ad un invito a visitare quelle terre e a soggiornarvici, per poter godere dell’ospitalità dei conterranei e ricongiungersi con i lontani parenti, rimasti sul posto. De Blasio dal canto suo, proprio nel discorso di insediamento, ha già promesso di ritornare nei luoghi da cui emigrò tanti anni fa la sua famiglia e la comunità di Grassano attende impaziente l’arrivo del “Paisà”.

Ora che i riflettori su questo piccolo paese della provincia di Matera si vanno via via spegnendo, sarebbe giusto riaccenderli su un’altra vicenda, questa volta di ordine economico, che tanto ha fatto parlare dell’amministrazione negli scorsi mesi e che riguarda le coperture nel bilancio di fine anno 2013, nello specifico alla voce “indennità di funzione per gli amministratori”

, ovvero sindaco, vicesindaco e assessori. Attorno a questa vicenda si è creato un vero duello mediatico tra maggioranza e opposizione e la cosa ha generato molto caos all’interno della stessa opinione pubblica.
Ma riepiloghiamo in ordine come sono andati gli eventi.
In data 7 maggio 2012 si sono concluse le elezioni per la carica di sindaco a Grassano, dalle quali ne è uscito vincitore Francesco Sanseverino con il 44,92% dei voti.
Nominata la giunta comunale in tempi molto rapidi, la macchina amministrativa si è data subito da fare e in data 6 giugno 2012, a meno di un mese dalla tornata elettorale, la giunta comunale ha approvato un primo provvedimento (Delibera di Giunta N° 044) con il quale le indennità del sindaco, del vicesindaco e degli assessori sono sono aumentate del 46% in confronto a quelle degli amministratori che li hanno preceduti. Infatti, rispetto all’amministrazione uscente Magnante, le voci di uscita per le singole cariche sono passate da 645,57 € a 1.394,43 € per il sindaco, da 322,79 € a 697,22 € per il vice sindaco e da 258,23 € a 627,49 € per ciascuno dei tre assessori. Con questa delibera la spesa per le “indennità di funzione per gli amministratori” nel bilancio comunale del 2012 è così passata a 42.000 € circa, dei quali 32.000 € a favore della nuova amministrazione.

Il 7 febbraio 2013 la giunta si è nuovamente riunita deliberando (Delibera di Giunta N° 009) un ulteriore incremento delle indennità di sindaco, vice sindaco e assessori. In quest’occasione gli stipendi sono così lievitati a 2.427,00 € per il sindaco, 1.213,00 € per il vice sindaco e 1.092,00 € per gli assessori. Con questo provvedimento, la spesa dell’amministrazione in materia di emolumenti è aumentata quasi del 200% in soli due anni, passando dai 28.000 € del 2011, ai 42.000 € del 2012, agli 85.419 € dell’anno 2013. Nella delibera purtroppo non c’è alcun cenno alla copertura finanziaria di tale somma.

La notizia ha suscitato subito forte scalpore e indignazione nella cittadinanza e nei consiglieri d’opposizione, i quali hanno chiesto più volte in forma scritta ed ufficiale la revoca della Delibera di Giunta N° 009, rimanendo ad oggi inascoltati.
Infatti, dopo aver prima richiamato singolarmente l’attenzione degli uffici interessati alla delibera contestata, i consiglieri Digrazia, Linsalata e Stola, vista la mancanza di copertura per le uscite annoverate, vista la già grave situazione economica in cui versano le casse comunali (ndr nel 2012 è stato addirittura utilizzato anche il fondo di riserva del bilancio per sopperire alle ultime uscite impreviste), hanno presentato in data 1 marzo 2013 una mozione per la revoca della delibera di giunta N°9, con richiesta di porre la questione all’ordine del giorno del Consiglio Comunale.

La questione sollevata dalle opposizioni non è stata mai discussa in consiglio, generando così un’irregolarità a livello procedurale. Infatti, L’art. 39, comma 2, del Tuel 267/2000 prevede espressamente che “…il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri … inserendo all’ordine dei giorno le questioni richieste”. Ad ormai otto mesi da quella mozione, ci si chiede il perché le richieste dell’opposizione siano rimaste inascoltate senza una valida motivazione.

Ad onor del vero, nonostante siano state molte le voci che abbiano sostenuto il contrario, queste somme non sono ancora mai state percepite dai funzionari interessati, poiché il bilancio per l’anno 2013 deve ancora essere approvato. Va, però, sottolineato come ad oggi, 15 novembre, non sia ancora stata calendarizzata la discussione del bilancio per l’anno in corso, nonostante il termine ultimo per l’approvazione dei bilanci comunali sia il 30 novembre. Inoltre, noncuranti delle proteste, non solo delle opposizioni, ma di gran parte dell’opinione pubblica, la delibera di Giunta N° 009 non è ancora stata abrogata, né modificata.

Il Sindaco Francesco Sanseverino, a mezzo stampa ha difeso l’operato della propria Giunta, sostenendo che le cifre riportate vanno considerate al netto, quindi tassate (cosa che comunque non ha dello straordinario, essendo una procedura usuale), ed affermando di non aver mai usufruito di denaro pubblico quale corrispettivo per spese relative alle numerose ed inderogabili “missioni” cui deve attendere come sindaco e amministratore. Nello stesso articolo il sindaco incalza, richiamando l’attenzione sulle ultime opere pubbliche di cui l’amministrazione si è occupata e tra queste cita la fontana di Piazza Ilvento, l’impianto di pannelli fotovoltaici installati sui tetti degli edifici pubblici e l’impianto di video sorveglianza degli stessi, opere sulle quali comunque non sono mancate numerose polemiche fra avversari politici e comuni cittadini.

L’opinione pubblica ha manifestato un forte disappunto nei confronti della decisione della Giunta di aumentare le sopraccitate indennità, non solo perché in un momento di forte crisi economica e sociale come questo, l’atteggiamento che ci si aspetta da chi si offre di cambiare la rotta dovrebbe essere in netta controtendenza rispetto a quello adottato fino ad ora, ma anche perché fu lo stesso Francesco Sanseverino a promettere in campagna elettorale non un taglio del gettone di presenza, bensì la completa rinuncia. A riportare a galla le promesse fatte non c’è solo la memoria di qualche elettore ormai deluso, che potrebbe pur fallire, ma anche la registrazione audio di un cittadino che ha registrato uno dei comizi dell’attuale sindaco di Grassano, denunciando appunto l’aver disatteso le promesse fatte in campagna elettorale.

Alla già delicata vicenda riguardante le indennità, se ne va ad aggiungere un’altra sempre di carattere economico, questa volta riguardante il corpo di Polizia Municipale del paese. In questo caso la polizia locale ha accusato, tramite un comunicato, a firma delle segreterie provinciali di CGIL e CISL funzione pubblica, il Sindaco e la Giunta di non avergli ancora corrisposto da gennaio 2013 l’indennità di turno. Gli operatori della Polizia Municipale, non avendo ancora ricevuto risposte, né giustificazioni, né tantomeno delle scuse e constatando un totale disinteresse da parte delle autorità preposte alla liquidazione della somma dovuta, minacciano inizialmente un ridimensionamento del servizio offerto alla cittadinanza e successivamente, qualora fosse necessario, anche lo sciopero.

Dunque, visto il momento buio che sta attraversando la politica italiana, ma anche quella mondiale e considerata la mancanza di fiducia che i cittadini continuano a nutrire e che accresce giorno per giorno nei confronti delle classi politiche che si alternano al potere, a discapito di chi prova con tenacia a cambiare le cose anche a costo della propria vita, ci si augura che la delibera della Giunta N° 9 venga annullata e che, magari, per onestà nei confronti dei cittadini e di tutti gli elettori, vengano rispettate le promesse fatte in campagna elettorale, rinunciando totalmente allo stipendio. Ci si auspica inoltre che vengano espletati tutti i pagamenti per i quali l’amministrazione si era impegnata, nella speranza di poter assistere ad una una maggiore apertura al dialogo da parte degli amministratori.

Cosa penserebbe il caro concittadino Bill De Blasio a riguardo, dopo aver vinto delle elezioni importantissime e per nulla scontate, proprio conducendo una campagna elettorale contro gli sprechi, contro il divario tra ricchi e poveri, in difesa dei ceti meno abbienti?

Domenico Deniso

“Se volessimo capire in cosa consiste davvero la razza umana, dovremmo solo osservarla in tempo di elezioni.”
Mark Twain, Autobiografia, 1924 (postuma)

Ringraziamo per l’anteprima gli amici del blog Vox Populi Vox Dei.

foto in evidenza di Carola Palmucci

Un pensiero su “Grassano. L’amministrazione e i conti che non tornano

Cosa ne pensi tu?