lettera

Una lettera ai candidati al parlamento per la Basilicata

(presentiamo la versione integrale, inviata il 14.2.2013)
ti sembra troppo lunga? Vai alla sintesi!

Ai candidati della Basilicata al Parlamento Italiano per le elezioni politiche del 24/25 febbraio 2013:

(in ordine alfabetico) Amnistia Giustizia e Libertà, Centro Democratico, Comunità lucana Movimento no oil, Fare per Fermare il Declino, Fiamma Tricolore, Fratelli d’Italia, Futuro e Libertà, Grande Sud, Intesa Popolare, Io amo l’Italia, La Destra, Lega Nord, Moderati in Rivoluzione, Movimento 5 Stelle, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Democratico, Popolari Uniti, Popolo della Libertà, Rivoluzione Civile, Scelta Civica con Monti, Sinistra Ecologia e Libertà, Unione di Centro

Alla vigilia delle elezioni politiche che determineranno la composizione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica del nostro Paese, come studenti, rappresentanti degli studenti e cittadini italiani vogliamo rivolgervi questa lettera. Speriamo che una vostra risposta possa andare oltre le importanti, ma facili parole e concretizzarsi in qualcosa che valga di più.

Siamo convinti che la partecipazione alla vita politica del nostro stato e delle nostre piccole realtà territoriali sia un importante valore che tutti i cittadini devono coltivare, impegnandosi in maniera differente ed a seconda del proprio ruolo all’interno della società, per contribuire alla sua crescita.

Gli studenti sono un gruppo sociale importante: spesso etichettati come “il futuro”, rappresentano una risorsa per un sistema che ha bisogno di essere continuamente alimentato da forze e idee giovani e vive. Hanno un ruolo fondamentale in Italia e soprattutto in una regione come la Basilicata e in una città come Matera, dove il fenomeno dell’emigrazione giovanile rende pericolosamente difficile lo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio.

Oggi tutelare gli studenti, investire sulla loro istruzione e formazione professionale, offrire loro un panorama sereno è una sfida vitale per tutti, in un momento in cui loro voce riceve scarsa attenzione, emergendo a fatica e venendo spesso soffocata dalla presunzione dell’esperienza e dalla sordità degli interlocutori.

Anche gli studenti vogliono avere un ruolo in questo importante momento di transizione e auspicabile cambiamento che il Paese sta vivendo e che, attraverso le elezioni politiche e la formazione di un nuovo governo, porterà a tracciare le strade da percorrere nel prossimo futuro.

Consapevoli che il nostro principale dovere è costituito dall’impegno all’interno di scuole e università, non vogliamo tuttavia subire passivamente lo sviluppo degli eventi e intendiamo apportare un contributo alla politica che in questo momento ha il delicato e determinante compito di amministrare realtà complesse che in alcuni casi, come in quelli della scuola pubblica e dell’università, ci riguardano da vicino.

Alcuni di noi non hanno ancora compiuto la maggiore età, altri voteranno per la prima volta i propri rappresentanti in Parlamento: tutti noi, però, abbiamo coltivato negli ultimi anni l’interesse per l’attualità e le problematiche che interessano il sistema d’istruzione italiano. Ne abbiamo discusso all’interno delle nostre assemblee ordinarie e straordinarie, nelle riunioni pomeridiane, da soli e insieme a professori e dirigenti scolastici. Siamo scesi in piazza quando abbiamo sentito la necessità di uscire dalle nostre aule e condividere con la cittadinanza i nostri disagi, le nostre esigenze, le nostre speranze e anche le nostre proposte.

Abbiamo manifestato, ma nella maggior parte dei casi siamo rimasti inascoltati.

Ora siamo alla vigilia delle elezioni politiche: in Basilicata e nella circoscrizione materana saranno eletti deputati e senatori, potenziali ministri e componenti del governo. I lucani e i materani saranno rappresentati nel Parlamento italiano e gli studenti con loro.

Noi studenti delle scuole secondarie e dell’università, loro rappresentanti ed ex-rappresentanti, che vivono e studiano anche lontano dalla Basilicata, ci rivolgiamo a tutti coloro che aspirano ad essere eletti membri delle più alte istituzioni italiane facendo presenti esigenze, richieste e proposte con la volontà ed il desiderio di partecipare alle decisioni che ci riguarderanno in prima persona.

Raccogliamo in questo documento il frutto dell’impegno e dell’interesse per il nostro mondo, quello della pubblica istruzione, che ogni giorno viviamo e che vogliamo migliorare insieme a voi.

Partendo dall’assoluto disaccordo con i principi strutturali del Ddl 953/12, cosiddetto Ddl Aprea, chiediamo:

– che non siano più riproposte presunte partecipazioni (art. 3, comma 1, lettere h-i e art. 4, comma 1, lettera e) di soggetti privati esterni nella gestione della scuola pubblica, che vogliamo rimanga tale a tutti gli effetti.

L’autonomia della scuola pubblica non dipende dalla partecipazione di soggetti privati nella sua amministrazione.

– che qualsiasi provvedimento che riguardi la modifica degli organi di amministrazione scolastica, ovvero gli attuali Consigli d’Istituto per le scuole secondarie di secondo grado, preveda un’equa distribuzione della rappresentanza di tutte le componenti del mondo della scuola e, valutando con attenzione e lucidità, assicuri agli studenti la giusta partecipazione alla gestione scolastica.

Gli studenti sono il centro della scuola, il fulcro attorno a cui tutto deve ruotare. La scuola pubblica è stata istituita per gli studenti, per i ragazzi che la frequentano. E’ un loro diritto quello di partecipare in maniera determinante alle decisioni che vengono prese all’interno della propria scuola.

– chiediamo che qualsiasi provvedimento futuro sottolinei e renda finalmente effettivi tutti i diritti contenuti nello Statuto degli Studenti e delle Studentesse. Domandiamo in particolare che il diritto di assemblea e di riunione, in qualsiasi sua forma (di classe, d’istituto, dei rappresentanti della Consulta Provinciale, del Comitato studentesco; ordinaria e straordinaria), sia garantito e incentivato, senza che il suo godimento venga rimesso al parere discrezionale di qualsiasi autorità scolastica.

Lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse raccoglie i più importanti diritti che non possono essere negati a coloro che vivono ogni giorno la scuola da protagonisti. Il rispetto che ogni studente può e deve esigere, non può venir meno né a scuola né tantomeno in un testo legislativo

Abbiamo posto in evidenza questi primi tre punti, perchè il Ddl 953/12 (Aprea) è stato l’ultimo tentativo di destabilizzazione dell’Istruzione Pubblica, non approvato dal Senato nel novembre scorso. Continuiamo:

– Vogliamo che da parte dei prossimi Governo e Parlamento ci sia un’attenzione particolare verso la scuola, l’università e la ricerca, che gli investimenti in questi campi possano essere la scelta inequivocabile di un’Italia che punta sulla formazione e sulla cultura per uscire dalla crisi.

– Vogliamo un’Italia al passo con i Paesi più avanzati dell’EU e del mondo, nel campo dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

– Chiediamo che gli uomini e le donne che ci rappresenteranno possano dimostrare sano coraggio nelle loro scelte, promuovere obiettivi ambiziosi per il Paese ed avere disponibilità all’ascolto e alla collaborazione con chi vive in prima persona il mondo della scuola, muovendosi in direzione di riforme condivise con studenti, docenti, dirigenti e personale scolastico.

– Riteniamo fondamentale l’attenzione a tutto ciò che ci lega all’Europa, a partire dal mondo scolastico, universitario e giovanile. Vogliamo che non si ripeta più un’infame discriminazione come quella perpetrata ai danni di tutti gli studenti che sono in Europa grazie ai programmi Erasmus e che non eserciteranno il proprio diritto di voto il 24 e 25 febbraio prossimi.

Questi sono solo alcuni dei temi di più largo interesse, che speriamo potranno essere approfonditi in un futuro dialogo costruttivo tra politica e mondo della scuola.

Porgiamo alla vostra attenzione questi successivi punti, che riguardano più da vicino la Basilicata e Matera e che ci auguriamo possano contribuire allo sviluppo ed alla crescita delle nostre realtà.

– Chiediamo che non sia trascurato il forte divario qualitativo esistente tra le strutture scolastiche delle aree più ricche del Paese e quelle della nostra regione. Nel 2013 ci sia avvia verso i libri di testo in formato digitale e la connessione alla rete internet delle scuole, eppure la maggior parte delle nostre realtà scolastiche non dispone di un adeguato laboratorio di informatica. Un computer connesso a internet in ogni classe sembra un sogno e purtroppo non una priorità, viste le condizioni precarie di edilizia e la scarsa e datata dotazione delle aule.

Sfruttare le potenzialità della connessione in rete e delle tecnologie smart è un obbligo. Conoscerle e padroneggiarle per fini educativi è prerogativa per ogni studente.

– Chiediamo che la sicurezza nelle nostre scuole sia una priorità assoluta e non vogliamo più sentirci dire che “non ci sono fondi per l’edilizia scolastica”. Nulla sia essenziale quanto la certezza di poter andare a scuola, senza aver paura di mettere a rischio la propria incolumità.

Le Province che si occupano dell’edilizia scolastica per le scuole superiori devono poter garantire interventi efficienti e piene agibilità e fruibilità degli edifici.

– Chiediamo che la razionalizzazione del personale scolastico, imposta al livello nazionale, non costringa più dirigenti ad assumere posizioni instabili tra presidenze e reggenze. Ogni scuola ha diritto ha un’attenzione particolare da parte di un dirigente.

In Basilicata il ridimensionamento scolastico ha portato alcuni dirigenti ad avere reggenze allo stesso tempo di Licei ed Istituti Professionali, due modelli di formazione diversi che meritano un’attenzione dedicata.

– Chiediamo che il diritto allo studio non sia una materia marginale, ma uno dei primi argomenti da affrontare. In una regione come la nostra, trattare con competenza e lucidità tale tema, senza sprecare risorse ma indirizzandole verso una forma di welfare studentesco e non di semplice assistenzialismo, significa permettere a ragazzi che vivono in realtà familiari disagiate o poco stimolanti, dal punto di vista dell’interesse all’educazione e alla formazione, di essere parte attiva di un processo positivo di crescita e sviluppo in una regione che ha bisogno di cultura e di competenze.

Una legge regionale sul diritto allo studio che risale al 1979 è l’emblema di un’arretratezza che non meritiamo.

– Chiediamo che si affrontino con serietà, metodo e costanza questioni tipiche del meridione in generale e della Basilicata in particolare: il nuovo analfabetismo, la scarsa diffusione della cultura civica, l’insufficiente educazione alla lettura e all’informazione e l’abbandono scolastico precoce. Gli ultimi dati Istat ci ricordano che 2 lucani su 3 non hanno letto nemmeno un libro nell’ultimo anno e non leggono nemmeno un giornale a settimana, mentre 4 su 5 non hanno utilizzato Internet per consultare siti di informazione negli ultimi tre mesi. Soltanto un nostro corregionale su 5 ha visitato mostre o musei nell’ultimo anno.

La Basilicata si colloca agli ultimi posti nelle statistiche che riguardano il moderno concetto di alfabetizzazione e di fruizione della cultura. Il problema non può essere affrontato con superficialità a livello nazionale.

– Chiediamo una politica che incentivi il lavoro nei settori dell’istruzione e della cultura.

Insegnanti precari significano insegnamento precario. Premiare disponibilità e impegno di maestri e professori vuol dire riconoscere alla loro professione una missione di primaria importanza per lo sviluppo del Paese.

– Chiediamo attenzione e trasparenza per ridisegnare il ruolo di Istituti tecnici e professionali in vista dell’immediato approdo degli studenti sul mercato del lavoro o della loro successiva specializzazione.

Il ruolo delle scuole di formazione professionale non passi in secondo piano in Italia e soprattutto in Basilicata. Il filo diretto che lega istruzione e formazione all’impiego sia rinsaldato da riforme condivise che mirino a rilanciare settori produttivi e servizi. L’alternanza scuola-lavoro, gli stage lavorativi, i contatti tra scuole e imprese siano incentivati e ne sia controllato il corretto funzionamento nel rispetto degli studenti, combattendo i rapporti che possono sfociare in forme di sfruttamento lavorativo.

– Chiediamo chiarezza sull’Università degli Studi di Basilicata. Se si ritiene che come piccolo Ateneo possa rimanere in piedi e funzionare in modo efficiente supportando la crescita e lo sviluppo territoriali, che sia finanziato con le risorse che merita nell’ambito di una progettazione intelligente nel lungo periodo; ci sia anche da parte vostra a l’impegno a migliorare e ottimizzare, con un progetto chiaro e condiviso con l’Università stessa, la disponibilità di strutture, infrastrutture e servizi agli studenti. Sogniamo che per ognuno di noi che parte, a Matera e in Basilicata possa arrivare qualcun altro per essere accolto come studente universitario in una realtà dignitosa.

– Chiediamo rispetto per gli studenti che fanno la difficile e coraggiosa scelta di lasciare le proprie realtà per affrontare lo studio universitario: non gli siano di fatto negati i diritti fondamentali, come quello del voto, per motivi economici.

– Chiediamo delle risposte a questa lettera.

Non ci accontenteremo di comunicati stampa, contratti firmati, promesse e garanzie, operazioni valide per futuri appuntamenti elettorali o mozioni in parlamento che muoiono appena pronunciate.

Non vogliamo piú essere etichettati come lo strumento di nessuno, per il semplice motivo che non lo siamo.

Siamo studenti che vogliono contribuire a migliorare il mondo in cui vivono e in cui tanti come noi vivranno. Intendiamo farlo con il dialogo, come abbiamo sempre fatto, senza rimanere inascoltati insieme ai nostri coetanei in tutta Italia.

Vogliamo vedere azioni concrete, idee vere e un po’ di sano coraggio.

Non si vincono le sfide, senza osare. Soprattutto se non si è i favoriti.

(la versione sintetizzata)
Vai a quella integrale!

Ai candidati della Basilicata al Parlamento Italiano per le elezioni politiche del 24/25 febbraio 2013:

(in ordine alfabetico) Amnistia Giustizia e Libertà, Centro Democratico, Comunità lucana Movimento no oil, Fare per Fermare il Declino, Fiamma Tricolore, Fratelli d’Italia, Futuro e Libertà, Grande Sud, Intesa Popolare, Io amo l’Italia, La Destra, Lega Nord, Moderati in Rivoluzione, Movimento 5 Stelle, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Democratico, Popolari Uniti, Popolo della Libertà, Rivoluzione Civile, Scelta Civica con Monti, Sinistra Ecologia e Libertà, Unione di Centro

Siamo alla vigilia delle elezioni politiche: in Basilicata e nella circoscrizione materana saranno eletti deputati e senatori, potenziali ministri e componenti del governo. I lucani e i materani saranno rappresentati nel Parlamento italiano e gli studenti con loro.

Noi studenti delle scuole secondarie e dell’università, loro rappresentanti ed ex-rappresentanti, che vivono e studiano anche lontano dalla Basilicata, ci rivolgiamo a tutti coloro che aspirano ad essere eletti membri delle più alte istituzioni italiane facendo presenti esigenze, richieste e proposte con la volontà ed il desiderio di partecipare alle decisioni che ci riguarderanno in prima persona.

Raccogliamo in questo documento il frutto dell’impegno e dell’interesse per il nostro mondo, quello della pubblica istruzione, che ogni giorno viviamo e che vogliamo migliorare insieme a voi.

Speriamo che una vostra risposta possa andare oltre le importanti, ma facili parole e concretizzarsi in qualcosa che valga di più.

Partendo dall’assoluto disaccordo con i principi strutturali del Ddl 953/12, cosiddetto Ddl Aprea, chiediamo:

– UNA SCUOLA PUBBLICA:

che non siano più riproposte presunte partecipazioni (art. 3, comma 1, lettere h-i e art. 4, comma 1, lettera e) di soggetti privati esterni nella gestione della scuola pubblica, che vogliamo rimanga tale a tutti gli effetti.

– LA RAPPRESENTANZA CHE GLI STUDENTI MERITANO:

chiediamo che all’interno dei Consigli d’Istituto sia assicurata la rappresentanza agli studenti. Essi sono il centro della scuola. La scuola pubblica è stata istituita per gli studenti, per i ragazzi che la frequentano. E’ un loro diritto quello di partecipare in maniera determinante alle decisioni che vengono prese all’interno della propria scuola. La loro partecipazione negli organi decisionali non sia ritenuta simbolica.

– IL RISPETTO DEI DIRITTI DEGLI STUDENTI:

chiediamo che qualsiasi provvedimento futuro sottolinei e renda finalmente effettivi tutti i diritti contenuti nello Statuto degli Studenti e delle Studentesse. Domandiamo in particolare che il diritto di assemblea e di riunione, in qualsiasi sua forma (di classe, d’istituto, dei rappresentanti della Consulta Provinciale, del Comitato studentesco; ordinaria e straordinaria), sia garantito e incentivato, senza che il suo godimento venga rimesso al parere discrezionale di qualsiasi autorità scolastica.

 

Abbiamo posto in evidenza questi primi tre punti, perchè il Ddl 953/12 (Aprea) è stato l’ultimo tentativo di destabilizzazione dell’Istruzione Pubblica, non approvato dal Senato nel novembre scorso. Continuiamo:

 

– INVESTIMENTI IN ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA

Vogliamo che da parte dei prossimi Governo e Parlamento ci sia un’attenzione particolare verso la scuola, l’università e la ricerca, che gli investimenti in questi campi possano essere la scelta inequivocabile di un’Italia che punta sulla formazione e sulla cultura per uscire dalla crisi.

– UN’ITALIA AL PASSO CON I PAESI PIU’ AVANZATI DELL’UE E DEL MONDO

Vogliamo un’Italia al passo con i Paesi più avanzati dell’EU e del mondo, nel campo dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

– RIFORME CONDIVISE CON CHI VIVE LA SCUOLA

Chiediamo che gli uomini e le donne che ci rappresenteranno possano dimostrare sano coraggio nelle loro scelte, promuovere obiettivi ambiziosi per il Paese ed avere disponibilità all’ascolto e alla collaborazione con chi vive in prima persona il mondo della scuola, muovendosi in direzione di riforme condivise con studenti, docenti, dirigenti e personale scolastico.

– L’EUROPA DEGLI STUDENTI E DEI GIOVANI

Riteniamo fondamentale l’attenzione a tutto ciò che ci lega all’Europa, a partire dal mondo scolastico, universitario e giovanile. Vogliamo che non si ripeta più un’infame discriminazione come quella perpetrata ai danni di tutti gli studenti che sono in Europa grazie ai programmi Erasmus e che non eserciteranno il proprio diritto di voto il 24 e 25 febbraio prossimi.

Questi sono solo alcuni dei temi di più largo interesse, che speriamo potranno essere approfonditi in un futuro dialogo costruttivo tra politica e mondo della scuola.

Porgiamo alla vostra attenzione questi successivi punti, che riguardano più da vicino la Basilicata e Matera e che ci auguriamo possano contribuire allo sviluppo ed alla crescita delle nostre realtà.

– IL DIVARIO TRA LE STRUTTURE SCOLASTICHE IN ITALIA

Chiediamo che non sia trascurato il forte divario qualitativo esistente tra le strutture scolastiche delle aree più ricche del Paese e quelle della nostra regione.

– L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Chiediamo di raccogliere le sfide dell’innovazione tecnologica. Sfruttare le potenzialità della connessione in rete, dell’informatica e delle tecnologie smart è un obbligo. Conoscerle e padroneggiarle per fini educativi è prerogativa per ogni studente.

– LA SICUREZZA NELLE SCUOLE

Chiediamo che la sicurezza nelle nostre scuole sia una priorità assoluta e non vogliamo più sentirci dire che “non ci sono fondi per l’edilizia scolastica”. Nulla sia essenziale quanto la certezza di poter andare a scuola, senza aver paura di mettere a rischio la propria incolumità.

– LA RAZIONALIZZAZIONE DEL PERSONALE

Chiediamo che la razionalizzazione del personale scolastico, imposta al livello nazionale, non costringa più dirigenti a assumere posizioni instabili tra presidenze e reggenze. Ogni scuola ha diritto ha un’attenzione particolare da parte di un dirigente che non abbia il compito di occuparsi di più istituti. Razionalizzare significa ottimizzare, non degradare.

– IL DIRITTO ALLO STUDIO

Chiediamo che il diritto allo studio non sia una materia marginale, ma uno dei primi argomenti da affrontare.Una legge regionale sul diritto allo studio che risale al 1979 è l’emblema di un’arretratezza che non meritiamo.

– LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA e LA LOTTA ALL’ANALFABETISMO

Chiediamo che si affrontino con serietà, metodo e costanza questioni tipiche del meridione in generale e della Basilicata in particolare: il nuovo analfabetismo, la scarsa diffusione della cultura civica, l’insufficiente educazione alla lettura e all’informazione e l’abbandono scolastico precoce. La Basilicata si colloca agli ultimi posti nelle statistiche (Istat) che riguardano il moderno concetto di alfabetizzazione e di fruizione della cultura. Il problema non può essere affrontato con superficialità a livello nazionale.

– DOCENTI E PERSONALE SCOLASTICO

Chiediamo una politica che incentivi il lavoro nei settori dell’istruzione e della cultura.
Insegnanti precari significano insegnamento precario. Premiare disponibilità e impegno di maestri e professori vuol dire riconoscere alla loro professione una missione di primaria importanza per lo sviluppo del Paese.

– ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI

Chiediamo attenzione e chiarezza per ridisegnare il ruolo di Istituti tecnici e professionali in vista dell’immediato approdo degli studenti sul mercato del lavoro o per la loro successiva specializzazione.

– UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BASILICATA

Chiediamo chiarezza sull’Università degli Studi di Basilicata. Se si ritiene che come piccolo Ateneo possa rimanere in piedi e funzionare in modo efficiente supportando la crescita e lo sviluppo territoriali, che sia finanziato con le risorse che merita nell’ambito di una progettazione intelligente nel lungo periodo; ci sia anche da parte vostra a l’impegno a migliorare e ottimizzare, con un progetto chiaro e condiviso con l’Università stessa, la disponibilità di strutture, infrastrutture e servizi agli studenti. Sogniamo che per ognuno di noi che parte, a Matera e in Basilicata possa arrivare qualcun altro per essere accolto come studente universitario in una realtà dignitosa.

– GLI STUDENTI UNIVERSITARI FUORISEDE

Chiediamo rispetto per gli studenti che fanno la difficile e coraggiosa scelta di lasciare le proprie realtà per affrontare lo studio universitario: non gli siano di fatto negati i diritti fondamentali, come quello del voto, per motivi economici.

– Chiediamo delle risposte a questa lettera.

Non ci accontenteremo di comunicati stampa, contratti firmati, promesse e garanzie, operazioni valide per futuri appuntamenti elettorali o mozioni in parlamento che muoiono appena pronunciate.

Non vogliamo piú essere etichettati come lo strumento di nessuno, per il semplice motivo che non lo siamo.

Siamo studenti che vogliono contribuire a migliorare il mondo in cui vivono e in cui tanti come noi vivranno. Intendiamo farlo con il dialogo, come abbiamo sempre fatto, senza rimanere inascoltati insieme ai nostri coetanei in tutta Italia.

Vogliamo vedere azioni concrete, idee vere e un po’ di sano coraggio.

Non si vincono le sfide, senza osare. Soprattutto se non si è i favoriti.

(la versione sintetizzata)
Vai a quella integrale!

Ai candidati della Basilicata al Parlamento Italiano per le elezioni politiche del 24/25 febbraio 2013:

(in ordine alfabetico) Amnistia Giustizia e Libertà, Centro Democratico, Comunità lucana Movimento no oil, Fare per Fermare il Declino, Fiamma Tricolore, Fratelli d’Italia, Futuro e Libertà, Grande Sud, Intesa Popolare, Io amo l’Italia, La Destra, Lega Nord, Moderati in Rivoluzione, Movimento 5 Stelle, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Democratico, Popolari Uniti, Popolo della Libertà, Rivoluzione Civile, Scelta Civica con Monti, Sinistra Ecologia e Libertà, Unione di Centro

Siamo alla vigilia delle elezioni politiche: in Basilicata e nella circoscrizione materana saranno eletti deputati e senatori, potenziali ministri e componenti del governo. I lucani e i materani saranno rappresentati nel Parlamento italiano e gli studenti con loro.

Noi studenti delle scuole secondarie e dell’università, loro rappresentanti ed ex-rappresentanti, che vivono e studiano anche lontano dalla Basilicata, ci rivolgiamo a tutti coloro che aspirano ad essere eletti membri delle più alte istituzioni italiane facendo presenti esigenze, richieste e proposte con la volontà ed il desiderio di partecipare alle decisioni che ci riguarderanno in prima persona.

Raccogliamo in questo documento il frutto dell’impegno e dell’interesse per il nostro mondo, quello della pubblica istruzione, che ogni giorno viviamo e che vogliamo migliorare insieme a voi.

Speriamo che una vostra risposta possa andare oltre le importanti, ma facili parole e concretizzarsi in qualcosa che valga di più.

Partendo dall’assoluto disaccordo con i principi strutturali del Ddl 953/12, cosiddetto Ddl Aprea, chiediamo:

– UNA SCUOLA PUBBLICA:

che non siano più riproposte presunte partecipazioni (art. 3, comma 1, lettere h-i e art. 4, comma 1, lettera e) di soggetti privati esterni nella gestione della scuola pubblica, che vogliamo rimanga tale a tutti gli effetti.

– LA RAPPRESENTANZA CHE GLI STUDENTI MERITANO:

chiediamo che all’interno dei Consigli d’Istituto sia assicurata la rappresentanza agli studenti. Essi sono il centro della scuola. La scuola pubblica è stata istituita per gli studenti, per i ragazzi che la frequentano. E’ un loro diritto quello di partecipare in maniera determinante alle decisioni che vengono prese all’interno della propria scuola. La loro partecipazione negli organi decisionali non sia ritenuta simbolica.

– IL RISPETTO DEI DIRITTI DEGLI STUDENTI:

chiediamo che qualsiasi provvedimento futuro sottolinei e renda finalmente effettivi tutti i diritti contenuti nello Statuto degli Studenti e delle Studentesse. Domandiamo in particolare che il diritto di assemblea e di riunione, in qualsiasi sua forma (di classe, d’istituto, dei rappresentanti della Consulta Provinciale, del Comitato studentesco; ordinaria e straordinaria), sia garantito e incentivato, senza che il suo godimento venga rimesso al parere discrezionale di qualsiasi autorità scolastica.

 

Abbiamo posto in evidenza questi primi tre punti, perchè il Ddl 953/12 (Aprea) è stato l’ultimo tentativo di destabilizzazione dell’Istruzione Pubblica, non approvato dal Senato nel novembre scorso. Continuiamo:

 

– INVESTIMENTI IN ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA

Vogliamo che da parte dei prossimi Governo e Parlamento ci sia un’attenzione particolare verso la scuola, l’università e la ricerca, che gli investimenti in questi campi possano essere la scelta inequivocabile di un’Italia che punta sulla formazione e sulla cultura per uscire dalla crisi.

– UN’ITALIA AL PASSO CON I PAESI PIU’ AVANZATI DELL’UE E DEL MONDO

Vogliamo un’Italia al passo con i Paesi più avanzati dell’EU e del mondo, nel campo dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

– RIFORME CONDIVISE CON CHI VIVE LA SCUOLA

Chiediamo che gli uomini e le donne che ci rappresenteranno possano dimostrare sano coraggio nelle loro scelte, promuovere obiettivi ambiziosi per il Paese ed avere disponibilità all’ascolto e alla collaborazione con chi vive in prima persona il mondo della scuola, muovendosi in direzione di riforme condivise con studenti, docenti, dirigenti e personale scolastico.

– L’EUROPA DEGLI STUDENTI E DEI GIOVANI

Riteniamo fondamentale l’attenzione a tutto ciò che ci lega all’Europa, a partire dal mondo scolastico, universitario e giovanile. Vogliamo che non si ripeta più un’infame discriminazione come quella perpetrata ai danni di tutti gli studenti che sono in Europa grazie ai programmi Erasmus e che non eserciteranno il proprio diritto di voto il 24 e 25 febbraio prossimi.

Questi sono solo alcuni dei temi di più largo interesse, che speriamo potranno essere approfonditi in un futuro dialogo costruttivo tra politica e mondo della scuola.

Porgiamo alla vostra attenzione questi successivi punti, che riguardano più da vicino la Basilicata e Matera e che ci auguriamo possano contribuire allo sviluppo ed alla crescita delle nostre realtà.

– IL DIVARIO TRA LE STRUTTURE SCOLASTICHE IN ITALIA

Chiediamo che non sia trascurato il forte divario qualitativo esistente tra le strutture scolastiche delle aree più ricche del Paese e quelle della nostra regione.

– L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Chiediamo di raccogliere le sfide dell’innovazione tecnologica. Sfruttare le potenzialità della connessione in rete, dell’informatica e delle tecnologie smart è un obbligo. Conoscerle e padroneggiarle per fini educativi è prerogativa per ogni studente.

– LA SICUREZZA NELLE SCUOLE

Chiediamo che la sicurezza nelle nostre scuole sia una priorità assoluta e non vogliamo più sentirci dire che “non ci sono fondi per l’edilizia scolastica”. Nulla sia essenziale quanto la certezza di poter andare a scuola, senza aver paura di mettere a rischio la propria incolumità.

– LA RAZIONALIZZAZIONE DEL PERSONALE

Chiediamo che la razionalizzazione del personale scolastico, imposta al livello nazionale, non costringa più dirigenti a assumere posizioni instabili tra presidenze e reggenze. Ogni scuola ha diritto ha un’attenzione particolare da parte di un dirigente che non abbia il compito di occuparsi di più istituti. Razionalizzare significa ottimizzare, non degradare.

– IL DIRITTO ALLO STUDIO

Chiediamo che il diritto allo studio non sia una materia marginale, ma uno dei primi argomenti da affrontare.Una legge regionale sul diritto allo studio che risale al 1979 è l’emblema di un’arretratezza che non meritiamo.

– LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA e LA LOTTA ALL’ANALFABETISMO

Chiediamo che si affrontino con serietà, metodo e costanza questioni tipiche del meridione in generale e della Basilicata in particolare: il nuovo analfabetismo, la scarsa diffusione della cultura civica, l’insufficiente educazione alla lettura e all’informazione e l’abbandono scolastico precoce. La Basilicata si colloca agli ultimi posti nelle statistiche (Istat) che riguardano il moderno concetto di alfabetizzazione e di fruizione della cultura. Il problema non può essere affrontato con superficialità a livello nazionale.

– DOCENTI E PERSONALE SCOLASTICO

Chiediamo una politica che incentivi il lavoro nei settori dell’istruzione e della cultura.
Insegnanti precari significano insegnamento precario. Premiare disponibilità e impegno di maestri e professori vuol dire riconoscere alla loro professione una missione di primaria importanza per lo sviluppo del Paese.

– ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI

Chiediamo attenzione e chiarezza per ridisegnare il ruolo di Istituti tecnici e professionali in vista dell’immediato approdo degli studenti sul mercato del lavoro o per la loro successiva specializzazione.

– UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BASILICATA

Chiediamo chiarezza sull’Università degli Studi di Basilicata. Se si ritiene che come piccolo Ateneo possa rimanere in piedi e funzionare in modo efficiente supportando la crescita e lo sviluppo territoriali, che sia finanziato con le risorse che merita nell’ambito di una progettazione intelligente nel lungo periodo; ci sia anche da parte vostra a l’impegno a migliorare e ottimizzare, con un progetto chiaro e condiviso con l’Università stessa, la disponibilità di strutture, infrastrutture e servizi agli studenti. Sogniamo che per ognuno di noi che parte, a Matera e in Basilicata possa arrivare qualcun altro per essere accolto come studente universitario in una realtà dignitosa.

– GLI STUDENTI UNIVERSITARI FUORISEDE

Chiediamo rispetto per gli studenti che fanno la difficile e coraggiosa scelta di lasciare le proprie realtà per affrontare lo studio universitario: non gli siano di fatto negati i diritti fondamentali, come quello del voto, per motivi economici.

– Chiediamo delle risposte a questa lettera.

Non ci accontenteremo di comunicati stampa, contratti firmati, promesse e garanzie, operazioni valide per futuri appuntamenti elettorali o mozioni in parlamento che muoiono appena pronunciate.

Non vogliamo piú essere etichettati come lo strumento di nessuno, per il semplice motivo che non lo siamo.

Siamo studenti che vogliono contribuire a migliorare il mondo in cui vivono e in cui tanti come noi vivranno. Intendiamo farlo con il dialogo, come abbiamo sempre fatto, senza rimanere inascoltati insieme ai nostri coetanei in tutta Italia.

Vogliamo vedere azioni concrete, idee vere e un po’ di sano coraggio.

Non si vincono le sfide, senza osare. Soprattutto se non si è i favoriti.

Un’iniziativa di www.profumodisvolta.it

Gli studenti:

  • Giuseppe Cicchetti – Università di Padova – (ex Liceo Classico E. Duni) – (ex rappresentante degli studenti)
  • Roberto Colucci – Università del Salento – (ex ITIS G. B. Pentasuglia) – (ex rappresentante degli studenti)
  • Giovanni Montemurro – Liceo Scientifico D. Alighieri – (presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Matera)
  • Saverio Carlucci – ITC A. Loperfido – (rappresentante degli studenti)
  • Rossella Tritto – Liceo Artistico C. Levi – (vicepresidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Matera)
  • Paola De Ruggieri – Liceo Classico E. Duni
  • Vittorio Ventura – Liceo Classico E. Duni (rappresentante degli studenti)
  • Riccardo D’Ercole – Liceo Scientifico D. Alighieri – (segretario della Consulta Provinciale degli Studenti di Matera)
  • Mauro Acito – Università di Torino – (ex Liceo Classico E. Duni)
  • Maria Papapietro – Liceo Classico E. Duni
  • Giovanni Bianco – University of Glasgow – (ex Liceo Classico E. Duni)
  • Andrea Coiro – Liceo Classico E. Duni
  • Marco Di Marsico – Università di Perugia – (ex IIS G. Pentasuglia)
  • Domenico Deniso – Università di Pisa – (ex Liceo Classico E. Duni)
  • Paolo Perrone – Università “La Sapienza” di Roma – (ex Liceo Classico E. Duni)
  • Franco Palazzi – Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – (ex Liceo Classico E. Duni)
  • Raffaele Blasone – Liceo Classico E. Duni
  • Gennaro Tortorelli – Liceo Classico E. Duni
  • Gianvito Fabrizio – IIS G. B. Pentasuglia (rappresentante degli studenti)
  • Francesca Colasurdo – Liceo Artistico C. Levi (rappresentante degli studenti)
  • Angelo Aloisio – Istituto Magistrale T. Stigliani (rappresentante degli studenti)
  • Daniele Petrocelli – IIS G. B. Pentasuglia (rappresentante degli studenti)
  • Carmelo Fascella – Liceo Scientifico D. Alighieri (rappresentante degli studenti)
  • Enrico Lamacchia – Liceo Scientifico D. Alighieri (rappresentante degli studenti)
  • Francesco Bubbico – Liceo Artistico C. Levi
  • Ilaria Ferrara – Liceo Artistico C. Levi
  • Josephine Soranno – Liceo Classico E. Duni
  • Brunella Bianco – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Marco Cardascia – Liceo Artistico C. Levi
  • Carmelita Pascale – Liceo Artistico C. Levi
  • Delia Manicone – Liceo Classico E. Duni
  • Pierluigi Porcari – Liceo Scientifico D. Alighieri (rappresentante degli studenti)
  • Angela Masciandaro – Liceo Artistico C. Levi
  • Alessio Topputi – Liceo Artistico C. Levi
  • Cosimo Di Cecca – Università di Bari – (ex IIS G. B. Pentasuglia) – (ex rappresentante degli studenti)
  • Patrizia Pasculli – (ex Liceo Classico E. Duni)
  • Leonardo Brunetti – Liceo Classico E. Duni
  • Antonello Petrocelli – Università di Bologna
  • Katya De Meo – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Roberto Bia – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Marianna Lecci – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Martina Andrulli – IIS G. B. Pentasuglia
  • Oriana Loschiavo – IIS G. B. Pentasuglia
  • Daniela Benevento – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Eliana Luceri – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Giada Di Vincenzo – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Serena Limite – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Nicola Grande – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Michele Cancelliere – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Alberto Del Monte – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Giuseppe Spagnuolo – Liceo Artistico C. Levi
  • Mariagrazia Nuzzi – Liceo Artistico C. Levi
  • Marinella Pandolfi – Liceo Artistico C. Levi
  • Nicola Segreto – Liceo Artistico C. Levi
  • Piervito Aresta – Liceo Artistico C. Levi
  • Teresa Sacco – Liceo Artistico C. Levi
  • Paola Menzella – Liceo Artistico C. Levi
  • Doriana Guida – Liceo Artistico C. Levi
  • Fabrizio Perrone – Liceo Artistico C. Levi
  • Annalisa Monamarco – Liceo Artistico C. Levi
  • Erica Giacoia – Liceo Artistico C. Levi
  • Maria Felicia Montemurro – Liceo Artistico C. Levi
  • Rosanna Mazzoccoli – Liceo Artistico C. Levi
  • Gianmarco Rifino – Liceo Artistico C. Levi
  • Marianna Calabrese – Liceo Artistico C. Levi
  • Silvio Festa – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Vincenzo Vaccaro – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Gabriella Dimase – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Cosimo Frascella – (ex Liceo Scientifico D. Alighieri)
  • Mariateresa Calluso – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Elena Dipalma – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Elena Ricciardi – IPSS I. Morra
  • Andrea Grieco – Liceo Scientifico D. Alighieri (rappresentante degli studenti)
  • Mattia Dell’Acqua – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Mariagrazia Scandiffio – Istituto Magistrale T. Stigliani
  • Stefania Di Cuia – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Giuseppe Casino – Istituto Magistrale T. Stigliani (rappresentante degli studenti)
  • Nicola Bruno – Università di Bari – (ex IIS G. B. Pentasuglia) – (ex rappresentante degli studenti)
  • Alessio Amoroso – (ex Liceo Scientifico D. Alighieri)
  • Francesco Annese – LUM Casamassima, Università di Basilicata
  • Dario Andrulli – Istituto Magistrale T. Stigliani
  • Mattia De Lucia – Università di Basilicata
  • Valerio Amendolagine – (ex IIS G. B. Pentasuglia)
  • Francesco Chietera – Università di Pisa
  • Valerio Paolicelli – IIS G. B. Pentasuglia
  • Marcello Ignomeriello – ITS Olivetti
  • Vincenzo Bertugno – ITS Olivetti
  • Silvia Di Cecca – Liceo Classico E. Duni
  • Ilenia Scaramuzzi – Liceo Classico E. Duni
  • Valentina Consoli – Liceo Classico E. Duni
  • Giuseppe Di Cuia – Liceo Classico E. Duni
  • Boris Calamita – ITC Olivetti
  • Alessandro Malcangi – Conservatorio Duni
  • Vincenzo Staffieri – IIS G. B. Pentasuglia
  • Michele Tralli – IIS G. B. Pentasuglia
  • Antonio Squicciarini – Liceo Scientifico D. Alighieri
  • Carolina La Padula – Università di Pisa – (ex Liceo Classico E. Duni)
  • Eleonora Stano – Liceo Classico E. Duni
  • Daria Avena – Liceo Classico E. Duni
  • Roberto Pergola – IIS G. B. Pentasuglia
  • Francesca Larotonda – Liceo Classico E. Duni
  • Marilisa Montemurro – Politecnico di Torino

 

Un pensiero su “Una lettera ai candidati al parlamento per la Basilicata

  1. Cosimo Forina

    Nel condividere la vostra lettera sul mio profilo FB e su quello di Intesa Popolare in cui sono candidato al Senato in Basilicata sento innanzitutto la necessità di ringraziarvi per esserci, ed essere così, liberi nelle vostre rivendicazioni senza condizionamento di schieramento.
    Portatori di richieste che richiamano alla responsabilità. Cosa non affatto scontata.
    Intesa Popolare con il suo Manifesto politico: “si propone di assumere il ruolo, attraverso l’impegno sociale, i programmi e le proposte politiche, di essere schieramento aperto al dialogo, senza pregiudizi e discriminazioni, all’interno del quale ogni necessità o problematica può essere affrontata con un confronto dialettico, positivo e propositivo con la partecipazione e la collaborazione della Società Civile, del mondo del lavoro e della cultura, senza trascurare la voce delle associazioni, delle categorie professionali, dei pensionati, dei consumatori, del volontariato, delle donne e soprattutto dei giovani”.
    Nel suo Programma, Intesa Popolare ha posto l’istruzione, la formazione professionale e la ricerca come i tre pilastri del futuro: “i giovani italiani subiscono la crisi in vari modi, dalla mancanza di lavoro all’assenza di prospettive per il futuro. Ma il danno maggiore è sicuramente dovuto al basso livello dell’istruzione scolastica e della formazione. I giovani con una buona istruzione sbocciano. I giovani con un’educazione povera vivranno per sempre con questa tara. Quanto talento, e capacità, e potenzialità sprechiamo? Quanti ragazzi non sapranno mai che, nella vita, una buona educazione non solo fa guadagnare di più, ma che l’arte e la cultura allargano l’immaginazione e gli orizzonti? Un’istruzione scadente è una tragedia personale e uno scandalo nazionale. Per rilanciare l’istruzione
    scolastica occorre rilanciare il merito, e per fare ciò occorre una vera istruzione pubblica. Di conseguenza occorre che lo Stato avochi a sé due prerogative: il sistema curriculare (ossia cosa si studia nelle scuole) e il sistema di valutazione. In questo modo cesserebbe lo scandalo di istituti privati come “esamifici” e gli istituti statali, assieme a quelli non statali, sarebbero inseriti in un circuito virtuoso. In questa ottica si potranno creare istituti statali composti dai giovani migliori della nazione (sul modello dell’ENA francese) e si potrebbe incentivare economicamente gli insegnanti migliori, che oggi percepiscono stipendi non adeguati alla loro importante funzione sociale. Infine la ricerca: è la chiave di volta per la crescita del paese. Oggi i nostri migliori cervelli vanno all’estero: è uno scandalo che deve cessare. Occorre sia aumentare la spesa pro-capite per la ricerca che incentivare le aziende ad investire su di essa (ad esempio con sgravi fiscali consistenti) nonché creare un Istituto nazionale che organizzi e finanzi le migliori ricerche nei settori strategici per lo sviluppo del paese”.
    Credendo in questi principi, in questo programma, noi ci siamo candidati per essere interlocutori. Non siamo professionisti della politica. Siamo invece convinti che ogni risorsa umana, intellettuale, è un bene che la nostra società non può negarsi, che non può mortificare.
    La ricerca e la formazione in questi anni sono state fin troppo avvilite. Private degli opportuni supporti strutturali ed economici.
    Scelta che ha avuto una grande ricaduta negativa sull’Italia impoverendola più della crisi economica. Senza nuovi stimoli non è possibile crescere.
    Il progresso del nostro Paese passa attraverso anche le riflessioni e le istanze contenute nella vostra lettera. Un sentiero che riteniamo poter percorrere insieme.
    Sarà possibile realizzare tutti, oppure solo in parte, i vostri appelli che fotografano la condizione reale della Scuola e delle Università? Difficile affermarlo in questa Italia disorientata.
    Di certo se ci sarà data la possibilità di essere voce, la nostra non resterà silente. Un impegno che sentiamo di poter assumere, non per essere creduti al fine di rastrellare voti, ma per essere valutati nelle azioni che ci porti ad essere credibili.
    Cosimo Forina

    Replica

Cosa ne pensi tu?