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I parchi materani: una questione di civiltà

di Roberto Colucci – (raccogliendo le opinioni sul forum di profumodisvolta.it)

Quella dei parchi e delle aree verdi è una questione dal peso specifico rilevante nella città di Matera. Negli ultimi anni le amministrazioni comunali hanno impiegato notevoli risorse economiche la creazione e la ristrutturazione di questi spazi, segno di una cultura del tempo libero e della pratica sportiva sicuramente apprezzabile.

Tuttavia, le risposte giunte dalla cittadinanza sono state probabilmente dissonanti e deludenti rispetto a quelli che erano i nobili intenti di chi volle e poi realizzò questi parchi. Molto spesso, infatti, questi sono stati abbandonati alle “cure popolari”, che si sono manifestate attraverso alti esempi di menefreghismo, vandalismo e inciviltà dei predoni della Città dei Sassi. Guardiamo il parco “Quattro Evangelisti”, sito nei pressi della Zona Paip, esattamente alle spalle delle abitazioni di Via Taranto. Un parco enorme, bellissimo, dotato di un po’ di verde e di tantissime giostrine per bambini, attrezzature per fare attività fisica, una pista da jogging che si estende attorno al parco stesso, un tavolo da ping pong ed un campo da calcio a cinque. Proprio quest’ultimo, però, può essere considerato l’emblema della situazione di incuria generale vigente nell’area: le porte da calcio, infatti, sono state rubate e le reti che circoscrivono il campo da gioco sono state strappate. Oltretutto una piccola frana ha procurato un dislivello tra le due metà del campo.

Considerando che per la realizzazione di questi parchi ci sono voluti soldi pubblici (e quindi soldi di tutti), è quantomeno irritante conoscere il destino di queste zone. E’ ovvio che aree simili non possono mancare ed anzi, sono necessarie per tanti scopi: ad esempio forniscono un’alternativa al campo-scuola ed alle strade asfaltate per l’attività fisica; immergono i più piccoli nel verde avvicinandoli a una cultura ecologica attraverso il gioco ed il divertimento; infine, permettono ai residenti di Matera Nord di passare il tempo libero in una zona tranquilla e frequentata. Inoltre, considerando che noi materani lamentiamo la relativa assenza di posti dove sia possibile passare il tempo libero e divertirsi, il risultato di questa piccola esperienza incivile è una sconfitta sia per l’amministrazione comunale, che per i materani stessi.

Spesso bacchettiamo la politica, etichettata come una macchina pro-scialacquamento del denaro pubblico; eppure, quando il denaro della comunità viene investito egregiamente, siamo noi stessi cittadini a dimostrare la nostra pochezza. 

Data la situazione attuale, allora, occorre pensare a un rimedio. Tuttavia, vorrei presentare ancora due casi a mio parere meritevoli di attenzione. Si tratta di due aree molto vicine tra loro, entrambe con campetti da gioco, uno da calcio a cinque e l’altro da basket. Il primo è tra via Lucrezio e viale dei Peucezi, l’altro in via dei Japigi, sempre nella zona nord della città. Il primo campo, anch’esso distrutto e abbandonato, è circondato da alberi che rendono il luogo molto suggestivo. Il secondo, invece, è identificabile solo dal rettangolo di gioco, poiché non vi sono né canestri, né porte, né reti; ma è sicuramente recuperabile e facilmente se ne potrebbe fare un bel campo da basket.

I rimedi possibili sono tantissimi, e noi di Profumo di Svolta abbiamo cercato di individuarne alcuni.

Il primo, abbastanza ovvio, è quello di sorvegliare con delle telecamere queste aree dopo averle rimesse a nuovo. Così, difficilmente i vandali potranno divertirsi come adesso o comunque si potrebbero individuare i colpevoli di certi atteggiamenti poco ortodossi. Probabilmente in questo modo otterremmo una spesa iniziale notevole, compensata, però, nel tempo dalla riduzione dei costi per la manutenzione, che saranno sicuramente minori di quelli attuali.

La seconda strada, più interessante e produttiva, sarebbe quella di affidare questi parchi a cooperative di giovani disoccupati appositamente create. Ad essi sarebbero affidati i compiti di controllo e gestione dei parchi, ovviamente retribuiti. Si potrebbe pensare, quindi, di far pagare un’offerta volontaria per usufruire del parco o delle attrezzature; e questi giovani potrebbero impegnarsi per organizzare eventi nelle suddette aree. Tornei e scuole di calcio o basket per bambini le cui famiglie non possono permettersi di pagare un’associazione sportiva, ad esempio. Ciò andrebbe di pari passo con l’intento dell’amministrazione di favorire l’attività sportiva dei bambini, palesatosi ultimamente con l’iniziativa relativa al “buono sport”. Pensare ad iniziative con la collaborazione di scuole elementari e medie, poi, potrebbe essere davvero interessante.

La terza ed ultima soluzione che abbiamo elaborato, potrebbe essere quella più “astratta”. Valorizzare queste aree, renderle più popolari e riunirci tanta gente permettendo a tutti di organizzarci eventi potrebbe scoraggiare i predoni, nonostante possa permanere un oggettivo rischio notturno. Magari costituire aree riservate all’orto sociale nei pressi di questi parchi, potrebbe essere altrettanto interessante. Tra l’altro, nel 2010, il consiglio comunale approvò all’unanimità una proposta del genere. Perché non pensare ai parchi come giusti luoghi di attuazione per questa bella idea, già funzionante nel nord Italia e all’estero?

Magari, però, unire le tre soluzioni elencate potrebbe risultare un’alternativa vincente per contrastare i vili attacchi vandalici. Se i costi di attuazione di queste idee sono accessibili, se esse sono effettivamente realizzabili, a noi non è dato saperlo; sarà compito dell’amministrazione valutare la questione economica, i costi e i benefici, oltre che gli intenti sociali.

Noi abbiamo messo a disposizione impegno ed idee, affinchè una situazione imbarazzante come questa possa essere arginata, al fine di favorire gli interessi della collettività. Non vogliamo pensare che l’unica alternativa sia quella di chiudere i suddetti parchi e renderli poco fruibili e funzionali, come accade per il bellissimo Parco del Castello; vogliamo pensare positivamente, vogliamo credere nel cambiamento e nella diffusione congiunta del divertimento e del buonsenso, delle buone pratiche razionalmente intese.

Roberto Colucci


 

 

 
 

Ultimamente l’assessore alla cultura del Comune di Matera Alberto Giordano, ha chiesto la partecipazione e il contributo di idee da parte della cittadinanza, in particolare da quella più giovane. I parchi e le aree verdi di Matera sono per noi un luogo di cultura. Perché lo sport è cultura, l’ecologia è cultura, il rapporto con la natura è culturaSi potrebbe cominciare da qui per riflettere insieme e confrontarci, coinvolgendo tutta la cittadinanza e altri uffici comunali.

4 pensieri su “I parchi materani: una questione di civiltà

  1. Adriano Pedicini

    Lo sviluppo della cultura sportiva è incentivato soprattutto dalla presenza, cura e manutenzione degli impianti sportivi, ma bisogna ammetterlo in questa città non è semplice mantenerli in buono stato; il parco dei 4 evangelisti consegnato alla città qualche anno orsono è devastato, persino le porte del campo di calcetto non ci sono più, sostituite da due pietre. Segno questo di inciviltà e scarso interesse per lo sport, tuttavia bisogna reagire e trovare soluzioni, quelle indicate da Roberto vanno nella giusta direzione e non sono neanche dispendiose dal punto di vista sostanziale…. si può fare..

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    1. Giuseppe Cicchetti

      Grazie per aver letto il nostro articolo, Adriano, e per averlo commentato lasciandoci una tua opinione. Mi permetto di puntualizzare una cosa: a mio parere, se è accaduto quel che è accaduto, non è perché c’è scarso interesse per lo sport (almeno sicuramente non da parte dei cittadini, che probabilmente potrebbero utilizzarla ogni giorno una struttura sportiva pubblica collocata in un’area verde della città); probabilmente è una questione di inciviltà, come dici tu, ma sono convinto che se Matera avesse maggiori offerte (da parte del pubblico, ma anche del privato) di attività per il tempo libero, la (mala)voglia di distruggere ciò che è pubblico e che appartiene a tutti e che quindi pesa sulle spalle e sul portafoglio di tutti, sarebbe minore e meno efficace.
      Comunque, è bello vedere l’interesse di un consigliere comunale e l’incoraggiamento del tuo “si può fare”; conoscendo le “procedure”, cosa ci consigli di fare per permettere che quello che abbiamo scritto non resti unicamente su carta?

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