Alla nostra lettera risponde… Cosimo Forina

In risposta alla lettera di profumodisvolta.it ai candidati al parlamento in Basilicata.
(le risposte sono pubblicate nell’ordine secondo cui sono pervenute alla redazione)

Nel condividere la vostra lettera sul mio profilo FB e su quello di Intesa Popolare in cui sono candidato al Senato in Basilicata sento innanzitutto la necessità di ringraziarvi per esserci, ed essere così, liberi nelle vostre rivendicazioni senza condizionamento di schieramento. 
Portatori di richieste che richiamano alla responsabilità. Cosa non affatto scontata.
Intesa Popolare con il suo Manifesto politico: “si propone di assumere il ruolo, attraverso l’impegno sociale, i programmi e le proposte politiche, di essere schieramento aperto al dialogo, senza pregiudizi e discriminazioni, all’interno del quale ogni necessità o problematica può essere affrontata con un confronto dialettico, positivo e propositivo con la partecipazione e la collaborazione della Società Civile, del mondo del lavoro e della cultura, senza trascurare la voce delle associazioni, delle categorie professionali, dei pensionati, dei consumatori, del volontariato, delle donne e soprattutto dei giovani”.
Nel suo Programma, Intesa Popolare ha posto l’istruzione, la formazione professionale e la ricerca come i tre pilastri del futuro: “i giovani italiani subiscono la crisi in vari modi, dalla mancanza di lavoro all’assenza di prospettive per il futuro. Ma il danno maggiore è sicuramente dovuto al basso livello dell’istruzione scolastica e della formazione. I giovani con una buona istruzione sbocciano. I giovani con un’educazione povera vivranno per sempre con questa tara. Quanto talento, e capacità, e potenzialità sprechiamo? Quanti ragazzi non sapranno mai che, nella vita, una buona educazione non solo fa guadagnare di più, ma che l’arte e la cultura allargano l’immaginazione e gli orizzonti? Un’istruzione scadente è una tragedia personale e uno scandalo nazionale. Per rilanciare l’istruzione
scolastica occorre rilanciare il merito, e per fare ciò occorre una vera istruzione pubblica. Di conseguenza occorre che lo Stato avochi a sé due prerogative: il sistema curriculare (ossia cosa si studia nelle scuole) e il sistema di valutazione. In questo modo cesserebbe lo scandalo di istituti privati come “esamifici” e gli istituti statali, assieme a quelli non statali, sarebbero inseriti in un circuito virtuoso. In questa ottica si potranno creare istituti statali composti dai giovani migliori della nazione (sul modello dell’ENA francese) e si potrebbe incentivare economicamente gli insegnanti migliori, che oggi percepiscono stipendi non adeguati alla loro importante funzione sociale. Infine la ricerca: è la chiave di volta per la crescita del paese. Oggi i nostri migliori cervelli vanno all’estero: è uno scandalo che deve cessare. Occorre sia aumentare la spesa pro-capite per la ricerca che incentivare le aziende ad investire su di essa (ad esempio con sgravi fiscali consistenti) nonché creare un Istituto nazionale che organizzi e finanzi le migliori ricerche nei settori strategici per lo sviluppo del paese”.
Credendo in questi principi, in questo programma, noi ci siamo candidati per essere interlocutori. Non siamo professionisti della politica. Siamo invece convinti che ogni risorsa umana, intellettuale, è un bene che la nostra società non può negarsi, che non può mortificare. 
La ricerca e la formazione in questi anni sono state fin troppo avvilite. Private degli opportuni supporti strutturali ed economici.
Scelta che ha avuto una grande ricaduta negativa sull’Italia impoverendola più della crisi economica. Senza nuovi stimoli non è possibile crescere. 
Il progresso del nostro Paese passa attraverso anche le riflessioni e le istanze contenute nella vostra lettera. Un sentiero che riteniamo poter percorrere insieme. 
Sarà possibile realizzare tutti, oppure solo in parte, i vostri appelli che fotografano la condizione reale della Scuola e delle Università? Difficile affermarlo in questa Italia disorientata. 
Di certo se ci sarà data la possibilità di essere voce, la nostra non resterà silente. Un impegno che sentiamo di poter assumere, non per essere creduti al fine di rastrellare voti, ma per essere valutati nelle azioni che ci porti ad essere credibili.

Cosimo Forina
candidato al Senato della Repubblica per Intesa Popolare

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