Archivio tag: Attualità

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COSTantemente nostra

di Anna RIta Maino

Riflettevo sulla necessità di una società democratica, equa, dunque felice ed ho trovato la premessa di ciò nel diritto. In particolare, basta analizzare attentamente la nostra Costituzione per reperire in larga misura le radici di questo processo di civiltà. Infatti, moltissimi aspetti della nostra vita sociale hanno uno spazio fra i 139 articoli e, laddove manchi, è stato disposto l’intervento autonomo del legislatore responsabile.

La ammiro perché è un’opera garantista e di tipo solidaristico, finalizzata all’inclusione sociale ed è dedicata a tutti noi cittadini, sicché nessuno si senta mai solo e disarmato.
Merita di essere letta e conosciuta perché presta interesse e attenzione ai più vasti ambiti e soggetti di cui è composta la Repubblica Italiana. Dopo 65 anni dalla sua entrata in vigore, continua ad essere lungimirante, sprona all’azione e promuove l’affermazione dell’individuo: si tratta di caratteristiche costanti nel tempo e dunque riferibili alle generazioni che furono, che sono e che saranno, perciò non invecchia mai anzi ribadisce il suo intramontabile valore.
I suoi precetti sono semplici, ma completi, generali e tuttavia concreti. Impossibile non amarla e rispettarla se la si ritiene parte di sè, quasi fosse un prezioso bene di famiglia da prendere in custodia, ereditato perché continui a vivere nel tempo attraverso il pensiero e l’azione delle nuove anime della nostra Nazione.

Per tale ragione, sono pervasa da un forte senso di riconoscenza nei confronti dei nostri padri costituenti, che hanno forgiato una tavola di valori inossidabili per bandire per sempre gli orrori del regime fascista e della seconda guerra mondiale. La nostra Costituzione è una perla rara, perché è il prodotto di un lavoro accurato ottenuto dopo mesi di dibattito costruttivo, ovvero l’espressione più lampante della voglia di vivere e di ricominciare, essendo stata scritta col sangue degli italiani morti per riscattare la libertà e la dignità di cui godiamo quotidianamente; ma, come osservava Calamandrei nel 1955 dinnanzi ad un’immensa platea di giovani, la Carta costituzionale è soltanto in parte una realtà poiché è ancora “un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere”.

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A quanti la definiscono troppo partigiana e desueta sfugge l’intento con cui fu redatta e soprattuto dimenticano, o peggio ignorano, che la Costituzione fu scritta da donne e uomini dalle ideologie profondamente dissimili e tuttavia seppero giungere ad un accordo al fine di garantire un valido e saldo strumento di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali.

Leggerla è un’emozione, comprenderla un possesso per sempre, attuarla la più nobile espressione di virtù.

Non occorre essere giuristi per apprezzarne i contenuti soprattutto per quanto riguarda i princìpi fondamentali (artt.1-12) e la prima parte sui diritti e doveri del cittadino (artt.13-54).
Rileggerla accresce lo stupore e la stima nei confronti dei suoi autori che hanno badato all’essenziale ed hanno espresso la massima fiducia nei destinatari di questo eccellente manifesto di civiltà.
È importante che questo campo aperto alla dialettica democratica sia salvaguardato nel tempo dal superficiale sentimento di chi crede che quanto acquisito come diritto sia autonomo e indipendente dal malcostume politico di cui siamo artefici, quando ci limitiamo a rimanere spettatori passivi della nostra democrazia. È davvero uno scudo protettivo colmo di valori e princìpi indispensabili come l’aria da respirare per vivere.

Descrivendo le miei impressioni a riguardo, mi sembra di delineare un’utopia ed invece la nostra Costituzione esiste davvero ed è un inno alla vita; è giovane, ma matura e se la nostra società appare distante da quanto delineato in essa non è perché sia inadatta o inefficiente, bensì perché domina l’opportunismo politico.
Mentre tutto scorre, la nostra carta dei valori resta un fiore in mezzo al deserto ed è soprattutto premura di noi giovani assicurarci che non appassisca, perché dà costantemente voce al futuro che ci appartiene.

Anna Rita Francesca Maino

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La prima edizione del giornale di Profumo di Svolta

Per chi segue già profumodisvolta.it sul web non sarà una novità.

Questa è la prima edizione del nostro giornale. Lo abbiamo stampato e distribuito durante la presentazione di Graffiamoli Via! e è rivolto soprattutto a chi non utilizza i social network e non ha avuto l’occasione di conoscerci.
Gli articoli sono tutti presenti qui sul nostro sito al link indicato alla fine della colonna.

L’unica novità è l’editoriale, scritto da Franco Palazzi.
Buona lettura!

Download (PDF, 1.97MB)

L’editoriale

di Franco Palazzi

Dicono che per cambiare il mondo prima occorra cambiare se stessi, come se le due cose fossero separate da barriere invalicabili. Forse per incoscienza dovuta all’età, o magari solo per una giusta intuizione, da qualche mese abbiamo deciso di provare a fare entrambe le cose contemporaneamente. “Mondo” per noi significa soprattutto una città, Matera, che amiamo. Un luogo con potenzialità immense ed in buona parte tuttora inespresse, che merita di essere vissuto e gestito meglio. Non si tratta di un compito interamente delegabile ad amministratori, ma di una missione che deve partire dai cittadini. Vogliamo impegnarci per rendere Matera più accogliente e verde, maggiormente rispondente alle necessità dei cittadini, meglio inserita in una dimensione internazionale, vicina ai principali circuiti artistici e culturali. Lo facciamo perchè l’Italia ed il suo Meridione in particolare non sono più luoghi in cui aspettare che le cose giuste vengano realizzate da altri. Lo facciamo, da giovani, anche per riprenderci una fetta del nostro futuro. L’unica nostra certezza, in tutto questo, è che non ce la faremo andando da soli. Per questo animiamo un blog (www.profumodisvolta.it) e da oggi proviamo a diffondere le poche certezze ed i tanti dubbi che stringiamo fra le mani anche con l’ausilio della carta stampata. Scriveva Antonio Machado: “Viandante, non c’è via/ la via si fa con l’andare”. Speriamo di, cuore, di avervi come compagni di viaggio.

 

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Aula studio all’ex Centrale del Latte – Lettera al Comune

“La pazienza e la perseveranza hanno un effetto magico davanti al quale le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono”. Se il sesto presidente degli Stati Uniti d’America, John Quincy Adams, avesse ragione, allora dovremmo continuare sulla nostra strada e riprendere un argomento che ci sta molto a cuore.

Aula studio.
Chi legge profumodisvolta.it abitualmente, chi ci segue anche su facebook e su twitter, sa che abbiamo un desiderio. Un desiderio per Matera, la nostra città, che lanciavamo a marzo, per la prima volta e poi una proposta concreta, nell’articolo “Gli spazi della cultura a Matera”: vogliamo che Matera disponga di un centro culturale per gli studenti e per i più giovani. Un progetto che potrebbe banalmente cominciare dalla richiesta di un aula studio pubblica, accessibile, funzionante, che risponda alle esigenze degli studenti materani. Ne abbiamo anche parlato sulla community di Matera 2019 questa estate, raccogliendo sempre pareri positivi e disponibilità per riflettere insieme e capire quale sia la strada migliore per raggiungere questo importante obiettivo che renderebbe Matera sempre più una città della cultura.

Riprendendo un vecchio articolo del Quotidiano della Basilicata, del 9 agosto 2013, e rileggendo le parole dell’assessore al Patrimonio e all’Edilizia del Comune di Matera, Giovanni Scarola, “per quanto riguarda la Centrale del Latte […] si aprirà immediatamente il dibattito sulla destinazione dello stabile e sulle necessità che ci sono. C’è bisogno di certo di una sede per il comando dei Vigili Urbani, una volta deciso cosa farne potremo abbattere e ricostruire con l’unico, ovviamente, di non creare di più di ciò che abbattiamo. Poi bisognerà trovare le risorse per poter ricostruire e questo sarà l’altro passaggio”, abbiamo pensato di scrivere una lettera:

All’Assessore Giovanni Scarola,
Al Sindaco di Matera Salvatore Adduce,
Al Consiglio Comunale di Matera,
All’attenzione di Paolo Verri, direttore del Comitato Matera 2019,

impegnarsi per Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019 significa per noi pensare al futuro della nostra città. Gli studenti e i giovani che vivono (e vogliono continuare a vivere) a stretto contatto con la cultura sono il futuro della nostra città. Senza la loro vitalità, il loro impegno e il loro entusiasmo, non sappiamo e non vogliamo immaginare lo sviluppo e il futuro di Matera, della Basilicata, e di tutto il Meridione. Questo è quello che dicevamo anche ai microfoni di Rai Radio 3, nell’ultima giornata della splendida Materadio.

Pensiamo che Matera abbia bisogno di trovare una dimensione sociale per gli studenti, perché Continua a leggere

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Le 10 novità di Matera

Dopo un anno da studente fuori sede, ritornare un mese a Matera è una delle cose che più attendi. Certo, un senso di provvisorietà ti sbrana e ti sussurra: “Goditi in fretta la tua città!”.
Ma godersi Matera e farlo in fretta è impossibile. Impossibile come il Milan che comincia bene il campionato, Guccini che ritorna a fare concerti, le larghe intese che vanno a buon fine e un premio “best quality” alla mensa più vicina alla tua facoltà.

Torni a casa, finalmente. A estate inoltrata, con la famiglia e gli amici di sempre. Torni alle tue vecchie abitudini, ma trovi anche tante novità in città.

Le dieci novità di Matera:

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