Archivio tag: Basilicata

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Un anno fa… “Matera. Cultura e partecipazione: una proposta a bruciapelo”

di Franco Palazzi – 9.7.2013

Nel tentativo di stimolare ulteriormente il dibattito già in corso sulla promozione della cultura a Matera – in vista della candidatura a Capitale Europea e non solo – in questo articolo provo a sviluppare un approccio dinamico al concetto in questione, accostando “cultura” e “partecipazione”. Propongo quindi un possibile modo per favorire contemporaneamente, nella città dei Sassi, il soddisfacimento dei bisogni culturali e di quelli di carattere più concreto della cittadinanza, utilizzando la cassetta degli attrezzi della democrazia partecipativa; in particolare, considero l’eventualità di adottare il bilancio partecipato, un processo che coinvolge in modo determinante i cittadini nell’ allocazione di parte delle finanze pubbliche locali.

In una bella lettera di qualche giorno fa al direttore di SassiLive.it, l’amico Giuseppe Cicchetti tracciava un quadro preoccupato delle abitudini culturali dei lucani, rilevando che tendenzialmente molti di loro non leggono, non si informano, non frequentano cinema e musei, sperimentano sulla propria pelle l’anacronismo di un sistema in cui l’offerta culturale non è economicamente trainante e l’istruzione pubblica naviga ormai nelle secche della rassegnazione a livelli calanti di risultati e servizi. Un lettore, forse pessimista ma sicuramente attento, gli obiettava, citando Maslow, che prima di potersi dedicare al soddisfacimento di bisogni immateriali – come possono essere, appunto, la lettura o in generale la partecipazione a mostre, proiezioni ed eventi di natura simile – bisogna aver messo a tacere quelli di carattere più concreto – legati ad una dignitosa sopravvivenza economica. L’idea, di per sé, non è nuova – in varie forme si trova già in Feuerbach e in tutta la letteratura socialista, della quale è di fatto uno dei postulati di fondo; allo stesso concetto ha fatto riferimento Ronald Inglehart per spiegare l’ondata di partecipazione giovanile di fine anni Sessanta, che per la prima volta aveva per oggetto principale non rivendicazioni di carattere squisitamente material-reddituale, ma “valori postmaterialisti” come l’autorealizzazione nella sfera privata, l’espansione della libertà di opinione, della democrazia partecipativa e dell’autogoverno nella sfera pubblica. Quello che mi preme è indicare, a partire da una simile constatazione, piuttosto che ulteriori motivi di sconforto, una strada – faticosa – per, come si suole dire, prendere due piccioni con una fava.  Continua a leggere

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A spasso nel futuro. Matera e altre 10 novità

(Dopo le 10 novità dell’estate materana…)

Mettiamo che sono partito per un numero indefinito di anni…
Finalmente posso tornare a casa! Il posto in cui ho passato l’ultimo periodo della mia vita era davvero lontano: un luogo in cui, prima di tutto, la gente non aveva internet e in giro non si vedevano smartphone ma, i più tecnologici, giocavano a snake su cellulari finlandesi. Il più coraggioso aveva bounce, ma non sapeva il trucco per l’immortalità.

Novità 1: – La navetta o il treno dall’aeroporto? –

Sull’aereo una turista mi ha detto che, una volta atterrata, non sa se prendere la navetta (allora io le ho detto di uscire dall’aeroporto, andare a destra e chiedere ai vari autisti: non ho mai capito come trovare la navetta al primo colpo, figuratevi dopo un’assenza cosi lunga!) o il treno diretto che collega, in 42 minuti, Bari-Palese a Matera centrale. Pare che funzioni bene…
Io rimango fedele alla navetta, almeno per questo viaggio: temevo che l’autista potesse essere solo; in fin dei conti il treno sembra più comodo… I prezzi non sono aumentati (che bella cosa!) e non sono l’unico che ha scelto le 4 ruote. Visto che voglio ricominciare a sentirmi materano, dopo molto tempo passato sperando di tornare a vivere e lavorare nella mia città, tartasso di domande l’autista. Ne ricavo che le novità sono molte più di quanto mi aspettassi (e che l’autista ha meno tempo di quanto ricordassi per dirmi tutto: non ci sono più lavori e la strada è tutta a 4 corsie)…

Novità 2: – I 3 treni! –

La prima cosa che mi ha detto l’autista, date le mie insistenti domande sul treno, è che, se davvero non avessi saputo nulla di quello che fosse successo, avrei avuto molto da rallegrarmi: i treni sarebbero stati ormai 3! Stando al suo racconto, qualche anno prima era stata definitivamente abbandonata l’idea della ferrovia collegata alla rete nazionale, ma era stata incredibilmente potenziata la rete già esistente: si arriva, ora, a Palese in 42 minuti esatti, a Bari in 50 minuti, a Napoli in meno di 3 ore. «Napoli?» “Eh si, hanno fatto sta cosa a mostro proprio: sono pochi anni ma funziona davvero bene!”.

Novità 3: – L’ex ferrovia –

Vergognandomi di chiedere ancora all’autista, chiedo al mio vicino cosa ci fosse al posto della ferrovia mai entrata in uso: “Belìn, che bella cosa han fatto: puoi andare in bici fin li, ci sono molti spazi verdi per fare pic-nic o giocare a frisbee, campi da beach volley! Il tutto è gestito davvero bene, con pochi costi per il Comune: poi con la pista ciclabile arrivi li davvero in poco tempo e senza rischi! Al ritorno è più dura perché devi farti una bella salita ma se non ti va puoi salire sulle navette con la bici! Per noi che studiamo qui, è perfetto per un po’ di svago!”.

Novità 4: – L’università! –

La domanda «Quindi non sei di qui?» me la risparmia, perché riprende “Io sono ligure, abito in centro con due ragazzi, uno di Lecce e uno di Urbino. Abbiamo trovato casa insieme grazie ad un semplice servizio che mette in contatto studenti che cercano coinquilini!”. La mia faccia perplessa mi evita anche la seconda domanda “Siamo davvero tanti a usufruirne, chi non trova casa va in collegio o si appoggia al campus: li si che avete fatto un bel lavoro, complimenti! Certo, avessimo un’aula studio in più..” Qui colgo la palla al balzo «E’ vero! Qualche anno fa provammo a tirare su la prima, ma incontrammo difficoltà e poi…» Lui ride “una in più ho detto! Ce ne sono 4, ma sono tutte sempre piene: c’è anche il wifi gratis! I posti dove stare, quelli non mancano mai!”.

Novità 5: – Se ci sono gli universitari… –

A questo punto interviene una signora, mi dice di abitare in una zona di locali e che, lei come tutto il suo condominio, benedice questo movimento “Ogni sera ci sono eventi anche per noi, i locali fanno a gara per intrattenerli e organizzano anche bei concerti! All’inizio è bastato mettersi un po’ d’accordo e venirsi incontro: alla fine benefici per tutti. Poi con alcune belle iniziative e buona volontà, non c’è nemmeno molto da pulire la mattina dopo! Come l’idea dei bicchieri riutilizzabili…”.

Novità 6: – “Se lo riporti, sono soldi!” –

«I bicchieri riutilizzabili?». “Non li hai mai visti? Praticamente ogni locale ha realizzato i suoi bicchieri personalizzati in plastica dura: quando prendi da bere, paghi un euro in più per il bicchiere; se lo riporti ti ridanno l’euro, altrimenti sei libero di tenerlo! Con una sola iniziativa, tieni pulito e non sprechi più plastica con quegli orrendi bicchieri monouso!

Novità 7: – Investimenti nella ricerca –

Lo studente ligure, che ormai ha capito che sono frastornato, riprende “Noi siamo venuti qui a studiare perché abbiamo poi un sacco di possibilità per stage e tirocini in aziende in tutta la regione: in Basilicata hanno capito prima degli altri che è con l’investimento sugli studenti e sulla ricerca che si va avanti! E i risultati sono evidenti”.

Novità 8: – Il museo della scienza e la balena recuperata! –

Sul mio sedile c’è un fascicolo informativo e inizio a sfogliarlo: in copertina c’è una foto dello scheletro della balena trovata a San Giuliano al centro di un cortile! Non l’avevo mai visto e li sembra davvero immenso e spettacolare. La signora mi vede sorpreso: “E’ il museo della scienza: è piccolino, ma davvero grazioso e poi hanno potuto mettere la balena…altro che quel dinosauro brutto nel museo di New York! Poi con 10 chili di spazzatura ci entriamo gratis!”

Novità 9: – La città pulita –

Naturalmente anche questa mi è nuova e la signora lo capisce subito “Se davvero non sai nulla, poco fa è partito un progetto pilota per incentivare alla raccolta differenziata: con un sistema semplice, ogni 10 chili di riciclata che si fanno, si ricevono dei buoni spendibili in cultura in città: musei, cinema, librerie! E’ fastidioso all’inizio, ma i vantaggi sono troppi! Comunque puoi leggere tutto sul sito del comune, è davvero intuitivo!

Novità 10: – Qui per il festival! –

Stavamo entrando in città quando l’autista, incuriosita mi ha chiesto “Ma se manchi da tanto e non sapevi di queste novità, perché sei tornato?” Questa risposta la sapevo «E’ da un po’ che con quelli di Profumo di Svolta stavamo pensando di organizzare un festival a tutto tondo: a quanto pare, stiamo per iniziare…»

Mauro Acito

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Forse soltanto un sogno quello di Mauro, ma siamo felicissimi di condividerlo con voi proprio oggi a un anno dalla nascita di www.profumodisvolta.it, proprio oggi che cominciamo un nuovo percorso coordinando il gruppo di lavoro “Giovani e Opportunità” per la definizione del Piano Strategico della Città di Matera.

(foto in evidenza di Mariangela – da facebook)
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#governiamolaINSIEME – lettera ai neo-eletti amministratori regionali

Al futuro governatore della Regione Basilicata
Ai futuri assessori e consiglieri regionali

A poche ore dall’ufficialità della vostra elezione, come studenti, ma soprattutto come cittadini lucani abbiamo deciso di scrivervi questa lettera.

Il dato dell’affluenza alle urne in Basilicata ci consegna un risultato allarmante: un cittadino lucano su due, che ne aveva diritto, non è andato a votare. Tutto ciò per diverse ragioni, alcune delle quali ci riguardano in prima persona, poiché molti di noi studenti universitari fuori sede si sono scontrati con difficoltà economiche, oltre che logistiche e non hanno partecipato all’importante momento politico-elettorale degli scorsi giorni.

Nonostante questo, pensiamo che l’amministrazione pubblica, e allo stesso tempo la politica, debbano avere un volto nuovo, capace di interfacciarsi con l’esterno promuovendo un rapporto rappresentante-rappresentato che permetta uno scambio positivo di feedback e la possibilità di intraprendere scelte consapevoli, frutto di un processo decisionale partecipato.

#governiamolaINSIEME nasce dalla nostra necessità come cittadini della Basilicata di condividere con voi, rappresentanti e amministratori, la propria idea di regione: la propria idea di presente e di futuro per una terra che ci appartiene. Continua a leggere

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Rapporto SVIMEZ. Poco spazio alle promesse elettorali

di Roberto Colucci

Siamo ormai giunti quasi al termine della prima settimana di Novembre e siamo entrati nella fase centrale della campagna elettorale. Le regionali si avvicinano e ogni giorno si susseguono dichiarazioni, conferenze e comunicati dei candidati alle cariche di governatore e consiglieri regionali. Molti i temi affrontati, tante le dichiarazioni d’intenti, infinite le promesse, più o meno (più meno che più) ragionate.
Per fare delle promesse si deve partire dall’analisi economica e sociale, e non solo squisitamente politica e scandalistica, della situazione attuale e a farlo sono stati pochissimi.
A farlo con criterio, poi, non ci ha pensato proprio nessuno, nonostante il periodo fosse favorevole. Infatti, è di pochi giorni fa la pubblicazione del rapporto SVIMEZ sull’economia del mezzogiorno. Allora un’analisi, seppur limitata date le poche competenze che sento di attribuirmi, vorrei provare a farla io.

Procederò gradualmente, seguendo lo stesso percorso degli analisti SVIMEZ.

Una delle prime notizie è questa: dal 2007 al 2012 il PIL del mezzogiorno è crollato del 10%, quasi il doppio del calo registrato al centro-nord. Continua a leggere

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Profumo di Svolta on air – su Rai Radio 3

Giuseppe Cicchetti e Roberto Colucci intervengono dal pubblico nella trasmissione “Tutta la città ne parla” (22.09.2013).

Giovani, Basilicata, Meridione, Cultura, Scuola, Istruzione, Università, Investimenti in infrastrutture, Questione morale in politica, Inquinamento Ambientale.

profumodisvolta.it a partire da 0:49:15

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Le 10 novità di Matera

Dopo un anno da studente fuori sede, ritornare un mese a Matera è una delle cose che più attendi. Certo, un senso di provvisorietà ti sbrana e ti sussurra: “Goditi in fretta la tua città!”.
Ma godersi Matera e farlo in fretta è impossibile. Impossibile come il Milan che comincia bene il campionato, Guccini che ritorna a fare concerti, le larghe intese che vanno a buon fine e un premio “best quality” alla mensa più vicina alla tua facoltà.

Torni a casa, finalmente. A estate inoltrata, con la famiglia e gli amici di sempre. Torni alle tue vecchie abitudini, ma trovi anche tante novità in città.

Le dieci novità di Matera:

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Nuovo giro, nuova corsa ragazzi!

Pronti, partenza, via…
Si ricomincia: punto e a capo.
Riprendiamo la penna in mano e prepariamoci a scrivere un nuovo capitolo del libro più bello di tutti: il libro della nostra vita.

Il calore denso dell’estate è ormai una chimera; i tavolini all’aperto, il mix del dj, la “cottarella” estiva sono solo dei dolci e squisiti ricordi da assaporare nei pochissimi momenti di tranquillità; tutto sembra essere ripartito a pieno ritmo, o quasi.

Siamo già proiettati per le vacanze natalizie, ma siamo pronti per iniziare questo nuovo anno. L’estate arriva quando siamo stanchi e stressati, porta con se sogni e desideri, si chiude con un sorriso, anche se malinconico, e ci restituisce la carica e l’energia giusta per ripartire. Questo è il periodo che segna l’inizio di un nuovo percorso: per alcuni, già ambientati nella “giungla” universitaria, bisognerà riprendere i ritmi frenetici, le corse contro il tempo; per altri sarà l’anno da “matricola”, quella timida, insicura e inesperta, quella che alla prima difficoltà si vede traballare come un castello di carte da gioco; per altri ancora sarà l’ultimo anno da liceale, il più bello, il più agognato, il più atteso.

Una cosa, però, abbiamo in comune: siamo tutti giovani pieni di entusiasmo, affetto e vitalità. Siamo giovani intraprendenti, insomma.

Si riparte, tornano i buoni propositi per l’autunno. Alcuni tornano più carichi, altri meno,. Chi con un pizzico di amarezza più degli altri. Chi con la voglia di sorprendere. Con idee fresche, quella speranza che non deve mai mancare, l’amore e la passione che spesso è il nostro unico motore, ma soprattutto con il dubbio. Si, il dubbio. Perché è proprio il dubbio e l’incertezza ci contraddistingue nel nostro essere giovani. Eterni indecisi su cosa fare, se farlo e come farlo, insomma la nostra unica certezza è il dubbio. Il dubbio sovrano.

Ripensare a come sono state le vacanze, ricordare ogni attimo che ci ha emozionato, le persone che abbiamo incontrato, quello che abbiamo soltanto pensato, ma non abbiamo mai detto.

Iniziamo cosi questo nuovo anno, iniziamo con il sorriso perché dopo qualsiasi delusione, si va sempre avanti. Con il sorriso. Perché così si vive la vita: i sorrisi sono contagiosi, e sono come dei veri amici, valgono più di tante parole. Se avete conosciuto l’amore, allora vivete semplicemente di quello che vi sta dando senza chiedervi cosa ne sarà in futuro. Siamo giovani, siamo ragazzi, siamo pieni di vita. Siamo, a mio parere, delle matite che si stanno preparando a scrivere ancora un altro capitolo della loro vita.
Perché matite?

Matite perché siamo capaci di fare tante cose.
Matite perché saremo temperati con dolore da un momento all’altro, ma questo farà di noi una matita migliore. Ci aiuterà a crescere.
Matite perché siamo sempre in grado di correggere gli sbagli che abbiamo commesso e crescere grazie a questi.
Matite perché la nostra parte migliore è dentro di noi.
Matite perché in qualsiasi situazione ci troveremo, dovremo continuare a scrivere.

La vita è una sfida perenne. Con i suoi dolori e le sue prove, a volte ci atterra nella polvere, altre ci porta sull’Olimpo. Ma sempre – si, sempre – ci dà l’opportunità di rialzarci e di ricominciare.

“Ho sbagliato più di 9000 tiri nella mia carriera. Ho perso quasi 300 partite. 26 volte, mi hanno dato la fiducia per fare il tiro vincente dell’ultimo secondo e ho sbagliato. Ho fallito più e più e più volte nella mia vita. È per questo che ho avuto successo.”

Michael Jordan

Buon rientro a tutti.

Michele Incampo

Tempi duri – sulla recente attività del Consiglio Regionale in materia di genere

Franco Palazzi, tra i cofondatori di Profumo di Svolta, ci ha girato una nota che riassume l’impegno profuso nell’ultima settimana, da lui e da molti altri, per fare chiarezza in merito alla mozione su una presunta ‘teoria del gender’ approvata a sorpresa dal Consiglio Regionale nella giornata di ieri.

Sono ore strane per i diritti civili in Basilicata. Nell’arco di due giorni, il Consiglio Regionale ha approvato due mozioni di segno opposto: volta ad impegnarsi a porre in essere tutte le azioni necessarie per il rispetto delle persone LGBT la prima, incentrata su una critica sinceramente poco comprensibile ad una presunta ‘teoria del gender’, la seconda.

Poiché sento, nel mio piccolo, di aver contribuito alla singolarità della situazione, affido a questa nota alcune considerazioni che vorrei condividere con tutte e con tutti.

Stamattina, sulla prima pagina del Quotidiano della Basilicata, inizia una mia riflessione sulla seconda delle mozioni varate ieri. L’intervento assumeva la forma di una lettera aperta al presidente Pittella, cui era stata inviata ieri mattina, affinché prendesse posizione in prima persona di fronte ai rischi che tale provvedimento palesava. Per quanto non emerga in modo del tutto chiaro dalle pagine del giornale, che inevitabilmente ha dei limiti di spazio da rispettare, l’appello era stato firmato, in una manciata di giorni, da studiose e studiosi che di identità di genere si occupano in ambito accademico, in Italia e all’estero, oltre che da alcuni professionisti e da un giovane dirigente politico. (Per amore di verità, il testo in questione e l’elenco completo delle adesioni sono disponibili al termine di questa nota).

La tempistica dell’iniziativa, a seguito di una serie impressionante di fraintendimenti con ambienti sia politici che non, appare certamente non tra le migliori: la lettera intendeva, prima che i decisori traessero le proprie conclusioni, stimolare un dibattito pubblico che di fatto non ha avuto modo di svilupparsi, frenato dall’azione straordinaria di un Consiglio che in due giorni ha deliberato su una molteplicità di questioni. Ciò che credo resti valido, in ogni caso, è il suo contenuto informativo: la mozione sulla ‘teoria del gender’ è il risultato di una serie di fraintendimenti, in parte probabilmente dovuti allo scarso spessore della annessa controversia polemica a livello nazionale, e pone la regione in una posizione non facile in riferimento a molte questioni (rispetto delle persone LGBTQI, presa d’atto dello stato dell’arte nell’ordinamento giuridico italiano e di alcune recenti pronunce di corti italiane ed europee, utilizzo responsabile dei saperi scientifici ed umanistici nella sfera pubblica, per fare degli esempi).

Dispiace che un documento così controverso su un tema di grande delicatezza sia stato approvato a tempo di record alla fine di Luglio, quando l’attenzione della cittadinanza non è certamente ai massimi e le possibilità di intavolare una discussione seria ed argomentata risultano minime.

La nostra lettera, che voleva essere un ammonimento, diventa ora, ad uno sguardo retrospettivo, un’amara costatazione: per quanto si agisca con rapidità ed autorevolezza, è sempre più difficile ottenere un confronto trasparente e non ideologico su certi argomenti.

Mi auguro, infine, che le parole condivise da tant* addett* ai lavori portino ad avviare una riflessione critica sugli avvenimenti concitati degli ultimi giorni.

Franco Palazzi

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060921-133305 Panorama of Matera with the Duomo and the cave dwellings in Parco della Murgia Materana

Basilicata. Cosa mi hai insegnato

Un mese fa Michele spiegava accoratamente cosa significhi per lui essere lucano e, pur avendo tutt’altra provenienza geografica, non ho potuto fare a meno di ritrovarmi in alcune voci del suo elenco. Credo sia perché – e un tempo non avrei affatto immaginato di doverlo dire – anche io ho imparato qualcosa dalla Basilicata.

Ho imparato che un ospite, chiunque sia, è sempre un presunto amico. Probabilmente si tratta di una massima perdente, che sottopone al rischio di venir pugnalati alle spalle, di vedersi privare del proprio posto in fila; ma è anche un esempio di perseveranza, come per dire: vediamo se impiegherò più tempo io a smettere di crederti una brava persona o tu a diventarlo.

Ho capito che il talento si nasconde nei luoghi meno probabili, e che l’incoerenza degli insicuri, alle volte, dà frutti migliori della certezza granitica dei calcolatori.

Ho compreso che, se le opportunità non ci sono, si creano – e qui penso ai tanti che partono con un sogno sperando di tornare con una mezza realtà, a chi è legato a tal punto alla propria terra da farsi sponsor di cause perse, agli studenti insieme a cui, per un momento, fosse soltanto per una qualche beffarda eterogenesi dei fini, abbiamo condiviso ideali e battaglie.

Mi sono accorto che c’è una parte d’Italia che, mentre ancora si lecca le ferite, prepara lentamente il proprio riscatto – e che merita di essere aiutata per questo.

Ho avuto la dimostrazione del fatto che la generosità si vede nella mancanza, e che ci sono persone pronte a condividere con te anche il proprio niente.

Ho scoperto che quando ti innamori non puoi farci niente: sei costretto ad amare dovunque, persino in Basilicata.

Ho imparato, forse, che la patria non è un luogo, ma un insieme di persone.
P.S. Adesso non montatevi troppo la testa, però.

Franco Palazzi

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Matera. Cultura e partecipazione: una proposta a bruciapelo

di Franco Palazzi

Nel tentativo di stimolare ulteriormente il dibattito già in corso sulla promozione della cultura a Matera – in vista della candidatura a Capitale Europea e non solo – in questo articolo provo a sviluppare un approccio dinamico al concetto in questione, accostando “cultura” e “partecipazione”. Propongo quindi un possibile modo per favorire contemporaneamente, nella città dei Sassi, il soddisfacimento dei bisogni culturali e di quelli di carattere più concreto della cittadinanza, utilizzando la cassetta degli attrezzi della democrazia partecipativa; in particolare, considero l’eventualità di adottare il bilancio partecipato, un processo che coinvolge in modo determinante i cittadini nell’ allocazione di parte delle finanze pubbliche locali.

In una bella lettera di qualche giorno fa al direttore di SassiLive.it, l’amico Giuseppe Cicchetti tracciava un quadro preoccupato delle abitudini culturali dei lucani, rilevando che tendenzialmente molti di loro non leggono, non si informano, non frequentano cinema e musei, sperimentano sulla propria pelle l’anacronismo di un sistema in cui l’offerta culturale non è economicamente trainante e l’istruzione pubblica naviga ormai nelle secche della rassegnazione a livelli calanti di risultati e servizi. Un lettore, forse pessimista ma sicuramente attento, gli obiettava, citando Maslow, che prima di potersi dedicare al soddisfacimento di bisogni immateriali – come possono essere, appunto, la lettura o in generale la partecipazione a mostre, proiezioni ed eventi di natura simile – bisogna aver messo a tacere quelli di carattere più concreto – legati ad una dignitosa sopravvivenza economica. L’idea, di per sé, non è nuova – in varie forme si trova già in Feuerbach e in tutta la letteratura socialista, della quale è di fatto uno dei postulati di fondo; allo stesso concetto ha fatto riferimento Ronald Inglehart per spiegare l’ondata di partecipazione giovanile di fine anni Sessanta, che per la prima volta aveva per oggetto principale non rivendicazioni di carattere squisitamente material-reddituale, ma “valori postmaterialisti” come l’autorealizzazione nella sfera privata, l’espansione della libertà di opinione, della democrazia partecipativa e dell’autogoverno nella sfera pubblica. Quello che mi preme è indicare, a partire da una simile constatazione, piuttosto che ulteriori motivi di sconforto, una strada – faticosa – per, come si suole dire, prendere due piccioni con una fava.  Continua a leggere