Archivio tag: Diritto allo studio

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Per una nuova Legge Regionale sul Diritto allo Studio

E’ uno dei temi di cui ci occupiamo da tempo, perché la Basilicata ha una Legge Regionale sul Diritto allo Studio che risale al 1979 e necessità di essere aggiornata e portata allo stesso livello di tante altre regioni italiane.

Insieme a Osservatore Lucano e ai gruppi promotori delle attività di Festivamente e di Vox Populi a Grassano, abbiamo provato a creare momenti di confronto con le istituzioni. A partire dall’incontro pubblico con il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (30 dicembre 2015), e dal successivo dialogo sugli aspetti tecnici con il Dirigente Generale del Dipartimento Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca (15 gennaio 2016).

Qui di seguito l’ultima versione del documento contenente le nostre proposte, in parte uguali a quelle del 2011 e in parte nuove e aggiornate (a cura di Anna Rita Maino e Giulio Traietta).

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Quello che resta del 17 novembre

di Giuseppe Cicchetti

Praga, 17 novembre 1939. Nella notte, squadre di tedeschi nazisti irrompono nei dormitori dei collegi universitari, svegliano e portano fuori con la forza migliaia di studenti. Percossi e arrestati, alcuni sono condotti fino al carcere di Pankrác, un sobborgo della città, e alle caserme di Ruzyně. Altri mille sono trasferiti al campo di concentramento di Sachsenhausen, vicino Berlino. Nove leader di associazioni studentesche sono separati dal gruppo e uccisi, senza alcuna accusa e alcun processo. Gli ordini provenivano direttamente da Hitler, era la reazione del Reich alla manifestazione spontanea che due giorni prima aveva raccolto migliaia di uomini e donne, per la maggior parte studenti, intorno al feretro di Jan Opletal. Quest’ultimo era uno studente di medicina che il 28 ottobre si era unito alla protesta contro i Tedeschi che avevano imposto il Protettorato di Boemia e Moravia, cancellando il potere della Cecoslovacchia democratica; era stato ferito mortalmente da colpi di arma da fuoco insieme all’operaio ventiduenne Václav Sedláček, nello scontro con i soldati tedeschi incaricati di reprimere la manifestazione pacifica. I suoi funerali divennero l’occasione per migliaia di studenti di lanciare un forte segnale al Reich e per stringersi intorno a colui che sarebbe diventato un eroe nazionale: il 15 novembre bandiere nere furono lasciate fuori dalle finestre dei dormitori e l’inno cecoslovacco, vietato dai nazisti, si levò dal coro dei manifestanti insieme a frasi che inneggiavano alla libertà del proprio Paese. Hitler, dopo la repressione violenta del 17 novembre, predispose la chiusura di collegi e università ceche per tre anni.

Atene, 17 novembre 1973. Nelle notte, un carro armato AMX-30 dell’esercito abbatte i cancelli del Politecnico, passando sopra alcuni studenti che vi si erano arrampicati. Negli scontri che ne seguono decine sono gli studenti feriti e 24 i civili uccisi. Erano gli ordini di Papadopoulos, capo della Giunta dei Colonnelli, che guidava il governo militare in Grecia. Il Politecnico di Atene aveva cominciato la sua protesta il 14 novembre, gli studenti si erano barricati al suo interno in segno di protesta nei confronti del regime. Con gli strumenti a loro disposizione, avevano messo in funzione una radio che riusciva a trasmettere in tutta la capitale. Diventarono un punto di riferimento per tutti coloro che si opponevano alla dittatura e migliaia di lavoratori e giovani si unirono alla protesta degli studenti raggiungendoli perfino al Politecnico. L’esercito aveva intimato loro di arrendersi, ma nonostante fossero stati privati anche dell’elettricità, il Politecnico continuò nella sua protesta. La Giunta, tra i molti provvedimenti, aveva proibito le associazioni studentesche e l’elezione dei consigli universitari. Le conseguenze della protesta furono, oltre alla repressione violenta, la proclamazione della legge marziale e del coprifuoco.

Praga, 17 novembre 1989. Una folla di più di 15.000 studenti marcia per le strade della città. La manifestazione permette ai tanti studenti di confrontarsi e di esprimere il proprio disaccordo con il governo della Repubblica Socialista Cecoslovacca. Il percorso ufficiale li porta dalla tomba del poeta Karel Hynek Mácha fino al cimitero Vyšehrad, ma loro decidono di non fermarsi e continuare la marcia pacifica per il centro della città chiedendo con striscioni e slogan più democrazia e più libertà. La manifestazione termina soltanto in Národní třída, quando la polizia riceve ordini di reprimerla violentemente e questo provoca parecchi feriti. Il gesto degli studenti di Praga segna l’inizio della Velvet Revolution, la Rivoluzione di Velluto, grazie alla quale, dopo le dimissioni del presidente comunista Gustáv Husák, nel giugno 1990 furono indette democratiche elezioni.

17 novembre 2013. Domenica. Nell’Italia repubblicana e democratica, tanti studenti (anticipando al venerdì precedente) hanno deciso di manifestare nelle loro città per commemorare l’Interational Students’ Day e gli studenti vittime degli eventi passati. Altri erano serenamente tra i banchi della propria scuola o dell’università. Oggi portare nelle strade e nelle piazze nuove rivendicazioni significa qualcosa di diverso. Oggi l’unico presupposto certo per una manifestazione è il silenzio degli interlocutori istituzionali a cui ci si rivolge: la politica, le autorità. Oggi abbiamo di fronte nuove battaglie, che probabilmente necessitano di nuove armi, di nuovi strumenti.

Giuseppe Cicchetti

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Aula studio all’ex Centrale del Latte – Lettera al Comune

“La pazienza e la perseveranza hanno un effetto magico davanti al quale le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono”. Se il sesto presidente degli Stati Uniti d’America, John Quincy Adams, avesse ragione, allora dovremmo continuare sulla nostra strada e riprendere un argomento che ci sta molto a cuore.

Aula studio.
Chi legge profumodisvolta.it abitualmente, chi ci segue anche su facebook e su twitter, sa che abbiamo un desiderio. Un desiderio per Matera, la nostra città, che lanciavamo a marzo, per la prima volta e poi una proposta concreta, nell’articolo “Gli spazi della cultura a Matera”: vogliamo che Matera disponga di un centro culturale per gli studenti e per i più giovani. Un progetto che potrebbe banalmente cominciare dalla richiesta di un aula studio pubblica, accessibile, funzionante, che risponda alle esigenze degli studenti materani. Ne abbiamo anche parlato sulla community di Matera 2019 questa estate, raccogliendo sempre pareri positivi e disponibilità per riflettere insieme e capire quale sia la strada migliore per raggiungere questo importante obiettivo che renderebbe Matera sempre più una città della cultura.

Riprendendo un vecchio articolo del Quotidiano della Basilicata, del 9 agosto 2013, e rileggendo le parole dell’assessore al Patrimonio e all’Edilizia del Comune di Matera, Giovanni Scarola, “per quanto riguarda la Centrale del Latte […] si aprirà immediatamente il dibattito sulla destinazione dello stabile e sulle necessità che ci sono. C’è bisogno di certo di una sede per il comando dei Vigili Urbani, una volta deciso cosa farne potremo abbattere e ricostruire con l’unico, ovviamente, di non creare di più di ciò che abbattiamo. Poi bisognerà trovare le risorse per poter ricostruire e questo sarà l’altro passaggio”, abbiamo pensato di scrivere una lettera:

All’Assessore Giovanni Scarola,
Al Sindaco di Matera Salvatore Adduce,
Al Consiglio Comunale di Matera,
All’attenzione di Paolo Verri, direttore del Comitato Matera 2019,

impegnarsi per Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019 significa per noi pensare al futuro della nostra città. Gli studenti e i giovani che vivono (e vogliono continuare a vivere) a stretto contatto con la cultura sono il futuro della nostra città. Senza la loro vitalità, il loro impegno e il loro entusiasmo, non sappiamo e non vogliamo immaginare lo sviluppo e il futuro di Matera, della Basilicata, e di tutto il Meridione. Questo è quello che dicevamo anche ai microfoni di Rai Radio 3, nell’ultima giornata della splendida Materadio.

Pensiamo che Matera abbia bisogno di trovare una dimensione sociale per gli studenti, perché Continua a leggere