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Tempi duri – sulla recente attività del Consiglio Regionale in materia di genere

Franco Palazzi, tra i cofondatori di Profumo di Svolta, ci ha girato una nota che riassume l’impegno profuso nell’ultima settimana, da lui e da molti altri, per fare chiarezza in merito alla mozione su una presunta ‘teoria del gender’ approvata a sorpresa dal Consiglio Regionale nella giornata di ieri.

Sono ore strane per i diritti civili in Basilicata. Nell’arco di due giorni, il Consiglio Regionale ha approvato due mozioni di segno opposto: volta ad impegnarsi a porre in essere tutte le azioni necessarie per il rispetto delle persone LGBT la prima, incentrata su una critica sinceramente poco comprensibile ad una presunta ‘teoria del gender’, la seconda.

Poiché sento, nel mio piccolo, di aver contribuito alla singolarità della situazione, affido a questa nota alcune considerazioni che vorrei condividere con tutte e con tutti.

Stamattina, sulla prima pagina del Quotidiano della Basilicata, inizia una mia riflessione sulla seconda delle mozioni varate ieri. L’intervento assumeva la forma di una lettera aperta al presidente Pittella, cui era stata inviata ieri mattina, affinché prendesse posizione in prima persona di fronte ai rischi che tale provvedimento palesava. Per quanto non emerga in modo del tutto chiaro dalle pagine del giornale, che inevitabilmente ha dei limiti di spazio da rispettare, l’appello era stato firmato, in una manciata di giorni, da studiose e studiosi che di identità di genere si occupano in ambito accademico, in Italia e all’estero, oltre che da alcuni professionisti e da un giovane dirigente politico. (Per amore di verità, il testo in questione e l’elenco completo delle adesioni sono disponibili al termine di questa nota).

La tempistica dell’iniziativa, a seguito di una serie impressionante di fraintendimenti con ambienti sia politici che non, appare certamente non tra le migliori: la lettera intendeva, prima che i decisori traessero le proprie conclusioni, stimolare un dibattito pubblico che di fatto non ha avuto modo di svilupparsi, frenato dall’azione straordinaria di un Consiglio che in due giorni ha deliberato su una molteplicità di questioni. Ciò che credo resti valido, in ogni caso, è il suo contenuto informativo: la mozione sulla ‘teoria del gender’ è il risultato di una serie di fraintendimenti, in parte probabilmente dovuti allo scarso spessore della annessa controversia polemica a livello nazionale, e pone la regione in una posizione non facile in riferimento a molte questioni (rispetto delle persone LGBTQI, presa d’atto dello stato dell’arte nell’ordinamento giuridico italiano e di alcune recenti pronunce di corti italiane ed europee, utilizzo responsabile dei saperi scientifici ed umanistici nella sfera pubblica, per fare degli esempi).

Dispiace che un documento così controverso su un tema di grande delicatezza sia stato approvato a tempo di record alla fine di Luglio, quando l’attenzione della cittadinanza non è certamente ai massimi e le possibilità di intavolare una discussione seria ed argomentata risultano minime.

La nostra lettera, che voleva essere un ammonimento, diventa ora, ad uno sguardo retrospettivo, un’amara costatazione: per quanto si agisca con rapidità ed autorevolezza, è sempre più difficile ottenere un confronto trasparente e non ideologico su certi argomenti.

Mi auguro, infine, che le parole condivise da tant* addett* ai lavori portino ad avviare una riflessione critica sugli avvenimenti concitati degli ultimi giorni.

Franco Palazzi

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