Archivio tag: Politica Partecipata

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Un anno fa… “Matera. Cultura e partecipazione: una proposta a bruciapelo”

di Franco Palazzi – 9.7.2013

Nel tentativo di stimolare ulteriormente il dibattito già in corso sulla promozione della cultura a Matera – in vista della candidatura a Capitale Europea e non solo – in questo articolo provo a sviluppare un approccio dinamico al concetto in questione, accostando “cultura” e “partecipazione”. Propongo quindi un possibile modo per favorire contemporaneamente, nella città dei Sassi, il soddisfacimento dei bisogni culturali e di quelli di carattere più concreto della cittadinanza, utilizzando la cassetta degli attrezzi della democrazia partecipativa; in particolare, considero l’eventualità di adottare il bilancio partecipato, un processo che coinvolge in modo determinante i cittadini nell’ allocazione di parte delle finanze pubbliche locali.

In una bella lettera di qualche giorno fa al direttore di SassiLive.it, l’amico Giuseppe Cicchetti tracciava un quadro preoccupato delle abitudini culturali dei lucani, rilevando che tendenzialmente molti di loro non leggono, non si informano, non frequentano cinema e musei, sperimentano sulla propria pelle l’anacronismo di un sistema in cui l’offerta culturale non è economicamente trainante e l’istruzione pubblica naviga ormai nelle secche della rassegnazione a livelli calanti di risultati e servizi. Un lettore, forse pessimista ma sicuramente attento, gli obiettava, citando Maslow, che prima di potersi dedicare al soddisfacimento di bisogni immateriali – come possono essere, appunto, la lettura o in generale la partecipazione a mostre, proiezioni ed eventi di natura simile – bisogna aver messo a tacere quelli di carattere più concreto – legati ad una dignitosa sopravvivenza economica. L’idea, di per sé, non è nuova – in varie forme si trova già in Feuerbach e in tutta la letteratura socialista, della quale è di fatto uno dei postulati di fondo; allo stesso concetto ha fatto riferimento Ronald Inglehart per spiegare l’ondata di partecipazione giovanile di fine anni Sessanta, che per la prima volta aveva per oggetto principale non rivendicazioni di carattere squisitamente material-reddituale, ma “valori postmaterialisti” come l’autorealizzazione nella sfera privata, l’espansione della libertà di opinione, della democrazia partecipativa e dell’autogoverno nella sfera pubblica. Quello che mi preme è indicare, a partire da una simile constatazione, piuttosto che ulteriori motivi di sconforto, una strada – faticosa – per, come si suole dire, prendere due piccioni con una fava.  Continua a leggere

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Matera. Cultura e partecipazione: una proposta a bruciapelo

di Franco Palazzi

Nel tentativo di stimolare ulteriormente il dibattito già in corso sulla promozione della cultura a Matera – in vista della candidatura a Capitale Europea e non solo – in questo articolo provo a sviluppare un approccio dinamico al concetto in questione, accostando “cultura” e “partecipazione”. Propongo quindi un possibile modo per favorire contemporaneamente, nella città dei Sassi, il soddisfacimento dei bisogni culturali e di quelli di carattere più concreto della cittadinanza, utilizzando la cassetta degli attrezzi della democrazia partecipativa; in particolare, considero l’eventualità di adottare il bilancio partecipato, un processo che coinvolge in modo determinante i cittadini nell’ allocazione di parte delle finanze pubbliche locali.

In una bella lettera di qualche giorno fa al direttore di SassiLive.it, l’amico Giuseppe Cicchetti tracciava un quadro preoccupato delle abitudini culturali dei lucani, rilevando che tendenzialmente molti di loro non leggono, non si informano, non frequentano cinema e musei, sperimentano sulla propria pelle l’anacronismo di un sistema in cui l’offerta culturale non è economicamente trainante e l’istruzione pubblica naviga ormai nelle secche della rassegnazione a livelli calanti di risultati e servizi. Un lettore, forse pessimista ma sicuramente attento, gli obiettava, citando Maslow, che prima di potersi dedicare al soddisfacimento di bisogni immateriali – come possono essere, appunto, la lettura o in generale la partecipazione a mostre, proiezioni ed eventi di natura simile – bisogna aver messo a tacere quelli di carattere più concreto – legati ad una dignitosa sopravvivenza economica. L’idea, di per sé, non è nuova – in varie forme si trova già in Feuerbach e in tutta la letteratura socialista, della quale è di fatto uno dei postulati di fondo; allo stesso concetto ha fatto riferimento Ronald Inglehart per spiegare l’ondata di partecipazione giovanile di fine anni Sessanta, che per la prima volta aveva per oggetto principale non rivendicazioni di carattere squisitamente material-reddituale, ma “valori postmaterialisti” come l’autorealizzazione nella sfera privata, l’espansione della libertà di opinione, della democrazia partecipativa e dell’autogoverno nella sfera pubblica. Quello che mi preme è indicare, a partire da una simile constatazione, piuttosto che ulteriori motivi di sconforto, una strada – faticosa – per, come si suole dire, prendere due piccioni con una fava.  Continua a leggere