Archivio tag: Profumo di Svolta

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Alla ricerca della ricerca perduta

di Kety Faina e Franco Palazzi

Molti di noi ricordano le persone ed i testi che più hanno stimolato la loro curiosità nei confronti della conoscenza. Soltanto pochi, me incluso, hanno avuto la fortuna di essere iniziati ad una dimensione del sapere che esorbita la mera fruizione del lavoro altrui. Da alcuni decenni nel mondo anglosassone le università organizzano progetti volti a mettere gli studenti nelle condizioni di produrre nuova conoscenza, sotto forma di ricerca scientifica – in una accezione larga del termine, che potenzialmente abbraccia una rilettura della tragedia greca non meno di un esperimento di laboratorio. Nonostante la giovane età delle persone coinvolte, che nella maggior parte dei casi non hanno ancora conseguito la laurea – e di certo non sono in possesso di un dottorato di ricerca (il titolo dopo il quale mediamente si inizia a pubblicare qualcosa nell’ambito della propria disciplina di studio) – i lavori prodotti sono non di rado rilevanti, ed esistono ormai decine di riviste accademiche destinate alla pubblicazione di undergraduate research. Questo fenomeno ha avuto un vero e proprio boom negli ultimi anni, eppure al momento in Italia non ne parla pressoché nessuno – dopo una rapida ricerca online, chi scrive ha realizzato che esiste la possibilità che questo sia il primo articolo in merito ad apparire nel nostro Paese (per quanto sia già presente qualche esperimento rodato pure dalle nostre parti). Ciò che mi spinge a tentare di avviare, dalle pagine di questo blog, una riflessione che noi di Profumo di Svolta proveremo ad allargare il più possibile nei prossimi mesi, coinvolgendo attori istituzionali e non, è un’esperienza diretta. Facendo parte di una delle pochissime istituzioni universitarie italiane che incoraggiano convintamente la produzione di ricerca da parte dei propri studenti, mi sono ritrovato, nell’Aprile scorso, a presentare le prime conclusioni di un mio lavoro, tuttora in fase di revisione, alla British Conference of Undergraduate Research, probabilmente l’evento più grande al mondo in questo ambito. E’ lì che avuto occasione di incontrare Kety Faina, una studentessa italiana di Scienze Sociali che dal suo osservatorio privilegiato nell’Ovest della Scozia si occupa proprio di indagare, tra le altre cose, la realtà della ricerca prodotta da studenti. Approfittando dell’occasione, profumodisvolta.it le ha chiesto di scrivere qualcosa che riassuma le sua esperienza. Di seguito trovate il suo racconto ed i nostri commenti sulle ripercussioni che il fenomeno descritto da Kety potrebbe avere sul sistema universitario italiano.

Una buona regola da prendere in prestito dalle pubblicazioni accademiche è quella di definire sempre i termini che vengono utilizzati, in modo che il lettore sia allo stesso livello di comprensione dell’autore e possa apprezzare criticamente ciò che viene discusso. In questo caso parliamo di ‘undergraduate research’ in quanto ricerca scientifica o sociale svolta da studenti universitari, talvolta in collaborazione con professori, talvolta indipendentemente, nell’arco di tempo precedente alla effettiva acquisizione della laurea.

Alla base di questo concetto c’è l’idea di passare da una situazione in cui gli studenti sono recipienti passivi di sapere ad un’altra nella quale siano soggetti attivi nella comunità scientifica, contribuendo, sia pure modestamente, al campo di studi che essi stessi stanno studiando. Continua a leggere

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Una e indivisibile

di Anna Rita Francesca Maino

Il mestiere del buon cittadino è un’arte che difficilmente si impara da sé.
Infatti, occorrono dedizione ed educazione perché, da uomini liberi quali nasciamo, si possa diventare cittadini ovvero individui consapevoli che la subordinazione alla legge sia presupposto necessario della libertà di tutti. Tuttavia, è la Repubblica che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, rimuove gli ostacoli economici e sociali, tutela le minoranze, offre pari opportunità, promuove lo sviluppo della cultura e delle autonomia locali, nonché eleva il diritto al lavoro quale suo fondamento. Solo il concetto di Repubblica interpreta la collettività dei cittadini come espressione di una comunità nazionale; né la Patria né la Nazione possono essere confusi come suoi sinonimi, mentre per Stato si intende il complesso degli organi istituzionali al vertice dell’assetto territoriale dei poteri. Perciò è fondamentale conferire un appropriato riconoscimento alla festa del 2 giugno che celebra appunto la nostra identità nazionale.

Ho sempre creduto nell’importanza di questa ricorrenza per salvaguardare la memoria collettiva dall’incalzante scorrere del tempo, perché è dal referendum istituzionale del 2 Giugno del 1946 che l’Italia è una Repubblica democratica. Tale evento è ancor più rilevante, poiché, per la prima volta nel nostro Paese, questa volontà è stata espressa tramite il suffragio universale che avvalora la convinzione dell’esito referendario. La Repubblica italiana è nata in quel tripudio democratico, sorretta dal forte sentimento di unità e libertà, maturato a seguito del ventennio fascista e del dramma del secondo conflitto mondiale. Quindi, è opportuno rispettare questi momenti di svolta, affinché la Repubblica sia sentita da tutti i cittadini come veicolo di libertà e onore, tramite indispensabile di identità e luogo di realizzazione umana.

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Il patriottismo cittadino va alimentato con lealtà e coerenza, perciò non tutti possono erigersi a difensori dell’unità nazionale, se non comprendono che in essa risieda l’uguaglianza reale. Il primo compito del Presidente della Repubblica è, infatti, quello di rappresentare l’unità nazionale. Il tricolore è il simbolo più tangibile di questa idea e ritengo che sia poco edificante sfoggiarlo con più frequenza – se non esclusivamente – per sostenere la Nazionale di calcio! La nostra Repubblica, con i suoi colori e valori, è il centro di imputazione di ogni ambito della cittadinanza, proprio perché dal suo inizio è stata scritta la storia dell’intero popolo italiano nel modo in cui lo intendiamo oggi. Credo si possa ipotizzare che non ricordare la nascita della Repubblica equivalga a non festeggiare il Natale per un cattolico.

É parecchio arduo mantenere in vita tali pensieri patriottici, se si accettano in eredità senza impreziosirli con il nostro contributo e la nostra partecipazione alla tutela di un’idea che coincide con il bene comune.

É doveroso, inoltre, rivolgere un sincero omaggio a coloro i quali hanno sacrificato la vita per la nostra libertà, grazie alla cui conquista è stato possibile acquisire una forma di governo repubblicana, perché “le idee sono come le stelle/ ché non le spengono i temporali”.

Bologna, 2 giugno 2014

Anna Rita Francesca Maino

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Amore Oggi – intervistiamo Antonello Morelli

 Profumo di Svolta ha incontrato Antonello Morelli, attore che ha partecipato alla produzione del film Amore Oggi (Sky Cinema) diretto da Giuseppe Stasi e Giancarlo Fontana, giovani cineasti materani, che anche attraverso il web sono riusciti a farsi strada, difendere e valorizzare il loro talento artistico.
Il film si divide in quattro episodi che raccontano con ironia e realismo l’amore (e le sue difficoltà) nell’era delle nuove generazione.


Buongiorno Antonello, ti ringraziamo di aver accettato il nostro invito.

“Ringrazio voi per l’invito! Sono sempre propositivo verso tutte le associazioni giovanili.”

10292149_10203942578473870_8502458635970876305_nAllora Antonello, raccontaci. Com’è nata l’idea di questo film?

“L’idea del film è nata dopo le collaborazioni che i due egisti hanno avuto prima con la7 per il programma di Sabina Guzzanti e dopo per Raitre nel programma di Neri Marcorè; diciamo che hanno voluto raccontare una storia o meglio delle storie comuni del nostro presente: come i giovani vivono l’amore, appunto, oggi. Evitando però il lieto fine e rendendo il tutto fresco e divertente in una comicità nuova e per niente scontata.”

L’interpretazione all’interno del film ti é stata proposta direttamente? Oppure hai dovuto fare dei provini?

“Si, ho dovuto superare un provino presso BluVideo, che mi era stato proposto precedentemente.”  Continua a leggere

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Piccoli risultati. L’obiettivo è sempre lo stesso

Quanto vale impegnarsi per un obiettivo concreto?

Riflettere e discutere: confrontarsi e percepire quali sono le vere esigenze dei più giovani, anche quelle meno evidenti che, però, possono realmente contribuire allo sviluppo di una comunità. Anche soltanto offrire un’opportunità, per quanto misera questa possa essere (o magari sembrare).

Chi segue Profumo di Svolta sa quanto questa imprevedibile banda di matti attribuisca valore agli spazi della cultura, ai quei luoghi con cui una città dovrebbe aprirsi alla comunità che la abita: per favorire le esperienze di condivisione, o almeno per non limitarle. Un anno, fa dopo aver espresso “Un desiderio per Matera”, profumodisvolta.it pubblicava “Studiamo insieme? Ok, dove? Gli spazi della cultura a Matera” e si interrogava sul valore di trovare una dimensione sociale per gli studenti, perché essi possano vivere meglio la città e sentirla propria, offrire ai più giovani degli spazi dove coltivare i propri interessi attraverso anche una cultura sociale e conviviale.

Ci siamo attivati e interrogati quali potessero essere le strade migliori per valorizzare i tanti spazi “dimenticati” di cui la nostra dispone. Nel periodo natalizio il nostro festival “L’Ora degli Studenti” ridava vita agli Ipogei di piazza San Francesco e in questi giorni siamo felici di presentarvi un nuovo esperimento. Modesto, ma allo stesso tempo molto ambizioso.

Casa Cava è uno dei luoghi più suggestivi della città di Matera: moderna e atipica nel suo aspetto, accogliente, scavata nel tufo e immersa nel Sasso Barisano, a pochi passi da piazza San Giovanni. Ha una vocazione naturale per diventare un centro culturale e Riccardo D’Ercole con la Consulta Provinciale degli Studenti si è impegnato moltissimo negli ultimi mesi, coordinandosi con l’associazione di volontariato Joven, perché l’idea di uno spazio pubblico, accogliente, aperto ai giovani nel cuore dei Sassi potesse diventare realtà. Il progetto MoodZone e le iniziative di #caviamocultura (che vi consigliamo di approfondire) hanno animato e continueranno nei prossimi mesi a animare Casa Cava e all’interno di questo splendido contenitore culturale ci siamo impegnati fino in fondo perché potesse essere allestita un’area completamente a dimensione di giovane che potrà “banalmente” essere utilizzata per studiare insieme e prepararsi a ospitare esperienze di condivisione costruttiva tutte da co-progettare.

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Si parla spesso dell’importanza di fare rete e oggi senza il fondamentale supporto e contributo concreto di Joven, di Imma D’Angelo, Luciano Antezza, Luca Giuffrida; senza la lucidità del Consorzio che gestisce Casa Cava diretto da Gigi Esposito; senza Riccardo che ha tirato la Consulta degli Studenti in questo progetto innovativo, senza tutti coloro che hanno dato la propria disponibilità per sperimentarne una gestione condivisa, oggi alla domanda “Studiamo insieme?” non potremmo ancora rispondere “Si! Andiamo a Casa Cava”.

 

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L’ “aula studio” della Casa Cava ha ospitato i primi studenti negli ultimi due venerdì pomeriggio (dalle 15:00 alle 20:00), proprio quando anche la Biblioteca Provinciale è chiusa.

Sarà aperta a tutti ogni venerdì con gli stessi orari e potrete seguire tutti gli aggiornamenti sulla pagina facebook appena creata Aula Studio – Casa Cava. Noi di Profumo di Svolta saremo tutti a Matera per il periodo di Pasqua e ci coordineremo con la Consulta degli Studenti per la gestione: presto vi comunicheremo il calendario di apertura per i giorni delle prossime settimane.

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Continuate a seguirci e, se volete, contattateci per proporre iniziative e darci una mano nella gestione di questo nuovo spazio pubblico nelle mani (e speriamo presto anche le cuore) dei materani più giovani.

Impariamo la lezione:
> riflettiamo insieme sulle esigenze della realtà in cui viviamo;
> individuiamo i nostri obiettivi, rendiamoli concreti;
> guardiamoci attorno e cerchiamo chi condivide i nostri stessi desideri;
> progettiamo e costruiamo insieme un percorso;
> impegniamoci;
> impegniamoci insieme;
… e se raggiungiamo l’obiettivo:
> raccontiamolo e condividiamo la nostra esperienza;
> poi impegniamoci ancora per mantenere e migliorare;
> e dopo ancora, ricominciamo la lista da capo.

Giuseppe Cicchetti

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A spasso nel futuro. Matera e altre 10 novità

(Dopo le 10 novità dell’estate materana…)

Mettiamo che sono partito per un numero indefinito di anni…
Finalmente posso tornare a casa! Il posto in cui ho passato l’ultimo periodo della mia vita era davvero lontano: un luogo in cui, prima di tutto, la gente non aveva internet e in giro non si vedevano smartphone ma, i più tecnologici, giocavano a snake su cellulari finlandesi. Il più coraggioso aveva bounce, ma non sapeva il trucco per l’immortalità.

Novità 1: – La navetta o il treno dall’aeroporto? –

Sull’aereo una turista mi ha detto che, una volta atterrata, non sa se prendere la navetta (allora io le ho detto di uscire dall’aeroporto, andare a destra e chiedere ai vari autisti: non ho mai capito come trovare la navetta al primo colpo, figuratevi dopo un’assenza cosi lunga!) o il treno diretto che collega, in 42 minuti, Bari-Palese a Matera centrale. Pare che funzioni bene…
Io rimango fedele alla navetta, almeno per questo viaggio: temevo che l’autista potesse essere solo; in fin dei conti il treno sembra più comodo… I prezzi non sono aumentati (che bella cosa!) e non sono l’unico che ha scelto le 4 ruote. Visto che voglio ricominciare a sentirmi materano, dopo molto tempo passato sperando di tornare a vivere e lavorare nella mia città, tartasso di domande l’autista. Ne ricavo che le novità sono molte più di quanto mi aspettassi (e che l’autista ha meno tempo di quanto ricordassi per dirmi tutto: non ci sono più lavori e la strada è tutta a 4 corsie)…

Novità 2: – I 3 treni! –

La prima cosa che mi ha detto l’autista, date le mie insistenti domande sul treno, è che, se davvero non avessi saputo nulla di quello che fosse successo, avrei avuto molto da rallegrarmi: i treni sarebbero stati ormai 3! Stando al suo racconto, qualche anno prima era stata definitivamente abbandonata l’idea della ferrovia collegata alla rete nazionale, ma era stata incredibilmente potenziata la rete già esistente: si arriva, ora, a Palese in 42 minuti esatti, a Bari in 50 minuti, a Napoli in meno di 3 ore. «Napoli?» “Eh si, hanno fatto sta cosa a mostro proprio: sono pochi anni ma funziona davvero bene!”.

Novità 3: – L’ex ferrovia –

Vergognandomi di chiedere ancora all’autista, chiedo al mio vicino cosa ci fosse al posto della ferrovia mai entrata in uso: “Belìn, che bella cosa han fatto: puoi andare in bici fin li, ci sono molti spazi verdi per fare pic-nic o giocare a frisbee, campi da beach volley! Il tutto è gestito davvero bene, con pochi costi per il Comune: poi con la pista ciclabile arrivi li davvero in poco tempo e senza rischi! Al ritorno è più dura perché devi farti una bella salita ma se non ti va puoi salire sulle navette con la bici! Per noi che studiamo qui, è perfetto per un po’ di svago!”.

Novità 4: – L’università! –

La domanda «Quindi non sei di qui?» me la risparmia, perché riprende “Io sono ligure, abito in centro con due ragazzi, uno di Lecce e uno di Urbino. Abbiamo trovato casa insieme grazie ad un semplice servizio che mette in contatto studenti che cercano coinquilini!”. La mia faccia perplessa mi evita anche la seconda domanda “Siamo davvero tanti a usufruirne, chi non trova casa va in collegio o si appoggia al campus: li si che avete fatto un bel lavoro, complimenti! Certo, avessimo un’aula studio in più..” Qui colgo la palla al balzo «E’ vero! Qualche anno fa provammo a tirare su la prima, ma incontrammo difficoltà e poi…» Lui ride “una in più ho detto! Ce ne sono 4, ma sono tutte sempre piene: c’è anche il wifi gratis! I posti dove stare, quelli non mancano mai!”.

Novità 5: – Se ci sono gli universitari… –

A questo punto interviene una signora, mi dice di abitare in una zona di locali e che, lei come tutto il suo condominio, benedice questo movimento “Ogni sera ci sono eventi anche per noi, i locali fanno a gara per intrattenerli e organizzano anche bei concerti! All’inizio è bastato mettersi un po’ d’accordo e venirsi incontro: alla fine benefici per tutti. Poi con alcune belle iniziative e buona volontà, non c’è nemmeno molto da pulire la mattina dopo! Come l’idea dei bicchieri riutilizzabili…”.

Novità 6: – “Se lo riporti, sono soldi!” –

«I bicchieri riutilizzabili?». “Non li hai mai visti? Praticamente ogni locale ha realizzato i suoi bicchieri personalizzati in plastica dura: quando prendi da bere, paghi un euro in più per il bicchiere; se lo riporti ti ridanno l’euro, altrimenti sei libero di tenerlo! Con una sola iniziativa, tieni pulito e non sprechi più plastica con quegli orrendi bicchieri monouso!

Novità 7: – Investimenti nella ricerca –

Lo studente ligure, che ormai ha capito che sono frastornato, riprende “Noi siamo venuti qui a studiare perché abbiamo poi un sacco di possibilità per stage e tirocini in aziende in tutta la regione: in Basilicata hanno capito prima degli altri che è con l’investimento sugli studenti e sulla ricerca che si va avanti! E i risultati sono evidenti”.

Novità 8: – Il museo della scienza e la balena recuperata! –

Sul mio sedile c’è un fascicolo informativo e inizio a sfogliarlo: in copertina c’è una foto dello scheletro della balena trovata a San Giuliano al centro di un cortile! Non l’avevo mai visto e li sembra davvero immenso e spettacolare. La signora mi vede sorpreso: “E’ il museo della scienza: è piccolino, ma davvero grazioso e poi hanno potuto mettere la balena…altro che quel dinosauro brutto nel museo di New York! Poi con 10 chili di spazzatura ci entriamo gratis!”

Novità 9: – La città pulita –

Naturalmente anche questa mi è nuova e la signora lo capisce subito “Se davvero non sai nulla, poco fa è partito un progetto pilota per incentivare alla raccolta differenziata: con un sistema semplice, ogni 10 chili di riciclata che si fanno, si ricevono dei buoni spendibili in cultura in città: musei, cinema, librerie! E’ fastidioso all’inizio, ma i vantaggi sono troppi! Comunque puoi leggere tutto sul sito del comune, è davvero intuitivo!

Novità 10: – Qui per il festival! –

Stavamo entrando in città quando l’autista, incuriosita mi ha chiesto “Ma se manchi da tanto e non sapevi di queste novità, perché sei tornato?” Questa risposta la sapevo «E’ da un po’ che con quelli di Profumo di Svolta stavamo pensando di organizzare un festival a tutto tondo: a quanto pare, stiamo per iniziare…»

Mauro Acito

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Forse soltanto un sogno quello di Mauro, ma siamo felicissimi di condividerlo con voi proprio oggi a un anno dalla nascita di www.profumodisvolta.it, proprio oggi che cominciamo un nuovo percorso coordinando il gruppo di lavoro “Giovani e Opportunità” per la definizione del Piano Strategico della Città di Matera.

(foto in evidenza di Mariangela – da facebook)
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#governiamolaINSIEME – lettera ai neo-eletti amministratori regionali

Al futuro governatore della Regione Basilicata
Ai futuri assessori e consiglieri regionali

A poche ore dall’ufficialità della vostra elezione, come studenti, ma soprattutto come cittadini lucani abbiamo deciso di scrivervi questa lettera.

Il dato dell’affluenza alle urne in Basilicata ci consegna un risultato allarmante: un cittadino lucano su due, che ne aveva diritto, non è andato a votare. Tutto ciò per diverse ragioni, alcune delle quali ci riguardano in prima persona, poiché molti di noi studenti universitari fuori sede si sono scontrati con difficoltà economiche, oltre che logistiche e non hanno partecipato all’importante momento politico-elettorale degli scorsi giorni.

Nonostante questo, pensiamo che l’amministrazione pubblica, e allo stesso tempo la politica, debbano avere un volto nuovo, capace di interfacciarsi con l’esterno promuovendo un rapporto rappresentante-rappresentato che permetta uno scambio positivo di feedback e la possibilità di intraprendere scelte consapevoli, frutto di un processo decisionale partecipato.

#governiamolaINSIEME nasce dalla nostra necessità come cittadini della Basilicata di condividere con voi, rappresentanti e amministratori, la propria idea di regione: la propria idea di presente e di futuro per una terra che ci appartiene. Continua a leggere

avatar Lote

Our Manifesto – English version (at LOTE3)

Matera, 2.11.2013
LOTE3 – unMonastery

We are young people that want a change.

We were born in Basilicata: a place which is ignored by the rest of Italy but loved by its inhabitants.

We have grown up in the warmth of the Southern people, with the wonderful Sassi of Matera, the narrow alleys of unknown towns and unspoiled landscapes of the province. We have studied in our small schools, where excellence is the passion and expertise of teachers and professors.

We have experienced our cities, our countries. Each of us has a piece of Matera in our heart, a place in Matera to which we are attached, a desire for Matera that we hope will be realised.

We travelled, we looked around. We have seen cities that are completely different from Matera, countries different from those of Basilicata, habits different from ours; boys and girls, men and women brought together in diversity.

We saw so many different realities: we appreciated the differences of others and scorned our weaknesses.

We wanted to escape – even if only for a while – but then we came back.

Today some of us are attending the high school in Matera, others are studying at university and they are living away from their city. All of us have to make a choice for our lives. Growing up, the moment of choice is approaching.
We want to be able to decide to stay or to go back to Matera; we want to have the possibility to live our future here.

We do not want to be forced to go away and find a place elsewhere, not even being forced to stay and forcibly occupy a place that we do not feel is our place.

We want to have the freedom to choose.

We want to have the ability to choose where to study, perhaps deciding to go away, but knowing that for each of us that has to leave, someone else could stay. Those who want to stay can have the same opportunities as those who study in other university cities of Italy.

We want a good reason to stay, to leave and then return.

We want a city that welcomes us and welcomes all of its citizens, that makes young people, students and workers feel at ease, that are the life blood of any territory.

We believe that Matera offers occasions and opportunities, a lively atmosphere and a stimulating climate for everyone.

We would like to breathe European and international air in our land, so that it can be a land of encounter and exchange.

We want to breathe clean air that is healthy and genuine, where future challenges are faced with respect for the environment, people and ideas.

We also want “clean” politics, competent, forward-looking and honest directors, who are open and young (not necessarily in age, but with “young” minds).

We have the right to ask for a better place to live. We have the right to expect and to demand a change. We are committed to allowing Matera to grow.

We see ourselves as a resource for our land and we want to commit ourselves to write; for us and for Matera to have a different fate from the role of the indifferent and disinterested.

We would love to have the support and help of those who think like us.

There is no defeat in the hearts of those who struggle.

If you want to go fast, go alone. If you want to go far, go together.

(translated by Vittoria De Nittis)

Sign our Manifesto!

 

See the list of Manifesto promoters – profumodisvolta.it team – and all the signatures.

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La prima edizione del giornale di Profumo di Svolta

Per chi segue già profumodisvolta.it sul web non sarà una novità.

Questa è la prima edizione del nostro giornale. Lo abbiamo stampato e distribuito durante la presentazione di Graffiamoli Via! e è rivolto soprattutto a chi non utilizza i social network e non ha avuto l’occasione di conoscerci.
Gli articoli sono tutti presenti qui sul nostro sito al link indicato alla fine della colonna.

L’unica novità è l’editoriale, scritto da Franco Palazzi.
Buona lettura!

Download (PDF, 1.97MB)

L’editoriale

di Franco Palazzi

Dicono che per cambiare il mondo prima occorra cambiare se stessi, come se le due cose fossero separate da barriere invalicabili. Forse per incoscienza dovuta all’età, o magari solo per una giusta intuizione, da qualche mese abbiamo deciso di provare a fare entrambe le cose contemporaneamente. “Mondo” per noi significa soprattutto una città, Matera, che amiamo. Un luogo con potenzialità immense ed in buona parte tuttora inespresse, che merita di essere vissuto e gestito meglio. Non si tratta di un compito interamente delegabile ad amministratori, ma di una missione che deve partire dai cittadini. Vogliamo impegnarci per rendere Matera più accogliente e verde, maggiormente rispondente alle necessità dei cittadini, meglio inserita in una dimensione internazionale, vicina ai principali circuiti artistici e culturali. Lo facciamo perchè l’Italia ed il suo Meridione in particolare non sono più luoghi in cui aspettare che le cose giuste vengano realizzate da altri. Lo facciamo, da giovani, anche per riprenderci una fetta del nostro futuro. L’unica nostra certezza, in tutto questo, è che non ce la faremo andando da soli. Per questo animiamo un blog (www.profumodisvolta.it) e da oggi proviamo a diffondere le poche certezze ed i tanti dubbi che stringiamo fra le mani anche con l’ausilio della carta stampata. Scriveva Antonio Machado: “Viandante, non c’è via/ la via si fa con l’andare”. Speriamo di, cuore, di avervi come compagni di viaggio.

 

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Aula studio all’ex Centrale del Latte – Lettera al Comune

“La pazienza e la perseveranza hanno un effetto magico davanti al quale le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono”. Se il sesto presidente degli Stati Uniti d’America, John Quincy Adams, avesse ragione, allora dovremmo continuare sulla nostra strada e riprendere un argomento che ci sta molto a cuore.

Aula studio.
Chi legge profumodisvolta.it abitualmente, chi ci segue anche su facebook e su twitter, sa che abbiamo un desiderio. Un desiderio per Matera, la nostra città, che lanciavamo a marzo, per la prima volta e poi una proposta concreta, nell’articolo “Gli spazi della cultura a Matera”: vogliamo che Matera disponga di un centro culturale per gli studenti e per i più giovani. Un progetto che potrebbe banalmente cominciare dalla richiesta di un aula studio pubblica, accessibile, funzionante, che risponda alle esigenze degli studenti materani. Ne abbiamo anche parlato sulla community di Matera 2019 questa estate, raccogliendo sempre pareri positivi e disponibilità per riflettere insieme e capire quale sia la strada migliore per raggiungere questo importante obiettivo che renderebbe Matera sempre più una città della cultura.

Riprendendo un vecchio articolo del Quotidiano della Basilicata, del 9 agosto 2013, e rileggendo le parole dell’assessore al Patrimonio e all’Edilizia del Comune di Matera, Giovanni Scarola, “per quanto riguarda la Centrale del Latte […] si aprirà immediatamente il dibattito sulla destinazione dello stabile e sulle necessità che ci sono. C’è bisogno di certo di una sede per il comando dei Vigili Urbani, una volta deciso cosa farne potremo abbattere e ricostruire con l’unico, ovviamente, di non creare di più di ciò che abbattiamo. Poi bisognerà trovare le risorse per poter ricostruire e questo sarà l’altro passaggio”, abbiamo pensato di scrivere una lettera:

All’Assessore Giovanni Scarola,
Al Sindaco di Matera Salvatore Adduce,
Al Consiglio Comunale di Matera,
All’attenzione di Paolo Verri, direttore del Comitato Matera 2019,

impegnarsi per Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019 significa per noi pensare al futuro della nostra città. Gli studenti e i giovani che vivono (e vogliono continuare a vivere) a stretto contatto con la cultura sono il futuro della nostra città. Senza la loro vitalità, il loro impegno e il loro entusiasmo, non sappiamo e non vogliamo immaginare lo sviluppo e il futuro di Matera, della Basilicata, e di tutto il Meridione. Questo è quello che dicevamo anche ai microfoni di Rai Radio 3, nell’ultima giornata della splendida Materadio.

Pensiamo che Matera abbia bisogno di trovare una dimensione sociale per gli studenti, perché Continua a leggere

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Al Liceo Scientifico per la Consulta Provinciale degli Studenti

Profumo di Svolta non è soltanto un blog, una pagina facebook, un gruppo di ragazzi che vuole cambiare qualcosa. Non è soltanto #GraffiamoliVia! o il nostro manifesto. Da oggi, Profumo di Svolta sono anche degli studenti che al Liceo Scientifico “D. Alighieri” di Matera si candidano a rappresentare i propri coetanei all’interno della Consulta Provinciale degli Studenti.

Oggi Giovanni Montemurro, Riccardo D’Ercole, Brunella Bianco e Vincenzo Vaccaro si presentano in assemblea agli studenti del loro liceo con queste slide e un video.

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