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Update Basilicata, il diritto allo studio nella nostra regione

Un’iniziativa della Consulta Provinciale degli Studenti di Matera con Unione degli Studenti – Matera e Studenti Progressisti – Basilicata.

Matera, 12 febbraio 2012

“È compito della Repubblica rimuovere
gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,
limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Art 3.2 Costituzione

“La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore,
impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi,
hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio,
assegni alle famiglie ed altre provvidenze,
che devono essere attribuite per concorso”.
Art. 34 Costituzione

“Cultura: l’urlo dell’uomo davanti al proprio destino”.
Albert Camus

 

Introduzione
Portiamo in alta considerazione il valore della cultura, della conoscenza e delle competenze nel nostro tempo. Al giorno d’oggi, nel mondo globalizzato e interdipendente del XXI sec., riteniamo che non ci siano libertà ed uguaglianza sostanziali, se non sono accompagnate da una diffusione quanto più ampia ed inclusiva del “sapere”. Lo crediamo in virtù di un vasto ordine di ragioni: dai motivi di impronta costituzionale, legati al diritto al raggiungimento dei “gradi più alti degli studi” e al “pieno sviluppo della persona umana”, alle spiegazioni che trovano nel sistema di istruzione il maggiore indice di civiltà di un Paese e lo strumento fondamentale per il suo progresso civile e sociale, dai motivi connessi all’allargamento della cittadinanza e alla formazione del cittadino, alle cause, proprie di questi anni, che riconoscono nel sapere, nell’innovazione, e nell’accumulazione tecnologica il principale campo di competizione dell’economia globale.

Con la capacità di sintesi e la concretezza degli studenti, diciamo che la nostra democrazia non è giusta, equa, matura ed inclusiva, senza che venga riconosciuto ad ogni studente il diritto all’accesso e al successo educativo, che mai quanto oggi equivalgono al diritto di realizzare le proprie aspettative di vita e ricoprire il posto desiderato all’interno della società.

Per questo crediamo che al diritto allo studio, al welfare studentesco vada garantita la stessa dignità delle altre forme di welfare, e che debba essere permanente l’impegno a migliorare gli interventi in quest’ambito, allargando il campo dei diritti, delle garanzie e delle opportunità.
La Consulta Provinciale degli Studenti di Matera, il Coordinamento Regionale dei Presidenti di Consulta, l’Unione degli Studenti di Matera e Studenti Progressisti Csf, hanno svolto un lavoro di approfondimento sull’esigibilità del diritto allo studio in Basilicata, allo stato attuale delle cose, e intendono formulare alcune proposte di miglioramento. Su queste, interrogano le Istituzioni regionali.

Legge regionale per il diritto allo studio
Analizzando attentamente la ‘Legge Regionale n.21 del 20-06-79′ e confrontandola con quella di altre regioni italiane, abbiamo verificato lo stato di precarietà in cui il diritto allo studio è custodito in Basilicata.
Il primo aspetto che ci sembra doveroso affrontare è la datazione della nostra legge: essa, infatti, è stata scritta per rispondere alle esigenze di una realtà socio-economica totalmente diversa da quella attuale; la regione Puglia ha ben pensato di aggiornare la vecchie legge dell’1980 nel 2009 e molti dei successivi spunti sono tratti proprio da questa legge. La stessa Giunta regionale lucana appare consapevole della rilevanza di aggiornare la normativa, così come si può evincere dal Piano regionale integrato per il diritto allo studio per l’anno scolastico 2010/2011, dove si dice “necessario prevedere una nuova legge regionale in materia di diritto allo studio”, “in considerazione delle molteplici novità esistenti nel mondo della scuola”.
Attraverso tale documento, chiediamo l’attenzione delle Istituzioni, e ci riserviamo di suggerire alcune delle modifiche di cui la legge necessita, consapevoli che alla maggior parte delle nostre proposte corrispondono azioni che la Regione Basilicata mette in campo da tempo, le quali, tuttavia, noi preferiamo siano fissate in una legge quadro sotto forma di obiettivi fondamentali, in modo da non essere suscettibili di soppressione al variare delle maggioranze politiche.
Analizzando l’articolo 1 (obiettivi) della nostra legge, all’obiettivo fondamentale già contemplato:

1) rimuovere gli ostacoli di carattere economico, sociale e culturale che, di fatto, impediscono o limitano a tutti l’esercizio del diritto all’istruzione e alla formazione a partire dalla prima infanzia per tutto il percorso di maturazione dello studente;

dovrebbero essere integrati alcuni obiettivi che, secondo il nostro modesto parere, questa dovrebbe proporsi:

1) combattere la dispersione scolastica e sostenere il diritto all’accesso e al successo scolastico e formativo;

2) favorire l’esercizio del diritto allo studio da parte degli studenti che presentano forme di disabilità e dei “nuovi italiani”, immigrati e figli di immigrati;

3) programmare interventi di edilizia scolastica orientati a garantire agli studenti l’esercizio del diritto all’istruzione ed alla formazione in ambienti accoglienti, sicuri ed in stato di avanguardia tecnologica;

4) promuovere progetti volti alla crescita della consapevolezza della cittadinanza attiva e della cultura della legalità, della pace e del rispetto della dignità e dei diritti umani;

5) realizzare raccordi con le attività culturali, sportive, aggregative e di servizio civile esistenti sul territorio (cinema, teatri, attività sportive e di volontariato), che contribuiscono al “pieno sviluppo” della persona umana.
Appare palese, e lo rimarchiamo, la mancanza di un articolo riservato ai soggetti affetti da disabilità, ai quali è opportuno riconoscere interventi specifici che ne favoriscano l’integrazione in ambito scolastico e poi lavorativo, come già garantito dai piani regionali annuali, ed agli immigrati e ai figli di immigrati.
L’articolo 3 (servizi ed interventi) presenta alcune defezioni, che impediscono la salvaguardia del diritto allo studio per tutti i cittadini; riteniamo che debbano essere effettuate le seguenti aggiunte:

1) fornitura gratuita o semi gratuita dei libri di testo agli alunni della scuola dell’obbligo e organizzazione di servizi di comodato d’uso, anche tramite un fondo da istituire presso le singole scuole, sussidi scolastici e speciali sussidi e attrezzature didattiche per i disabili;

2) borse di studio aggiuntive rispetto a quelle previste dal competente ministero, di natura regionale che rispondano delle esigenze specifiche del territorio;

3) interventi di edilizia scolastica;

4) la “Carta studenti” per l’accesso facilitato ai canali culturali, la cui effettività di servizio dovrebbe essere assicurata d’intesa tra la Regione Basilicata, l’Ufficio Scolastico Regionale, il Coordinamento Regionale delle Consulte Provinciali degli Studenti e le Camere di Commercio;

5) progetti scolastici che promuovono tematiche di notevole interesse civico, sociale e culturale, quali: l’educazione alla legalità; l’educazione all’ambiente; l’educazione civica e stradale; l’educazione alla salute; l’educazione sessuale; la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, naturalistico e folclorico del territorio regionale; l’educazione alla comprensione, alla tolleranza e alla solidarietà verso i soggetti appartenenti a culture ed etnie diverse; l’introduzione e l’utilizzazione di nuove tecnologie e metodologie didattiche;

6) progetti di orientamento scolastico, professionale e universitario;

Riteniamo necessario realizzare iniziative costanti di sostegno orientativo scolastico, universitario e professionale, da concentrare in due passaggi dirimenti: tra l’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e l’avvio del biennio dell’obbligo di istruzione e tra il biennio finale dell’istruzione secondaria di secondo grado e le scelte da intraprendere successivamente. A questo fine, suggeriamo di favorire incontri qualificati con il mondo dell’università, della ricerca, del lavoro, delle professioni, dei mestieri, dell’arte. Evidenziamo l’esigenza si svolgere servizio di orientamento anche per le ragazze e i ragazzi di terza media, spesso sottoposti ad azioni di marketing da parte delle scuole superiori e non messi in grado di fare la scelta migliore: per questi motivi, è proprio nel primo anno di scuola superiore che si incontrano le percentuali più alte di dispersione e abbandono scolastico. A riguardo dell’orientamento e dell’inserimento professionale, diamo risalto all’implementazione di progetti di alternanza scuola-lavoro a favore degli studenti degli istituti tecnici e professionali;

7) contributi alle spese sostenute da particolari tipologie di istituti a elevata specializzazione e a diffusione limitata in ambito regionale, per lo svolgimento di esercitazioni pratiche;
Osservatorio regionale per il diritto allo studio scolastico e universitario
Dalla nostra analisi ricaviamo che il diritto allo studio in Basilicata, nell’entità e nella distribuzione degli interventi, si pone sostanzialmente sulla stessa linea di Regioni come la Puglia e l’Emilia Romagna, né sfigurando per carenza di risorse o per scarsezza delle azioni messe in campo, né brillando per la qualità del profilo riformista di cui si dà prova in quest’ambito.

Perciò riteniamo che possa essere molto utile alla causa del diritto allo studio nella nostra regione istituire una struttura di supporto al Governo regionale e agli Enti locali, un Osservatorio per il diritto allo studio scolastico e universitario. Mutuiamo, in questo, l’esperienza dell’Osservatorio regionale per l’Università e per il diritto allo studio universitario del Piemonte, costituito con legge regionale nel 1999 e che si segnala in Italia come importante laboratorio di analisi delle politiche regionali di diritto allo studio, comparazione di esse con le migliori pratiche italiane ed internazionali e incessante stimolo nei confronti delle Istituzioni ad adeguare a queste esperienze gli interventi locali. Crediamo che questa struttura, che ponga la sua attenzione non solo al diritto allo studio universitario, ma anche a quello concernente le scuole di ogni ordine e grado, provvista di adeguate risorse umane ed economiche, possa essere la via migliore per garantire agli studenti lucani un sistema di tutele e opportunità all’altezza del dettato costituzionale e del loro diritto di realizzare le proprie aspirazioni di vita.

 

Conferenza regionale per il diritto allo studio scolastico e universitario
Infine, riteniamo virtuosa la possibilità di istituire una Conferenza regionale ad hoc, che verifichi il funzionamento effettivo del diritto allo studio all’interno della regione e consideri eventuali miglioramenti, che sia composta da rappresentanze istituzionali, regionali e degli enti locali, degli Uffici Scolastici, dell’Osservatorio di cui al punto precedente, delle Consulte Provinciali degli Studenti, dell’Unibas, dell’Ardsu, dei sindacati, delle associazioni studentesche e dei genitori maggiormente rappresentative, e che sia tenuta a riunirsi almeno una volta per anno scolastico/accademico.

Conclusioni
I soggetti promotori della presente iniziativa rimangono aperti a condividere il percorso di sostegno alla proposta con tutte le associazioni, studentesche, di impegno civico, di volontariato, e i partiti politici, consci del valore di questa tematica.
Contano, in ultimo, di pervenire in tempi brevi ad un incontro con l’Assessore regionale al ramo, in cui illustrare questo documento ed avviare una collaborazione fattiva, nell’interesse degli studenti lucani.

Cosa ne pensi tu?